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Autonomia differenziata, la denuncia dell’Usb all’Unical: «Secessione dei ricchi»

Al tavolo anche l'Arcivescovo Giovanni Checchinato e l'ex parlamentare no global Francesco Caruso che auspica «un'autonomia solidale»

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A Napoli sfila il corteo nazionale promosso dai comitati contro ogni Autonomia differenziata con almeno 200 sigle aderenti ed alcuni partiti del centro sinistra tra cui il Pd, i Cinquestelle, Rifondazione Comunista. Sabato prossimo, 23 marzo, toccherà a Cosenza ospitare una grande manifestazione di protesta per ribadire l’ostilità rispetto alla riforma Calderoli, «la secessione dei ricchi» ribadiscono i vertici locali dell’Usb. Il sindacato di base, in previsione dell’iniziativa in calendario nel capoluogo bruzio, hanno organizzato all’Università della Calabria, un incontro pubblico sotto lo slogan Non ci dovete rompere il Paese.

Sociologi, intellettuali, esponenti politici e del mondo dell’associazionismo si sono dati appuntamento per una riflessione sul Ddl Calderoli, sul quale con una posizione netta, continua ad esprimersi anche la Chiesa: «Mi preoccupa – ha detto l’arcivescovo di Cosenza-Bisignano Giovanni Checchinato – il venire meno della coesione sociale. Siamo tutti fratelli e sorelle chiamati a prenderci cura gli uni degli altri. E a prenderci cura soprattutto dei più deboli, dei più poveri. Mi preoccupa che l’Autonomia Differenziata possa cristallizzare un principio di diversa cittadinanza, indipendentemente da dove si vive. Cioè che una situazione di fatto, che vede già fortemente penalizzate alcune categorie di cittadini rispetto ad altre, diventi acclarata per legge e che possa addirittura incancrenirsi. Le conseguenze più gravi sono per i giovani: assistiamo ad una costante emorragia di giovani che emigrano dal nord verso il sud, desertificando i territori meridionali».  

Introdotta da Vittoria Morrone, l’iniziativa ha registrato la partecipazione dei docenti Giorgio Marcello e Giancarlo Costabile e dei sindacalisti Francesco Gaudio e Pino Assalone. Presenti inoltre esponenti del mondo politico-istituzionale tra cui il consigliere regionale Ferdinando Laghi e la presidente della federazione provinciale Pd di Cosenza Maria Locanto. È inoltre intervenuto, tra gli altri, Francesco Caruso, attivista no global, già deputato eletto sotto le insegne di Rifondazione Comunista nel 2006.

«L’Autonomia differenziata – ha sostenuto – determinerà un allargamento della forbice delle disuguaglianze territoriali e sociali, un aggravamento delle condizioni sanitarie e un abbandono istituzionale dei territori del Mezzogiorno. Spero che qualcuno ascolti questo grido d’allarme arrivando anzi, ad un rovesciamento del ragionamento, cercando di gettare le basi per un’autonomia solidale, per fare in modo che gli ultimi possano essere accompagnati dai primi e non lasciati al loro destino». Nel video allegato l’intervista che l’ex parlamentare ha rilasciato al nostro network

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