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Condannata a sei anni e sei mesi di carcere in primo grado l’operatrice socio sanitaria, 30enne, di Prato, accusata di aver violentato sessualmente un minore di 13 anni, con il quale ha avuto anche un bimbo. La sentenza è stata emessa nella giornata di oggi dal tribunale collegiale di Prato che ha ritenuto responsabile anche il marito della donna, il quale aveva riconosciuto il bimbo come suo nonostante fosse a conoscenza della verità dei fatti. Per lui è scattata una condanna a 18 mesi di reclusione per aver alterato lo stato di paternità del neonato.
La mamma della vittima, uscendo dall’aula, ha commentato così la sentenza: «Non c’è risarcimento che tenga per quello che ha subito mio figlio, questa sentenza è soltanto il primo passo. Per ora penso a mio figlio» rispondendo a una domanda dei cronisti circa la possibilità di vedere il nipote nato dalla relazione con la 31enne toscana».

