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Cosenza, la biblioteca del Telesio ricorda Franco Costabile con “Poesia e questione meridionale”

In due distinti incontri si sono rivissute le emozioni che il grande poeta calabrese racconta, grande interprete dell'ermetismo e del neorealismo

Cosenza, la biblioteca del Telesio ricorda Franco Costabile con “Poesia e questione meridionale”
di Alessandra Bruno

Nei giorni scorsi, la biblioteca “Rodotà” Liceo Classico Telesio a Cosenza, ha ospitato l’incontro “Poesia e questione meridionale” in ricordo di Franco Costabile. In due cornici diverse, quella del 7 maggio presso l’Università della Calabria e quella dell’8 maggio presso la Biblioteca sopra citata, in collaborazione con il Comitato per il centenario della nascita di Costabile, si sono rivissute le emozioni che il grande poeta calabrese racconta.

Chi era Franco Costabile

Nasceva cento anni fa il poeta lametino, Franco Costabile, interprete dell’ermetismo e del neorealismo. Tante le associazioni calabresi che hanno programmato una serie di iniziative per il centenario della sua nascita. L’associazione SeminAria Culture ha condiviso gli incontri dedicati al poeta per restituire la memoria lirica innanzitutto alla sua terra.

«In Calabria, ma non solo, si ha spesso un atteggiamento da smemorati sia verso i poeti viventi che nei confronti di quelli defunti. Spesso questi poeti e poetesse hanno vissuto un clima di trascuratezza da parte dei propri concittadini e corregionali. Poi si sentono i riconoscimenti, ma solo dopo la loro morte.  Grazie ai promotori di questo incontro, si vuole restituire alla Calabria la loro memoria lirica» ha tenuto a precisare Anna Petrungaro, presidentessa dell’Associazione Seminaria Culture.

I presenti

Del poeta Franco Costabile se ne è parlato pochissimo, ma le sinergie fra le varie associazioni calabresi  e i ricercatori hanno dato la possibilità di dare nuovo valore ad uno dei più grandi poeti del secondo novecento italiano. Relatori degli incontri Giuseppe Lo Castro, docente di letteratura italiana all’Università della Calabria, Pasqualino Bongiovanni, Università Complusente di Madrid e Mauro F. Minervino, professore di Antropologia Culturale ed Etnologia.

«Costabile riflette sul territorio calabrese, ma non in termini nostalgici: egli racconta la vita quotidiana fatta di tristezza e di dolore, parla della fatica del mondo contadino. La sua Calabria non è felice, ma attraversata da un sistema di potere dove il contadino è alla merce del suo padrone» spiega Lo Castro. Negli anni ’60, Costabile si concentra sulla questione meridionale, con una descrizione amara di un mondo contadino dal quale si scappa.

E così si arriva agli anni della grande emigrazione transcontinentale: i paesi si spopolano e non ci sono più braccianti. Diventa forte il desiderio di riscatto di chi in realtà non vorrebbe mai partire per lasciare la propria terra. Ma c’è anche il tema della ‘ndrangheta, un mondo in cui si spara e si muore se non si sta a certe regole.

Un poeta, Franco Costabile, che racconta il territorio, facendo i conti con la realtà e dando voce al popolo, con un linguaggio fortemente politico. I suoi componimenti sono molto attuali a distanza di tanti anni, urlano mentre descrive la Calabria dell’epoca, bella e dannata, che si contraddice, che cambia ma che resta anche immobile. Sembra proprio di raccontare di un calabrese che brucia di passione, ma che poi nel dolore resta immobile. Ecco una descrizione molto attuale della gente del Sud.

Dal pubblico sono intervenuti, tra gli altri, una studentessa che ha letto un testo, Ada Celico, Francesco Saccomanno, Dora Ricca e i poeti Franco Araniti e Daniel Cundari. Quest’ultimo si è soffermato su alcune suggestioni letterarie della poetica di Costabile, citando Enotrio, Miguel Hernández, Lorca, Albino Pierro e Angelo Maria Ripellino.

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