domenica,Marzo 3 2024

Il Laboratorio Civico: «A che titolo i commissari di Rende parlano di città unica con Caruso?»

I manniani: «Dovrebbero interessarsi esclusivamente dalla necessità di ripristinare l'ordine legale e garantire la continuità amministrativa. Questioni complesse come la fusione di comuni richiedono l'attivazione di processi di partecipazione attiva»

Il Laboratorio Civico: «A che titolo i commissari di Rende parlano di città unica con Caruso?»

«Nel palpitante mondo dell’amministrazione pubblica cosentino-rendese, da quanto apprendiamo dalla stampa recentemente, si è tenuta una riunione tra il sindaco Caruso e i commissari prefettizi di Rende, l’apice della democrazia locale. Partecipare a un tavolo di concertazione senza un mandato politico diretto? Ma certo, sembra un’idea brillante, considerando che gestire crisi e garantire continuità amministrativa richiede competenze in diplomazia e giocoleria politica». Lo afferma il Laboratorio Civico di Rende, l’organismo politico a supporto dell’ex sindaco Marcello Manna.

«Sempre dalla stampa apprendiamo che tra i vari argomenti è stata oggetto di attenta discussione anche la proposta di legge di fusione tra i comuni di Cosenza, Rende e Castrolibero. Un argomento semplice e leggero, perfetto per i commissari ordinati a caso, famosi per il loro acume politico. La circostanza – evidenziano – è alquanto anomala sia da un punto di vista di opportunità che di legittimità. L’arrivo dei commissari straordinari dovrebbe derivare esclusivamente dalla necessità di ripristinare l’ordine legale e garantire la continuità amministrativa. Questioni complesse come la fusione di comuni richiedono l’attivazione di processi di partecipazione attiva che dovrebbero coinvolgere esclusivamente le comunità locali e territoriali, associazioni e rappresentanze politiche». 

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«Ma tra Rende e Cosenza – si chiede ancora il Laboratorio Civico – chi ha bisogno di perdere tempo con questi banali dettagli quando si può contare su un comitato di super commissari che risolvono tutto? E in fondo, chi se ne frega della partecipazione attiva e delle dinamiche democratiche quando si può avere un déjà vu dei bei tempi in cui regime e amministrazione erano un tutt’uno? Sicuramente tutto questo porterà a una gestione trasparente e responsabile, non c’è dubbio!».

«Tralasciando l’ironia – aggiungono i manniani – vi è da dire che siamo molto preoccupati perché le commistioni e le confusioni di ruoli e competenze lasciano di solito poco spazio all’immaginazione. Nomine di figure apolitiche in posizioni apicali più volte nella storia del nostro paese sono state espressione di dinamiche politiche sottostanti. E nel caso di Rende sembrerebbe proprio una scelta calata dall’alto e volta a influenzare le dinamiche territoriali».

«Se questo rispondesse al vero, è lecito chiedersi come sia possibile garantire un’azione imparziale che riesca a mantenere fede istituzionale alla tutela degli interessi dei cittadini. La necessità di una chiara definizione dei poteri e delle responsabilità dei commissari straordinari è cruciale per garantire un equilibrio tra l’efficacia amministrativa e il rispetto dei principi democratici. Riteniamo dunque – chiude il Laboratorio Civico nel proprio intervento – che l’ambiguità creatasi richieda una vigilanza più accurata da parte del Prefetto e una rendicontazione dettagliata delle decisioni prese, al fine di fugare ogni genere di dubbio sul grado di trasparenza e responsabilità nel processo decisionale».