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Roselli ospite dell’Aiac Calabria, che duetto con Gigi De Rosa [FOTO]

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I due tecnici giocarono insieme al Pescara, di cui l’attuale allenatore del Cosenza era capitano: “Il calcio è andare alla ricerca del modo migliore per ottenere i risultati migliori”.

Gigi De Rosa e Giorgio Roselli che parlano di calcio davanti ad una platea interessata. Non male. I due furono compagni di squadra nel Pescara dall’84 all’86, con la fascia di capitano sul braccio del secondo. Il tecnico rossoblù è stato ospite oggi pomeriggio dell’Associazione Italiana Allenatori di Calcio in un partecipato convegno presso la sede del Coni cittadino moderato dal giornalista Rai Pietro Melia. Tra spunti critici e di riflessione, tra una battuta e un’altra, il trainer dei Lupi ha trovato il modo di tenere a bada tanti giovani colleghi accorsi per l’occasione.

“Un altro calcio è possibile” era il tema del dibattito, a cui è stato aggiunto pure un chiaro “Calcio… non pallone”, in maniera da rimarcare il confine tra qualcosa di amatoriale e professionistico. “Tutti abbiamo giocato e giochiamo tirando quattro calci ad un palla – ha spiegato Roselli intervistato da Santi Trimboli – Il calcio invece è ragionato. Io lo interpreto cercando il metodo migliore per ottenere i risultati migliori”. Dopo un commosso ricordo di Gigi Marulla per cui hanno parlato le immagini proiettate, il figlio Kevin ha ricevuto dalle mani del presidente regionale Aiac Raffaele Pilato un gentile omaggio. Applausi per Francesca Stancati, da una vita leader del calcistico movimento femminile regionale.

Qualche gag e tanta concentrazione, invece, quando Roselli ha preso in mano la situazione avvalendosi di una lavagnetta e dell’aiuto del tecnico degli Allievi Roberto Occhiuzzi. “Do un consiglio ai giovani – ha detto – Vivete questo mondo con passione. Da piccolo, in Umbria, sono cresciuto a pane e pallone e questo amore mi resterà per sempre”. De Rosa lo stimola chiedendogli la differenza tra il 3-4-3 di Zaccheroni e di Malesani. “Li ho studiati entrambi – ha risposto “il Santo” – Il Parma in fase di non possesso adottava il 5-4-1, Zac non si discostava mai da una difesa a quattro. I due quinti li faceva giocare dentro al campo sull’uscita del terzo centrale”. Prima delle foto di rito e dei saluti conclusivi, ecco l’ennesimo sorriso: “Alleno ancora sfruttando la numerazione classica per indicare le posizioni. Più di ogni cosa conta l’equilibrio, molto meno la zona o i cosiddetti moduli. Sono del parere che si debba attaccare con le risorse a disposizione e trovare il modo più rapido di realizzare un gol. Riconquistare palla velocemente e sviluppare l’azione è ormai la base”. (Antonio Clausi)

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