martedì,Giugno 18 2024

Mendicino, la replica di Gervasi a Reda: «Ci “accontentiamo” delle sue dimissioni»

Replica dell'ex assessore alla segretaria dimissionaria del Pd di Mendicino dopo il pastrocchio delle mancate candidature nel centrosinistra

Mendicino, la replica di Gervasi a Reda: «Ci “accontentiamo” delle sue dimissioni»

di Francesco Gervasi*

All’amarezza di non aver messo in campo una lista di centro sinistra alle amministrative di Mendicino si aggiunge un profondo stupore dopo aver letto il comunicato stampa dell’ormai ex segretaria del circolo Pd Francesca Reda nelle cui righe, a ben vedere, la stessa cerca di scaricare le proprie responsabilità sulla federazione provinciale del Pd, su di me e su fantasiose pressioni che Fulvio Scarpelli avrebbe ricevuto per ritirare la candidatura a sindaco.

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Mi ha accusato di tramare. Ebbene tramare significa preparare di nascosto un intrigo ed invece quello ho sostenuto e che condividevano tante amiche e amici che si riconoscono nel campo del centrosinistra, l’ho fatto in tutti i colloqui privati avuti con la Reda da settembre 2023, ma soprattutto nelle numerose iniziative pubbliche come quella tenuta al teatro comunale a dicembre 2023 e cioè ho sempre sostenuto alla luce del sole che si dovesse dare vita ad un nuovo progetto appoggiato dalle opposizioni e guidato da una nuova figura capace più degli altri (più di me, più di Francesca Reda) di aggregare attorno a sé un fronte più ampio.

Doveva bastare questo a far rifiutare alla Reda l’investitura di candidata a sindaco conferitale da una trentina di persone del circolo ed indurla piuttosto a cercare di ampliare il più possibile il campo del centro sinistra mendicinese, soprattutto con un centrodestra spaccato in due. A tale responsabilità è stata chiamata più volte, nei mesi scorsi, dagli organi provinciali del pd. Ed invece, dietro lo scudo della volontà del circolo, si nascondeva evidentemente una sua smaniosa ambizione personale: “questa volta tocca a me”, “perché non mi vogliono?”. Dunque, sono d’accordo con lei quando dice che hanno prevalso personalismi e irresponsabilità ovviamente da parte sua. 

La figura di Roberto Greco, tesserato del Pd, avrebbe incontrato il favore di tutti gli altri gruppi espressione del centro sinistra, ma alla Reda non andava bene perché metteva in discussione le sue velleità. Quando nel corso di un incontro tenutosi prima di Pasqua chiesi alla reda se c’era un altro nominativo da mettere sul tavolo per superare o stesso Roberto Greco e ricompattare la coalizione, mi rispose che questo nominativo c’era e che lo avrebbero comunicato nel giro di pochi giorni. Ancora oggi stiamo aspettando di sapere chi fosse. 

Quando, a pochissime ore dalla presentazione delle liste, ha accettato di fare un passo indietro (perché forse questa volta l’invito le era stato rivolto dai rappresentanti della corrente giusta del Pd) era già tardi e Fulvio Scarpelli, indicato non dal sottoscritto, bensì da un gruppo di cittadini indipendenti non disposti a lasciare il comune in mano ai responsabili del dissesto, ha accettato la candidatura a patto che questa venisse accolta con unanimità ed entusiasmo. Ed invece un gruppo di ex sostenitori di Francesca Reda le si è rivoltato contro attaccandola, spaccando lo stesso circolo e minando alle basi il progetto che frettolosamente si stava cercando di mettere in campo. 

La verità è che la cocciutaggine e l’ambizione di Francesca Reda hanno riproposto lo stesso cliché di 5 anni fa. Si è cioè arroccata su una posizione personalistica facendo il c.d. passo indietro troppo tardi, solo poche ore prima della presentazione delle liste, azzoppando sul nascere il progetto e al contempo tradendo chi la seguiva e immaginava una competizione diversa. 

Questa volta con l’aggravante di aver reiterato questo comportamento da segretaria di circolo del Pd, conseguendo un risultato mai registrato prima a Mendicino: quello di non riuscire a mettere in campo neanche una lista di centro sinistra! Quello che ci aspettavamo di leggere nella sua nota erano delle scuse rivolte ai mendicinesi che si riconoscono nel campo progressista per aver gestito in maniera pessima la preparazione alle elezioni amministrative, anteponendo le proprie ambizioni personali a tutto il resto. Scuse che paradossalmente non sono arrivate. Dobbiamo accontentarci solo delle sue dimissioni. 

*Francesco Gervasi, ex assessore al Comune di Mendicino

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