lunedì,Luglio 15 2024

Cetraro, si va verso un “governo di salute pubblica”. Ma serve azzerare la giunta

Dissolta l'alleanza tra PD e Forza Italia, che ha costituito il gruppo in consiglio. Con la redistribuzione delle deleghe e con una nuova squadra di governo si dovrebbero evitare le elezioni anticipate

Cetraro, si va verso un “governo di salute pubblica”. Ma serve azzerare la giunta

A Cetraro, per evitare la fine anticipata della legislatura, le forze consiliari stanno pensando ad un governo di salute pubblica. Così, almeno, ha detto ieri il vicesindaco Tommaso Cesareo annunciando in Consiglio comunale che l’alleanza elettorale “Cambiamo Cetraro”, sottoscritta quattro anni fa da Pd e Forza Italia, è da considerarsi dissolta. Con il sindaco Ermanno Cennamo impegnato a risolvere i suoi gravi problemi di salute, è lui ad indossare i panni del facente funzioni.

Quattro consiglieri hanno costituito ieri il gruppo di Forza Italia, mentre esponenti democrat e civici sono confluiti in cinque unità nel Gruppo misto. La richiesta degli azzurri è chiara: azzeramento della giunta e nuovo accordo per non andare ad elezioni anticipate. Le deleghe, per farla breve, andrebbero distribuite ex novo. A chiedere maggiori delucidazioni è stato Giuseppe Aieta che, chiedendo una momentanea sospensione dei lavori, ha inteso sondare personalmente gli umori delle forze in campo.

Gli esponenti del Pd, tra cui il segretario del circolo di Cetraro Gaetano Bencivinni, hanno confermato la fine dell’alleanza elettorale datata 2020 e ribadito il pericolo di andare al voto anticipatamente senza larghe convergenze. Tornati, in aula, le minoranze hanno chiesto garanzie sull’azzeramento dell’esecutivo così da poter intavolare delle discussioni costruttive, riservandosi di partecipare o meno al governo di salute pubblica. Benedetta Saulo del PSI, a riguardo, è stata netta.

Per domani è previsto un altro Consiglio comunale, aperto e dedicato a Matteotti. Successivamente Cesareo dovrebbe recarsi al protocollo e rassegnare le proprie dimissioni dalla giunta. Il punto di domanda che anima i consiglieri di minoranza è: i suoi colleghi faranno altrettanto? Entro 72 ore la risposta.

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