lunedì,Luglio 22 2024

“Scacciasogni”, i luoghi di Calabria al centro dell’opera di Marco Stefano Gallo

Il romanzo narra una regione dove si può condurre anche una vita semplice. L'autore: «Io parto dalla musica»

“Scacciasogni”, i luoghi di Calabria al centro dell’opera di Marco Stefano Gallo

di Alessandra Bruno

Lo scorso 13 giugno, presso il Museo dei Brettii e degli Enotri, si è tenut l’appuntamento con l’autore Marco Stefano Gallo, scrittore e musicista, per la presentazione del suo libro “Scacciasogni”. Ad aprire l’incontro, in veste di moderatrice, è stata la delegata alla cultura del Comune di Cosenza, Antonietta Cozza, che ha salutato tutti i presenti ringraziando la direttrice del Museo dei Brettii e degli Enotri, Maria Cerzoso.  L’autore, durante il viaggio alla scoperta del suo ultimo libro, è stato accompagnato da Lisa Chiriano, docente e conduttrice radiofonica.

All’interno del chiostro è stato realizzato un set, dove due giovani artisti cosentini hanno offerto un momento esperienziale con visioni sonore: sulle musiche di Andrea De Fazio, Giorgia  Cerchiara ha realizzato un’ opera partendo dalle suggestioni cromatiche del libro. Un viaggio fra le parole, quello con Marco Stefano Gallo, che ha permesso a tutti i presenti di riappropriarsi e godere, nell’affascinate contesto del museo, del tempo lento della lettura. 

«Nel percorso di costruzione del testo e di relazione con l’editore Le Pecore Nere, metto insieme due o tre romanzi scritti in precedenza, mescolando storie diverse tra loro» racconta Marco Stefano Gallo. Caratteristica peculiare della scrittura di Marco è quella di non avere protagonisti assoluti, infatti sono tre i personaggi che compaiono nel libro. Fondamentale è anche l’importanza dei luoghi, come Mongrassano e l’Isola di Dino.

«I luoghi sono i veri protagonisti dei miei romanzi. Mongrassano è il posto del cuore e che conosco molto bene. L’isola di Dino è il luogo più bello della Calabria per me: mantiene la sua identità di isola, ma è comunque attaccata a tutto il resto del mondo» spiega l’autore.

Marco Stefano Gallo ama parlare di persone normali con vite straordinarie. Ama descrivere e narrare la Calabria in cui si può condurre anche una vita semplice. «Io parto dalla musica. I tre protagonisti hanno la luce puntata addosso, Ascanio, Claudio e il signor Scacciasogni. Tre personaggi che fanno parte di una catena di anime che hanno bisogno di luce» continua.

Ascanio vive sull’Isola di Dino in un brefotrofio. È un ragazzo con un grande peso, quello della solitudine sia nel cuore, perché abbandonato, sia perché vive, appunto, su un’isola. Spesso, durante la messa, si chiede perché ringrazia sempre Dio se lui è li e non sa per quale motivo.

La storia di Claudio, poi, è quella di un ragazzo 30 enne che diventa uno scrittore famoso. Claudio conduce una vita particolare con lo svantaggio, dal punto di vista emotivo, di chi si pone sempre in una condizione di inferiorità rispetto agli altri. Una solitudine diversa, quella di chi non sa bene quello che vuole dalla vita e non riesce a capire quale sia la strada da intraprendere.

Infine, il signor Scacciasogni, un uomo di mezza età che non fa altro che comprare le case di tutti gli abitanti di Mongrassano, amministrando le sventure dei cittadini che si trovano in difficoltà economiche. Possedere è l’obiettivo di questo personaggio e con lui, la solitudine è stata scelta per scacciare, appunto, i sogni degli altri. Malinconia, abbandono, inquietudine e sogno sono le parole chiave del romanzo di Marco Stefano Gallo. Scacciasogni prende il nome del romanzo: ci sono persone come Ascanio che inseguono i sogni, che guardano in alto. Ma c’è anche chi guarda in basso per scacciare i sogni, per portare tutto nella dimensione terrena. 

«Non sono un grande sognatore, cerco nelle cose terrene il senso e l’ispirazione. Osservo per raccontare ciò che vedo. I miei romanzi sono delle fotografie, a testimonianza di ciò che vivo in quel momento. Raccontare le storie degli “ultimi” è doveroso. Come quando si parla della guerra, ma nessuno parla del soldato. Dare riscatto alle persone è per me fondamentale e per questo il romanzo è pieno di chiaroscuri. I colori ci sono e appaiono nitidamente, ma il bianco e il nero delineano l’anima nei suoi giochi di luce e ombra» conclude lo scrittore.

Il pomeriggio al museo continua con un altro momento artistico, un esperimento all’interno della presentazione del libro: la realizzazione di un’opera creata da Giorgia Cerchiara che prende vita attraverso la musica di Andrea De Fazio. «I grandi artisti partono da una suggestione. Giorgia ha dato vita ad un’immagine in perfetta connessione con quello che voglio comunicare, senza conoscerci. Nella condivisione, questo quadro realizzato oggi rappresenta proprio quello che voglio trasmettere». Tre storie diverse fra loro, dunque, anche per ciò che concerne l’età dei personaggi. Tre voci che si alternano. Un Intreccio dove non si intersecano le storie e il senso verrà scoperto solo dal lettore.