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Volley A1m: L’impeto del Vibo dura solo un set, poi Trento mette a nudo le “magagne” dei calabresi.

Volley A1m: L’impeto del Vibo dura solo un set, poi Trento mette a nudo le “magagne” dei calabresi.
Tonno Callipo Vibo – Itas Diatec Trentino: 1-3 (27-25, 15-25, 14-25, 22-25)
Vibo: De Oliveira (4), Simeonov (17), Diaz (8), Sammuelvo (12), Cozzi (8), Barone (2), Divis (3), Shumov (3), Cicola (L), Ferraro, Ditlevsen. All.: Gulinelli
Trento: Grbic (5), Vissotto (19), Kaziyski (12), Winiarski (19), Birarelli (7), Piscopo (8), Leonardi (3), Della Lunga, Bari (L), Segnalini (L2), Zygaldo. All.: Stoytchev.
Arbitri: Sampaolo di Macerata e Pasquali di Ascoli.
Vibo Valentia. Primo set di grande carattere, da parte del Tonno Callipo, prima di cedere in modo netto di fronte ad un Trento ricco di talenti.
Vibo parte con “Rapha” De Oliveira in regia, Simeonov opposto, Sammuelvo e Diaz ricettori, Cozzi e Barone al centro e Fosco Cicola nel ruolo di libero.
Trento risponde con il divino Nikola Grbic in regia e Vissotto sulla diagonale, Kaziyski e Winiarski di banda, Birarelli e Piscopo al centro e Avibo_organico_sammelvuo.jpgndrea Bari libero.
I campioni d’Italia dell’Itas Trentino partono bene in battuta, mettendo subito in croce sia Duaz (che poi giocherà sempre peggio) ed il libero Cicola: subito 5-2 e 8-2 al primo Time out tecnico. Il Tonno callipo si regge sulla forza e sulla grande voglia di giocare del suo schiacciatore finlandese Sammuelvo (migliore dei suoi, a fine gara) e sull’irruenza di Simeonov, che in attacco  (6 su 9) e in battuta fa soffrire muro e ricezione dei titolati avversari. La superiorità degli ospiti sembra destinata a durare per tutta la frazione, ma Vibo rosicchia un punticino alla volta. Sul 24-22 per Trento, quando il set pareva chiuso, ecco gli errori in attacco che non ti aspetti, specie se a commetterli è Vissotto, che per tutta la gara dimostrerà che non è solo un lungagnone di 212 cm. Comunque sia, si arriva sul 24 pari, con i tifosi che non credono ai loro occhi. Poi, nello sprint finale, i calabresi ci spingono di più e chiudono la prima frazione sul 27-25, in 32 minuti.
A questo punto, quando si pensava ad uno scenario di grande equilibrio, ecco che Trento decide che la gara doveva prendere un’altra piega. Guidata da un Grbic mostruoso per talento ed efficacia, la squadra imponeva la sua maggiore caratura. In attacco, Winiarski e Vissotto erano pressoché infermabili, con un grande Kaziyski che ogni tanto rifiatava in panchina, ben sostituito da Della Lunga. Con questi presupposti, secondo e terzo set erano uno la fotocopia dell’altro: Vibo che balbettava in ricezione ed in costruzione, aggrappata ai miracoli di Sammuelvo (nella foto), alle fiammate sempre più deboli di  Simeonov ed alle poche giocate di Cozzi, poco servito per via della ricezione scadente (a parte quella del finlandese).
Il quarto set illude per un po’ (a metà set le squadre erano separate da un solo punto), anche grazie all’ingresso del centrale Shumov ed all’ingresso di Ferraro come ricettore al posto di un Diaz disastroso anche sulle battute avversarie più elementari.
Chiaramente, queste “magagne” vengono sottolineate dalla grande forza degli avversari che il Tonno Callipo sta trovandosi davanti in queste prime settimane, ma pensiamo che le caratteristiche di alcuni giocatori dovevano essere prese in considerazione al momento di costruire la squadra: se  davvero certi atleti “non sono da A1”, non è certo colpa loro. (Sergio Lionetti)

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