martedì,Giugno 6 2023

Rende, Laboratorio Civico: «Dimettersi sarebbe una follia. Noi dalla parte dei cittadini»

La nota del movimento che sostiene la maggioranza nata con la candidatura di Marcello Manna, sindaco sospeso oltre il Campagnano

Rende, Laboratorio Civico: «Dimettersi sarebbe una follia. Noi dalla parte dei cittadini»

di Laboratorio Civico

A tutti quelli che chiedono “dimissioni, dimissioni“. Risulta difficile capire il motivo per il quale, nonostante da più parti ci si stia cimentando nel dire la propria sulla situazione che riguarda il Comune di Rende, nessuno – o quasi – abbia centrato almeno uno degli argomenti più gravi e “pericolosi” sia per i pubblici amministratori che per i cittadini. Per esempio, perché si continua a strimpellare la frase “dimissioni del sindaco subito, la parola immediatamente alle urne”, senza dire pure che – presentate le dimissioni del sindaco – la legge prevede che fino alle nuove elezioni il Consiglio e la Giunta rimangano in carica e le funzioni del sindaco vengano svolte dal vicesindaco?

Oppure, come mai (quasi) nessuno dice chiaramente ai Cittadini che – in caso di dimissioni presentate dai Consiglieri ultra dimidium oppure per un voto di sfiducia approvato con quest’ultimo quorum – con lo scioglimento del Consiglio e l’arrivo di un Commissario prefettizio passerebbe un lungo periodo di tempo prima delle nuove elezioni e, comunque, nel caso di specie non si voterebbe prima del maggio del 2024? Infine, quanti sanno (o, sapendolo, non lo dicono) che la nomina di un Commissario prefettizio per le ipotesi appena esposte non “eviterebbe” (come molti hanno falsamente affermato di recente) il subentro di un altro Commissario prefettizio, eventualmente nominato all’esito della procedura di scioglimento del Consiglio per infiltrazioni mafiose? E che quest’ultimo, comunque, rimarrebbe in carica per 18/24 mesi dall’insediamento?

Quindi, considerando il combinato disposto della normativa specifica in materia (peraltro, come tante altre, afflitta da evidenti ed anomale “incoerenze”), potrebbe anche succedere che ad un commissariamento ne segua un altro e che, di conseguenza, le urne potrebbero avere “la parola” anche dopo due/tre anni da dimissioni o scioglimenti vari. Ed allora: perché non si parla chiaro ai Cittadini?

Perché molti (“convegnisti” o meno) non vedono l’ora che l’avversario politico venga “abbattuto” da cause “terze” rispetto a quelle insite nella normale dialettica politico-amministrativa in seno al Consiglio ed alla Città e, vedendo che tale abbattimento – seppur tentato da più parti o, meglio, da una parte sola che è “triplice” ma non proprio “terza” – tarda ad arrivare, si alzano polveroni inutili quanto fuorvianti su cosa bisognerebbe fare per ridare ai Cittadini la possibilità di votare “subito” e su quanto sia dannosa questa lunga fase di impasse amministrativa. Ma quale impasse? Con tutto ciò che si sta facendo (anche e soprattutto, dallo scorso 1° settembre in poi) sotto gli occhi di tutti?

Forse ci si riferisce al precedente stallo riguardante i lavori del Parco Acquatico (iniziati tanto tempo fa ed inspiegabilmente abbandonati, con il rischio che sui Cittadini gravasse un obbligo restitutorio di circa € 12.000.000,00) o le condizioni del Palazzetto dello Sport (iniziato ed anch’esso abbandonato nonostante notevoli plurimi impegni economici per le casse pubbliche)? Oppure alla impasse che aveva visto una assurda ed irregolare “privatizzazione” dei campi da tennis della Città, prima che questi ultimi venissero “liberati” e restituiti alla Comunità dell’Area Urbana, così da essere affidati – mediante regolari procedure ad evidenza pubblica – ad una famiglia di imprenditori rendesi che sta investendo milioni e milioni di euro in una struttura (che è e resterà di “tutti”) che sta diventando già un punto di riferimento sportivo per la Calabria intera?

Oppure lo stallo di cui si parla (nei bar e nelle piazzette della Città) è quello relativo ai lucrosissimi incarichi professionali, assegnati – fino ad una dozzina di anni addietro – sempre agli stessi soggetti? Ma perché non si dice pure che, nell’ultimo novennato, con cifre complessivamente addirittura inferiori, si sono conferiti incarichi professionali a qualche centinaio di professionisti, qualitativamente non inferiori ai precedenti? Per non parlare dei risultati. Non riusciamo proprio a capire, forse si tratta dello stallo nelle procedure espropriative? Quelle iniziate “telefonicamente” venti anni fa e mai finite? In realtà, quanto è accaduto e sta accadendo è gravissimo e, forse, per evitare che abbia a ripetersi (magari nei confronti di altri Sindaci ed altri Amministratori), bisognerebbe lavorare tutti insieme per salvaguardare davvero il bene dei Cittadini e, soprattutto, delle future generazioni. Anche attraverso studi seri ed approfonditi, proposte legislative di riforma, iniziative parlamentari, disegni di legge. Il tutto senza troppo clamore né folklore…

Articoli correlati