venerdì,Febbraio 23 2024

Il presidente del Cassano Sybaris accusa l’arbitro: «Atteggiamento razzista contro la squadra»

Giuseppe Azzolino: «Non permetto a nessuno di trattare male i miei ragazzi»

Il presidente del Cassano Sybaris accusa l’arbitro: «Atteggiamento razzista contro la squadra»

Parole grosse, parole che pesano quanto un macigno quelle che nelle ultime ore il Cassano Sybaris, tramite il presidente Giuseppe Azzolino, ha usato per per informare l’opinione pubblica di un presunto atteggiamento arbitrale discriminatorio subito domenica 4 febbraio in occasione della gara casalinga valevole per il 20° turno del Campionato di Promozione girone A contro il Sersale, giocata al “Pietro Toscano”.

Necessario premettere, in apertura, che la squadra cassanese è formata nella quasi totalità, fatta eccezione per pochi under locali, da giocatori italo-argentini con qualche presenza di altre nazionalità sudamericane. Stesso discorso per l’allenatore, il preparatore atletico e il cuoco/magazziniere, anche loro in Italia giunti dall’America Latina. Per quanto pubblicamente testimoniato dai giocatori, gli stessi avrebbero ricevuto dall’arbitro (della sezione di Catanzaro ndr) minacce, ingiurie e bestemmie a vario titolo ma, per come raccontato dal presidente Azzolino, l’accadimento più grave si sarebbe manifestato al termine della gara, nel mentre tutti facevano rientro negli spogliatoi.

Nel racconto/denuncia del presidente Azzolino ci sarebbe stato un “modus operandi” alquanto discriminatorio nei confronti di alcuni dei propri tesserati da parte del direttore di gara, il quale avrebbe rivolto frasi offensive e discriminatorie del tipo «la concha di tua madre», insulto tipico dell’America latina; oppure «ti rispedisco in Argentina», rivolgendosi al calciatore Mattias Locascio, e ancora la frase «ti faccio smettere di giocare a calcio», urlata in faccia a Toni Pedaccio.

Inoltre, secondo quanto affermato dal presidente Azzolino e dagli atleti il direttore di gara si sarebbe lasciato andare anche ad un poco ortodosso «allontanati che ti taglio la testa», rivolgendosi a Mattia Graziadio, unico italiano in campo per il Cassano Sybaris, reo di aver protestato dopo un fallo subito dal capitano biancazzurro De Olivera, colpito da un avversario al volto e successivamente trasportato in pronto soccorso dove gli sono stati applicati sette punti di sutura.

«Questo è razzismo – dice al nostro network il presidente Azzolino – e non permetto a nessuno di trattare male i miei ragazzi. La squadra e la società si sentono attaccate da questo comportamento e tutti, arbitri compresi, devono avere rispetto di una società e dei giocatori. Siamo fiduciosi nella giustizia sportiva affinché possa emergerà la verità che resta il nostro obiettivo primario. Lo stesso presidente Azzolino, previa telefonata interlocutoria, nella giornata seguente (lunedì 5 febbraio) informava il presidente del CR Calabria Saverio Mirarchi dell’accaduto inviando allo stesso una lettera riservata e personale. Per il grave tenore della stessa, il presidente Mirarchi, mercoledì 7 febbraio, la faceva proseguire per informare la Procura Federale Figc, la Lega Nazionale Dilettanti e il Comitato Regionale Arbitri calabrese.

Inchiesta in corso, si presuppone, da parte della Procura Federale che è chiamata ad accertare la veridicità dell’esposto cassanese, sicuramente accendendo confronti con lo stesso direttore di gara, con il commissario di campo presente, oltre a sentire direttamente i vari soggetti coinvolti e citati nel Rapporto degli Ufficiali di Gara. Il tutto si riporta nel rispetto dei diritti del soggetto (da ritenersi presunto innocente in considerazione dell’attuale fase l’istruttoria sportiva fino a un definitivo accertamento di colpevolezza) al fine di garantire il diritto di cronaca.