sabato,Maggio 25 2024

Daniele Moraca, il cantautore calabrese riparte dalla biblioteca di Cuti

L'artista collabora ormai da tempo con il gruppo OMG per la realizzazione delle musiche di corti e cartoni animati.

Daniele Moraca, il cantautore calabrese riparte dalla biblioteca di Cuti
di A. B.

Daniele Moraca, poeta e cantautore, si laurea in Discipline delle Arti della Musica e dello Spettacolo all’Università della Calabria. Tanti hanno scritto sulla sua biografia: Moraca è un docente di chitarra acustica e canto. Ha collaborato con il Prof. Massimo Privitera, musicologo dell’Università della Calabria. Collabora ormai da tempo con il gruppo OMG per la realizzazione delle musiche di corti e cartoni animati. Collabora, inoltre, alla cattedra di antropologia culturale diretta dal Prof. C. Pitto, facoltà di Scienze dell’Educazione  presso l’Università della Calabria.

Chi è Daniele Moraca

Moraca si immerge nell’analisi dei canti poetici musicali dal punto di vista antropologico, evidenza ne è la composizione di numerosi pezzi nei quali emerge la sua attenzione per la canzone d’autore. Ma qual è l’anima di Daniele Moraca e dove risiede? Artista introspettivo, la cui energia è facilmente percepibile semplicemente standogli accanto, la sua capacità straordinaria è quella di far emozionare chi ascolta le sue canzoni anche per la prima volta.

Di solito, l’emozione esplode con una canzone che è evocativa di momenti vissuti, ma quando capita di sentire brividi o trattenere le lacrime per l’impatto di una forte emozione all’ascolto di pochi versi cantati? L’anima di Daniele Moraca risiede nel luogo dove sono state create le sue canzoni, fatto di maschere, lampade dal lui stesso realizzate, collezioni di pietre e libri accuratamente posti nelle cornici. Amante della fotografia in bianco e nero, basta fare una piroetta su se stessi in una delle stanze magiche del suo studio di registrazione che non ha tempo.

Con Daniele Moraca si parte dalla fine: mentre si aggira fra i suoi libri e le sue chitarre, palesa immediatamente il suo intento di ritornare a Colosimi, città natale, e al suo silenzio. «Essere qui dentro, circondato da tutto questo mi fa dimenticare in quale città mi trovo. E’ come non essere a Cosenza, per cui non avrebbe senso andare in un altro posto per ricreare lo stesso scenario. Ecco perché non mi sono mai spostato da qui» afferma Moraca. «Anche se fossi andato a New York o a Milano avrei ricreato questo stesso ambiente» continua il cantautore.

Cosa tratta l’artista calabrese

Schivo lo definiscono, ma in realtà solo discreto, con l’altro lato di Daniele che è la parte comica. Il suo mondo è lo studio senza orologio, dove scandire il tempo non ha senso. La storia della sua vita la racconta con le chitarre, ben 63, e fra gli aneddoti che hanno segnato in modo importante la sua esistenza, canta la canzone che ricorda ogni periodo citato. Poi si alza velocemente e prende il libro dove è stato pubblicato il brano appena cantato.

Daniele Moraca tratta problematiche giovanili, politiche e sociali. A 12 anni ha un forte impatto con Calvino e già scrive canzoni attuali. La paura del mondo adolescenziale e nell’osservare gli adulti, descrive e canta  la voglia di  essere già grandi. La prima canzone in assoluto è Quell’uomo. Il titolo segna già il cammino di un musicista che guarda dentro e si guarda dentro. Dal 1984 sino ad oggi le sue performance musicali hanno fatto tappa in diverse città in Italia e nel mondo come Torshawn, Vancouver, Bruxelles, Parigi e Baden Baden.

L’esperienza slava

L’esperienza in Bosnia è stata rivissuta nei suoi brani, raccontando  in modo incredibile la guerra. «Ogni tanto spunta quel dolore. Sono stato in Bosnia per un concerto patrocinato dall’Unione Europea. Non dimenticherò mai tutte quelle tombe e una città che portava ancora i segni della polveriera balcanica» racconta Moraca. «Arrivato a Sarajevo per il concerto rimasi stupito perché la città era tappezzata da manifesti giganti. E lì capii che ci sarebbe stata davvero tanta gente ad ascoltarmi» prosegue ancora stupito.

Sceglie una canzone. Si chiama Un disegno perfetto, che esplora la bellezza dell’infanzia e parla del figlio che non ho mai avuto  e avrei voluto abbracciare. Questo abbraccio è per tutti i bambini, vittime innocenti delle guerre. E poi, l’esperienza nelle Isole Faroe che non è stata solo una tappa musicale. Si è trattato di un viaggio di studio e ricerca quando Moraca collaborava con Cesare Pitto, professore e antropologo dell’Università della Calabria.

Moraca a Rogliano

L’evento di Cuti, avvenuto di recente, nella Piccola Biblioteca è stata una ripartenza. Un momento zero, per ripartire da se stesso. «Ci sono momenti difficili dove pensi di non poter più scrivere nulla» afferma Moraca. Ma proprio in questo studio di registrazione nascono anche le canzoni che ha cantato il 4 maggio ne La Piccola Biblioteca di Cuti e 5 nuovi brani inediti.

«Ci sono periodi in cui non scrivo, come durante la pandemia. Ma mi rendo conto che ci sono brani di cui ho consapevolezza come se li avessi scritti 25 anni fa. La cattiveria la canto con una facilità incredibile, l’ho interiorizzata e da subito si è incastrata bene con la mia anima» conclude Moraca.

Essere cosciente di una carriera che ha abbracciato tantissime città in Italia e all’estero e capire, al contempo, che il suo Sud possa non recepire il messaggio cantato di un suo conterraneo, forse va ad arricchire la malinconia di cui il cantautore parla.

Malinconia

Il velo di malinconia di cui Moraca va fiero, perchè in  quella malinconia gode, come nel silenzio imbarazzante a Cuti, dove tutti ascoltavano le sue storie e la sua musica che in un tutt’uno danno vita a questo “Ritratto di un cantautore”. È sempre più urgente l’esigenza di realizzare questo puzzle di tutte le cose che Daniele Moraca ha scritto e fatto. «Ho sottovalutato spesso la mia persona, a volte mi sembra di non aver scritto io i testi delle mie canzoni. E Il fatto che molti abbiano affermato, nella Piccola Biblioteca di Cuti, di essersi rivisti nelle mie canzoni è stata una grande soddisfazione».

Moraca svela, infine, la sua prossima esibizione: la Biblioteca Civica di Cosenza. «”Ritratto di un cantautore” diviene una forma di incontro. Oggi voglio essere io al di là dei lavori dove si parla di altri cantautori. Nel mio piccolo, in tutti questi anni in cui ho avuto modo di fare tanto, adesso è forte l’esigenza di volermi raccontare». Quando qualcuno ti parla con l’anima, lo riconosci, lo senti: dietro ogni parola non c’è altro che lui stesso. E Daniele Moraca è proprio questo, nell’oltre della sua biografia, una persona che racconta con l’anima.

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