sabato,Luglio 20 2024

Quella Calabria da riscoprire nel film “Don Chisciotte”

Ultimate le riprese dell'opera di Fabio Segatori con Alessio Boni attore principale, conferenza stampa di presentazione a Trebisacce

Quella Calabria da riscoprire nel film “Don Chisciotte”

Il suggestivo sito archeologico di Broglio a Trebisacce ha ospitato la conferenza stampa conclusiva delle riprese del film “Don Chisciotte”. L’evento ha visto la partecipazione del regista Fabio Segatori, del protagonista Alessio Boni, di Fiorenzo Mattu nei panni di Sancho Pancia, e di un numeroso gruppo di giovani attori calabresi che costituiscono la maggior parte del cast. Sono intervenuti anche il Commissario Straordinario della Calabria Film Commission, Anton Giulio Grande, e Francesco Porcari del Consiglio di Amministrazione della Lucana Film Commission.

Prodotto da Paola Columba per Baby Films, “Don Chisciotte” ha beneficiato del sostegno del Ministero della Cultura, della Fondazione Calabria Film Commission e della Lucana Film Commission. Le riprese del film si sono svolte nell’incantevole territorio dell’Alto Ionio, caratterizzato da paesaggi spettacolari e misteriosi, che includono calanchi, castelli medievali, fiumare e spiagge incontaminate. Tra i comuni coinvolti figurano Trebisacce, Rocca Imperiale, Oriolo Calabro, Roseto Capo Spulico e San Lorenzo Bellizzi.

Fabio Segatori: «Il Don Chisciotte è il film della mia vita»

Il regista ha condiviso le sue ispirazioni, le difficoltà delle riprese e il significato profondo del film. «Il Don Chisciotte è il film della mia vita» ha dichiarato. «Dopo aver realizzato film d’azione, pellicole spettacolari e moltissimi documentari, mi sono ricordato delle letture giovanili, delle letture del liceo classico. Il Don Chisciotte fu folgorante per me quando facevo il liceo classico a Viterbo».

La passione di Segatori per la Calabria è nata negli anni Ottanta, quando ha scoperto l’Alto Ionio. «Ho conosciuto una zona pazzesca, bellissima, misteriosa, avvincente, con una natura potente, castelli, spiagge meravigliose e fiumi. Mi sono sempre chiesto perché questa area non fosse diventata un’attrazione cinematografica» ha spiegato. «Ho unito questa scoperta al desiderio di contrastare lo stereotipo che associa la Calabria esclusivamente alla ‘ndrangheta». «Abbiamo costruito dei mulini a vento che vorremmo lasciare sul territorio, creando la “via dei mulini” come metafora di libertà, fantasia e coraggio per i giovani che devono credere nei propri sogni» ha detto il regista. Una delle scene più spettacolari e pericolose del film è stata girata proprio sui mulini a vento. «La scena più emozionante è stata quella delle pale del mulino a vento, dove Alessio Boni ha dovuto salire fino a 13 metri d’altezza. È stato molto coraggioso e ha dato tutto se stesso, dimostrando di essere un attore generoso e appassionato» ha raccontato Segatori. Il film porterà sul grande schermo la bellezza della Calabria, mostrando i castelli di Rocca Imperiale, Oriolo, Roseto Capo Spulico, il Ponte del Diavolo di Civita e molte altre location affascinanti. «La Calabria apparirà come una zona di sogno, un’area mitica. Molte persone rimarranno sorprese» ha affermato il regista.

Alessio Boni: «La Calabria è una scoperta straordinaria per il mio Don Chisciotte»

L’attore racconta la sua esperienza sul set e l’ispirazione derivata dalle scenografie e dai paesaggi calabresi. Boni, che interpreta il protagonista, ha elogiato la sceneggiatura scritta da Segatori e Paola Columba, evidenziando come questa abbia rappresentato una continuità naturale per lui, dopo aver interpretato il personaggio per quattro anni in teatro. «La sceneggiatura mi ha colpito profondamente» ha dichiarato Boni. «Fabio Segatori e Paola Columba l’hanno scritta cinque o sei anni fa, e per me è stato come ritrovare una vecchia conoscenza. Loro volevano un Don Chisciotte serio, un personaggio che crede veramente nelle sue illusioni, proprio come i bambini che giocano a fare gli indiani e ci credono fino in fondo. Interpretarlo sul palcoscenico per quattro anni è stato un dono, ma portarlo al cinema è un’esperienza unica nella mia carriera».  Boni ha poi raccontato il suo stupore nello scoprire le bellezze naturali e storiche della Calabria. «Arrivando qui, ho scoperto delle cose fuori dal comune, soprattutto dal punto di vista naturalistico. Queste terre sono ancora vergini e tutte da scoprire» ha affermato, menzionando anche la Basilicata, dove alcune scene del film sono state girate. «Abbiamo iniziato dai calanchi lucani, ma la maggior parte delle riprese si sono svolte qui in Calabria. Tra i vostri castelli, le coste dei due mari, il Pollino, le riserve naturali, i greggi di pecore e i mulini a vento, questo immaginario si è ampliato enormemente». «Questa esperienza mi ha permesso di esplorare nuove sfaccettature del mio personaggio e di immergermi in una Calabria che è una vera e propria terra di sogni» ha detto. Con le sue dichiarazioni, Alessio Boni sottolinea non solo la qualità della sceneggiatura e della produzione, ma anche l’importanza delle location naturali e storiche della Calabria, che hanno arricchito il film e offerto una nuova prospettiva su una delle opere più amate della letteratura mondiale.

«Una Calabria diversa, vergine e potente, da scoprire sul grande schermo»

Boni ha evidenziato come questo progetto cinematografico rappresenti una rottura rispetto alla narrativa spesso negativa associata alla regione. «Spesso quando parliamo di Calabria, purtroppo parliamo anche di Ndrangheta» ha esordito Boni. «Questa volta, invece, raccontiamo una Calabria diversa. Non c’è stata neanche una lontana ombra di quella realtà. È come se quel termine non esistesse qui». L’attore ha descritto la Calabria come una terra ancora vergine e incredibilmente potente, capace di evocare scenari cinematografici straordinari. «Questa terra è fuori dal comune, è proprio potente e forte»  ha spiegato Boni. «A volte sembra di stare in un film di Sergio Leone, altre volte nelle Alpi o nei Caraibi. È una terra che è da scoprire».  Boni ha poi lodato il lavoro della Film Commission Calabria, guidata da Anton Giulio Grande, per il suo impegno nel promuovere la regione. «Grazie ad Anton Giulio Grande, che negli ultimi due o tre anni ha fatto un lavoro straordinario, la Film Commission Calabria sta cominciando a ottenere numeri molto seri e competitivi»  ha dichiarato

Anton Giulio Grande: «Film Commission Calabria, un pilastro fondamentale per la promozione della nostra terra»

Il commissario straordinario di Film Commission Calabria Anton Giulio Grande spiega il ruolo dell’ente nella produzione di “Don Chisciotte” e nella valorizzazione turistica della regione. Ha parlato dell’importante contributo dell’ente nella realizzazione del film “Don Chisciotte”.  Grande ha sottolineato come la Film Commission abbia svolto un ruolo chiave non solo nella produzione del film, ma anche nella promozione turistica della regione. «La Film Commission Calabria ha dato un contributo significativo a questo progetto, supportando logisticamente e finanziariamente la produzione» ha dichiarato. «Abbiamo facilitato l’accesso alle location più suggestive e messo a disposizione le nostre risorse per garantire che il film potesse essere girato nelle migliori condizioni possibili». Grande ha poi evidenziato il potenziale del cinema come mezzo di promozione per la Calabria. «Il cinema è uno strumento di comunicazione unico, capace di rappresentare la nostra terra in modo affascinante e coinvolgente» ha spiegato. «Attraverso i film, possiamo mostrare al mondo le bellezze naturali e culturali della Calabria, trasformandola in un’attrazione turistica di prim’ordine».

Grande ha rimarcato l’importanza di iniziative come quella di “Don Chisciotte” per creare un’immagine positiva della Calabria e stimolare l’interesse di visitatori e investitori. «Progetti cinematografici di questa portata ci permettono di far conoscere le nostre risorse naturali, storiche e culturali a un pubblico più ampio» ha detto.   Grande ha anche parlato della collaborazione con le maestranze locali, evidenziando come il coinvolgimento del territorio sia cruciale per il successo di tali iniziative. «Abbiamo lavorato con artigiani e professionisti locali, dimostrando che la Calabria può offrire non solo paesaggi mozzafiato, ma anche competenze e talenti di altissimo livello» ha affermato. «Il mulino a vento, simbolo del film, è stato interamente progettato e costruito da maestranze calabresi, un esempio tangibile della nostra capacità di realizzare opere di grande valore artistico e culturale». «La nostra missione è rappresentare la Calabria come un attrattore turistico e culturale, sfruttando il potere del cinema per raccontare storie che mettano in luce la bellezza e la ricchezza del nostro territorio».

Il Commissario parla dell’impatto industriale e culturale del nuovo progetto cinematografico

Grande ha espresso le sue speranze riguardo all’impatto che il film “Don Chisciotte” avrà sul mercato industriale e turistico della regione. Ha sottolineato l’importanza di promuovere la Calabria attraverso la cultura e il cinema, valorizzando le sue straordinarie risorse naturali e storiche. «Spero che l’impatto sia quello meritato, perché finalmente si parla di cultura» ha dichiarato Grande.  Ha evidenziato come il film possa far conoscere la Calabria da una prospettiva diversa, mettendo in luce i suoi mille anni di storia filosofica, artistica, letteraria e archeologica. «Questo progetto è un’opportunità per far emergere il ricco patrimonio culturale della nostra regione» ha spiegato. «Vogliamo che il pubblico scopra una Calabria diversa, una terra che è stata culla di civiltà e che possiede un patrimonio culturale inestimabile». Il Commissario ha anche parlato dell’importanza delle collaborazioni interregionali nel contesto di produzioni cinematografiche come “Don Chisciotte”. «Queste collaborazioni sono fondamentali» ha affermato. «Lavorare insieme ad altre regioni e valorizzare le diverse risorse locali permette di creare progetti di grande valore artistico e culturale, aumentando l’attrattività della Calabria su scala nazionale e internazionale».