sabato,Luglio 20 2024

Corigliano Rossano, in due a giudizio per il delitto Sacchetti

Il giovane cadde nella trappola tesagli dal boss Nicola Acri oggi collaboratore di giustizia, con lui in udienza preliminare ci sarà Rocco Azzaro.

Corigliano Rossano, in due a giudizio per il delitto Sacchetti

L’attesa per l’udienza preliminare riguardante l’omicidio di Andrea Sacchetti, avvenuto il 5 febbraio 2001, sta per terminare. La vicenda, che sembrava ormai dimenticata, ha ripreso vita grazie alle recenti indagini e confessioni. Andrea Sacchetti, un giovane di 23 anni, fu attirato in una trappola mortale orchestrata dalla ‘ndrangheta sibarita. Quel giorno fatale, Sacchetti accettò l’invito di Nicola Acri, noto come “Occhi di Ghiaccio”, astro nascente della criminalità organizzata di Corigliano Rossano.

Secondo le ultime indagini, Sacchetti era coinvolto nello spaccio di droga e vedeva in Acri una figura di riferimento. Questo rispetto e ammirazione lo portarono a fidarsi ciecamente, cadendo così nella trappola tesa dal suo stesso idolo. Portato in una zona rurale, Sacchetti fu assassinato a colpi di pistola e il suo corpo non fu mai ritrovato.

Ora, a distanza di oltre vent’anni, il caso è riemerso con forza. Davanti al Gup di Catanzaro compariranno Rocco Azzaro, 69 anni, e Nicola Acri, divenuto collaboratore di giustizia. Azzaro si dichiara innocente ed è difeso dagli avvocati Francesco Paolo Oranges ed Enzo Belvedere. Acri, assistito dall’avvocato Maria Mele, ha confessato pienamente il delitto.

La fissazione dell’udienza preliminare per martedì prossimo ha attirato l’attenzione su un caso che offre uno spaccato sulla ferocia della ‘ndrangheta e sulle dinamiche interne di potere e tradimento. La confessione di Acri, in particolare, getta nuova luce su quei tragici eventi e solleva domande sulla rete di complicità e omertà che ha permesso all’omicidio di restare impunito per così tanto tempo.