giovedì,Dicembre 1 2022

«Convitto Nazionale di Cosenza, Codispoti faccia sì che non sia più scuola d’élite»

Pino Assalone, coordinatore di Democrazia e Lavoro-Sinistra CGIL, interviene nel dibattito dopo la nomina del nuovo reggente subentrato a Iaconianni

«Convitto Nazionale di Cosenza, Codispoti faccia sì che non sia più scuola d’élite»

«Ci si augura che la nomina a reggente del Convitto di Cosenza al dirigente scolastico Andrea Codispoti significhi una rottura e una discontinuità nel progetto pensato per quella Scuola e nella sua gestione concreta. Non è questo il luogo di discutere dello strumento “reggenza”: da tempo diciamo che sarebbe l’ora di eliminarlo e costituire con due scuole sottodimensionate un altro posto per immettere in ruolo un DS, preso atto anche delle lunghe graduatorie degli idonei. Cesserebbe così una pratica gestita dagli USR in maniera del tutto arbitraria e senza possibilità di controllo e per questo così amata». Lo afferma in una nota Pino Assalone, coordinatore di Democrazia e Lavoro-Sinistra CGIL.

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«Intanto, in attesa che il numero degli alunni diano al Convitto l’autonomia o che finalmente si rimetta mano all’irrazionale suddivisione territoriale degli Istituti Comprensivi nella città capoluogo e ne venga istituito il sesto – continua Assalone – non può che determinarsi una nuova e diversa stagione per il Convitto, a cominciare dal mandare definitivamente in soffitta l’illegittima fantasia della “Casa Telesio”, cioè dell’accorpamento Convitto/Liceo che non sono né potranno mai essere un unico Istituto di fatti Omnicomprensivo».

Il coordinatore di Democrazia e Lavoro – Sinistra Cgil evidenzia che «con il disinteresse delle Organizzazioni Sindacali e delle Amministrazioni scolastiche e l’attenzione posta invece alla questione del consigliere Laghi e di alcune forze politiche e rappresentanti comunali, si è posta nei mesi passati la questione della natura e del ruolo del Convitto che a Cosenza ha rappresentato nella storia un argine alla dispersione ed all’esclusione. Il tutto svolgendo un’indispensabile funzione includente, ma che ora è diventato una scuola d’élite, con rette altissime(1.600 euro per l’iscrizione annuale alle medie e nessuna differenziazione in merito all’ISEE) e con l’utilizzo di personale per alcune mansioni (i docenti dei corsi in inglese, ad esempio) scelti arbitrariamente dal precedente dirigente reggente».

«Ora Andrea Codispoti, anche per il suo ben visibile ruolo di segretario regionale della UIL scuola, non può che invertire la rotta. Auspichiamo che un dirigente sindacale porti, all’interno della sua attività di dirigente scolastico, la stessa cultura che dovrebbe permeare il Sindacato e tradurla in pratica effettiva: la Scuola pubblica deve essere aperta in maniera eguale per tutte e tutti, essere luogo di formazione e istruzione che garantisce pari opportunità ed offra concretamente ad ognuno pari possibilità di raggiungere esiti eccellenti e di qualità. Questo prevede espressamente la nostra Costituzione e questo è dovere precipuo per tutti noi: Amministrazioni pubbliche e Corpi intermedi (Partiti, Sindacati). Su colle Pancrazio vogliamo augurarci sarà forte e visibile discontinuità».