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Scenari di integrazione creativa: a Dipignano va in scena “L’attesa”

La performance celebra la Giornata mondiale del rifugiato, coinvolgendo adolescenti migranti e giovani talenti in un progetto di integrazione attraverso il teatro.

Scenari di integrazione creativa: a Dipignano va in scena “L’attesa”

Un’iniziativa innovativa e inclusiva ha preso vita nella Provincia di Cosenza grazie al progetto “Scenari di integrazione creativa”. Promosso dall’associazione Porta Cenere in collaborazione con il centro di solidarietà “Il Delfino”, il progetto ha visto la realizzazione di una serie di attività teatrali, tra laboratori e incontri, guidate da attori professionisti. L’apice di questo percorso è rappresentato dalla performance finale intitolata “L’attesa”, ispirata all’Odissea di Omero, che andrà in scena domani a Dipignano (ore 19.30), in Piazza dei Martiri, per celebrare la Giornata mondiale del rifugiato.

Il progetto, finanziato dalla Regione Calabria Dipartimento Istruzione e Formazione, in collaborazione con il Dipartimento per le politiche giovanili della Presidenza del Consiglio dei ministri, ha l’obiettivo di promuovere l’inclusione di adolescenti migranti non accompagnati e giovani talenti attraverso l’arte scenica. Non si tratta solo di un percorso artistico, ma di un’iniziativa capace di costruire ponti culturali, favorire la comprensione reciproca e superare le barriere linguistiche e culturali.

La performance “L’attesa”

La performance “L’attesa” rappresenta non solo il culmine di un progetto artistico, ma è anche un’occasione per la comunità di riunirsi e riflettere sulle storie di viaggio e speranza che accomunano tanti giovani rifugiati. Celebrando insieme la bellezza dell’arte come veicolo di integrazione, questa rappresentazione teatrale mette in scena un viaggio metaforico che riecheggia l’epopea di Omero, paragonabile ai viaggi travagliati affrontati dai giovani migranti di oggi.

Mario Massaro, direttore artistico di Porta Cenere, sottolinea l’importanza di celebrare la Giornata mondiale del rifugiato attraverso l’arte e la cultura: «Il progetto regionale sulle politiche giovanili ci ha permesso di incontrare questi ragazzi. Gli incontri si sono svolti presso il Teatro Scuola dell’Istituto Pizzuti-Spirito Santo di Cosenza e il Teatro Comunale di Mendicino, coinvolgendo i giovani partecipanti in un intenso percorso di formazione. Il teatro è un potentissimo mezzo di comunicazione e ci consente di lanciare messaggi incisivi. Siamo partiti dall’Odissea di Omero, un viaggio epico e metaforico, per arrivare ai giorni nostri raccontando i viaggi travagliati affrontati da questi giovani».

Il progetto ha avuto un impatto significativo sulla comunità locale, creando spazi di dialogo e interazione tra i partecipanti e il pubblico. Attraverso il teatro, questi giovani hanno trovato una voce e un mezzo per esprimere le proprie storie. Elisa Ianni Palarchio, attrice dell’associazione Porta Cenere, descrive il valore formativo del teatro: «Il teatro è un’arte che disciplina. Ogni giorno, facciamo un passo importante insieme. I ragazzi hanno imparato l’Abc della recitazione, entrando in contatto con sé stessi, con il proprio corpo e la propria voce. Superare queste sfide li rende più sicuri. È straordinario vedere come riescano a superare i propri limiti e scoprire nuove possibilità».

Collaborazione tra Enti e associazioni

La collaborazione tra Porta Cenere e Il Delfino è un esempio di come le sinergie tra enti e associazioni possano portare a risultati concreti e positivi. Cettina Santangelo, responsabile dei centri SAI del Delfino di Mendicino minori e Dipignano minori, evidenzia l’importanza della sensibilizzazione: «Come ogni anno, il “Delfino” promuove una serie di attività per celebrare la Giornata Mondiale del Rifugiato nei centri di accoglienza e nei comuni in cui siamo presenti: Dipignano, Mendicino, Celico, Casali Del Manco e Domanico. Questa è un’occasione per sensibilizzare quante più persone possibile sull’importanza dell’accoglienza e dell’inclusione sociale. Domani, a Dipignano, vedremo in scena lo spettacolo “L’attesa”, esito di un laboratorio teatrale molto bello, che rafforza ulteriormente la collaborazione con Porta Cenere. Collaborazione che ormai dura da tanti anni».

Le testimonianze dei partecipanti

Le testimonianze dei giovani partecipanti al progetto sono toccanti e rivelatrici del potere trasformativo del teatro. Uno dei partecipanti, Ahmed, racconta: «Prima di questo progetto, non avevo mai pensato di poter salire su un palco. Il teatro mi ha insegnato a parlare davanti a un pubblico e a raccontare la mia storia. È stato difficile, ma ora mi sento più sicuro di me stesso». Un’altra partecipante, Sara, aggiunge: «L’integrazione è una strada a doppio senso. Abbiamo imparato molto l’uno dall’altro, e il teatro è stato il nostro punto d’incontro».

Prospettive future

Il successo del progetto “Scenari di integrazione creativa” apre la strada a nuove iniziative e collaborazioni. Le autorità locali e le associazioni coinvolte stanno già discutendo di come replicare e ampliare questo modello in altre comunità e con altri gruppi di giovani. Il teatro, con la sua capacità di unire e ispirare, continuerà a essere un pilastro fondamentale per l’integrazione e la crescita culturale. «Vogliamo che questo progetto sia solo l’inizio di una serie di attività che possano coinvolgere sempre più giovani e comunità», conclude Massaro. «L’arte ha il potere di cambiare le vite e di costruire un futuro migliore per tutti».

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