domenica,Marzo 3 2024

Fuscaldo, vietato alla Polisportiva l’utilizzo dello stadio comunale

Il disappunto dell'allenatore Carmelo Martora per le disposizioni comunali che autorizzano la squadra giovanile a usufruire solo della pista di atletica

Fuscaldo, vietato alla Polisportiva l’utilizzo dello stadio comunale

La tensione è palpabile a Fuscaldo a causa di una disputa riguardante l’uso dello stadio comunale “Zicarelli”, che ha messo di fronte le società Asd Polisportiva Fuscaldo 2022 Aps e il Fuscaldo Calcio ASD 1973, con quest’ultima che – avendo in concessione l’impianto – sta cercando di preservarlo da ogni possibile accidente, centellinandone l’utilizzo anche per gli allenamenti della prima squadra.

Mister Carmelo Martora, della Polisportiva, ha espresso il suo disappunto per l’impossibilità di far usufruire lo stadio alle attività della sua società, nonostante la regolare iscrizione alla Figc per le categorie giovanili. Martora sostiene che questa mancata concessione comprometta le opportunità di svago e crescita dei giovani atleti.

Il sindaco Giacomo Middea ha risposto alle accuse di Martora, affermando che è stato concesso alla Polisportiva l’utilizzo del campo per l’atletica leggera, negli orari non occupati dal Fuscaldo Calcio ASD 1973. Il primo cittadino ha inoltre ribadito che lo stadio è tradizionalmente utilizzato dalla squadra di calcio locale per allenamenti e partite casalinghe.

La situazione ha scatenato polemiche e tensioni tra le due fazioni coinvolte. Il Fuscaldo Calcio ASD 1973 ha chiarito di aver concesso alla Polisportiva l’utilizzo del proprio campo per il calcio, malgrado lo stadio comunale sia stato riservato, alle altre società, solo per l’atletica leggera. Inoltre, i dirigenti hanno sottolineato gli sforzi profusi per il mantenimento e la cura dello stadio, ribadendo la volontà di collaborare per risolvere la controversia.

Nonostante i tentativi di chiarimento, il clima di tensione persiste, danneggiando l’ambiente sportivo locale e il benessere dei giovani atleti e delle loro famiglie. Resta da vedere se le istituzioni riusciranno a trovare una soluzione soddisfacente per entrambe le parti, permettendo ai ragazzi di praticare lo sport in un ambiente sereno e inclusivo.