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Roselli: «Il terzino? Cerri e la società mi metteranno nelle migliori condizioni»

Roselli: «Il terzino? Cerri e la società mi metteranno nelle migliori condizioni»

Il tecnico: «Non è un mio problema, c’è chi lavora per il bene del Cosenza». Ma Guarascio lascia intendere che qualcosa si stia muovendo. Sul match: «Andria buona squadra».

Giorgio Roselli è abbastanza sereno nonostante gli infortuni abbiano decimato l’organico alla vigilia di una doppia trasferta. Ad Andria le novità in campo non dovrebbero essere tante. «Squadra che vince non si cambia? Con la Paganese abbiamo conquistato i tre punti grazie a quelli che sono entrati dalla panchina – spiega – In Lega Pro sono pochissimi i calciatori che fanno la differenza, ma devono essere sempre supportati». A tenere banco è la questione del terzino sinistro. Come di sua consuetudine, il tecnico dribbla con facilità le domande dei giornalisti. «Io non valuto quasi mai i calciatori liberi sul mercato. Non lo faccio d’estate, figurarsi d’inverno. Sostituire eventualmente Pinna è un problema societario e del direttore, che lavorerà come al solito per mettermi nelle migliori condizioni». Nonostante questo, l’impressione – confermata da Guarascio in modo informale a colloquio con la stampa – è che qualcosa si stia muovendo.

Per ciò che concerne la formazione, Roselli sembra avere le idee chiare: non ci saranno esordi per i baby presenti in rosa. «Bilotta è un giovane che sta crescendo, ma ci sono calciatori più pronti – spiega – Meroni si sta cimentando nei tre-quattro mesi di ambientamento. Con la Coppa Italia vedremo di che pasta è fatto e sicuramente diventerà competitivo come il resto dei compagni». Tra difesa e attacco la differenza è netta. «Sono molto contento per i recuperi dei calciatori offensivi. Preferisco sempre farli girare che non averne a disposizione. Dietro, invece, abbiamo poche scelte e vorrei avere una buona gamma come in avanti».

Andria è uno dei tabù da sfatare. Il Cosenza non ha mai vinto in dieci incontri disputati al Degli Ulivi, ma l’anno scorso ci andò vicinissimo. «Il risultato salta fuori dalla combinazione di tanti fattori. Non temo niente in particolare – spiega Roselli – ma è sempre più complicato continuare a vincere che farlo riprendendosi da una sconfitta». Di fronte ci sarà un undici agguerrito. «I pugliesi hanno meno punti di quanti ne meritavano, ma arriveranno tra i primi 10. Hanno preso Ionut Rada, un elemento che volevamo noi. In più possono contare su gente tipo Fall, Mancino e Cianci».

Chiusura dedicata alla classifica. «La sto guardando, lo ammetto, ma dal basso – chiude Roselli – Sbircio chi occupa la decima posizione e mai chi è avanti. Ancora non posso dare un giudizio definitivo perché il Foggia ha affrontato due trasferte ostiche ed ha conquistato un punto, noi abbiamo giocato soltanto con il Matera, mentre il Lecce non ha incontrato nessuno. A novembre ci saranno gli scontri diretti, poi il quadro sarà chiaro. Quando si incontrano le grandi, si vede la forza morale della singola squadra. Le parole di Tavecchio? Non ho mai pensato che 102 club professionistici siano troppi e 70 siano pochi. Io chiedo soltanto una cosa: il calcio deve farlo chi se lo può permettere. Non ci devono essere più penalizzazioni e professionisti che non prendono stipendi. Chi può fare, gioca. Chi non può fare, non gioca». (Antonio Clausi)

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