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Cazzimma De Sanzo: “Dalla strada fino ad Hubner”. Oggi il Cassano: “Ma il mio cuore è a Pagani”

<em>Cazzimma</em> De Sanzo: “Dalla strada fino ad Hubner”. Oggi il Cassano: “Ma il mio cuore è a Pagani”

“Sono arrivato dal basso fino a giocare contro mostri sacri come Hubner in Serie B. Con la Paganese feeling unico. Spero di tornarci non solo da tifoso. Non mi aspettavo un livello così alto in Prima Categoria”.

Iniziamo dal soprannome. Non uno qualsiasi, ma unico nel suo genere: “Cazzimma”. Quando glielo ricordiamo, Fabio De Sanzo , in esclusiva per Cosenza Channel, ride: “Questo soprannome me lo hanno affibbiato a Pagani. Il mio modo di giocare, di vivere la partita, di dare tutto in campo ha fatto sì che con i tifosi della Paganese si creasse qualcosa di unico. E da qui il soprannome Cazzimma”. Parola che in dialetto campano vuol dire tanto ma che, quando viene usata calcisticamente, indica quella grinta esagerata, da gente vera, che non ha paura di nulla e di nessuno e che affronta la sfida con determinazione.

Fabio De Sanzo, oggi allenatore dello Young Boys Cassano, questa grinta speciale non l’ha persa, anche se oggi la deve dimostrare in modo diverso: “Devo riuscire a trasmetterla ai miei giocatori. Non è facile perchè è qualcosa con la quale nasci, però anche questo fa parte dei miei compiti. E’ molto più facile trovarla in calciatori che, come me, sono arrivati dalla strada”. Proprio così. De Sanzo, ex arcigno difensore che quando giocava era davvero problematico avere come avversario, è il classico esempio di calciatore arrivato al grande calcio dalla gavetta.

Nasce a Castrovillari 44 anni fa e fino a 19 anni si divide tra Promozione ed Eccellenza con Castrovillari e Corigliano. Un anno in D con la Sandemetrese, ma poi ancora Promozione. La grande occasione gliela da proprio il Castrovillari quando approda in C2 nel 1994. Inizia da lì la vera e propria carriera da professionista di De Sanzo. Alla fine saranno 329 presenze nei campionati professionistici tra Serie B, Serie C1 e Serie C2 con le maglie di Castrovillari, Giulianova, Fermana, Foggia, Palmese di Palma Campana, Paganese e Monopoli. Senza dimenticare gli anni di D con Gallipoli, sempre Paganese e Sangiuseppese. “Della mia carriera non rimpiango nulla. Credo di aver fatto il massimo. La Serie C è stata la mia giusta dimensione. In Serie B c’ho provato, ma era veramente troppo. Quelle 4 partite con la Fermana restano però ben impresse nella mia mente. Contro il Brescia, al mio esordio, mi sono trovato a dover marcare Hubner e Bonazzoli, mentre in difesa avevano Filippo Galli. E’ questo il mio ricordo calcistico più bello”.

Anche se di bei momenti De Sanzo ne ha avuti tanti, come ad esempio i due campionati vinti con la Paganese ed il titolo di Campione d’Italia dilettanti sempre con i campani, tutti titoli vinti da capitano: “A Pagani c’è un pezzo del mio cuore. Questa è una cosa risaputa. L’amore per quella maglia va al di là di tutto. Ho vissuto emozioni troppo grandi. Spero di tornare, non solo da tifoso. S’è creato un feeling speciale con tutta la città che anche oggi, a distanza di anni, non è mai cessato”. Esempio ultimo nella partita contro il Francavilla di quest’anno, quando De Sanzo è tornato a Pagani il giorno del suo compleanno a vedere la partita ed i tifosi, hanno innalzato dalle tribune del “Torre”uno striscione in suo onore: “Ieri un capitano, oggi uno di noi. Auguri Cazzimma, vera bandiera!” (nella foto sotto). Affetto raro nel calcio di oggi.

Tanti gli allenatori ed i calciatori incontrati in carriera. I migliori? “Come allenatore senza dubbio Giacomarro. L’ho avuto proprio a Pagani e, nonostante fossi già uno dei più grandi, mi ha insegnato tantissimo. Voleva che gli facessi anche il secondo. Invece come compagni scelgo Ferrigno e Scarpa, entrambi avrebbero potuto giocarsela anche in Serie A per le doti che avevano. Però voglio nominare anche Tricarico (oggi all’Isola Capo Rizzuto dopo tanti anni tra i prof., ndr), un vero e proprio esempio da seguire per dedizione e serietà. Chi vuole giocare a calcio, dovrebbe avere lui come modello”.

Ed oggi, a 44 anni come mai De Sanzo si ritrova ad allenare “solo” in Prima Categoria? “Purtroppo per qualche anno, a causa della mia attività lavorativa, ho dovuto un pò allontanarmi dall’ambiente. Ho fatto l’allenatore in seconda del Castrovillari e scuola calcio, fino all’anno scorso quando ho allenato il Frascineto, sempre in Prima. Quest’anno invece mi ritrovo a Cassano. La società è seria e c’è voglia di fare bene”.

I risultati iniziano a vedersi, visto che la sua squadra sta sorprendendo tutti ed è addirittura al secondo posto dopo 7 giornate di campionato con l’ultima vittoria a Cetraro in rimonta e con ben 4 under in campo: “Il nostro obiettivo è provare a centrare i play-off. Il campionato è di buon livello. Da fuori non me lo aspettavo. Era un torneo che fino allo scorso anno non conoscevo e devo dire che sono rimasto sorpreso dalla preparazione delle squadre e dalla bravura di molti calciatori. Qualcuno che può giocarsela anche in categorie superiori? L’anno scorso sono rimasto impressionato dall’attaccante Gallo del Cetraro (oggi al Belvedere, ndr) . Quest’anno mi sono piaciuti tanto Ioele del Città di Rossano e Tourè del Krosia, due terzini giovanissimi. Tra i miei invece dico che Gallo, Perciaccante e Baracat hanno le doti per dire la loro dappertutto. Per la vittoria di sabato scorso – continua De Sanzo – ho fatto i complimenti ai miei ragazzi perchè vincere su questi campi non è mai facile. Ci godiamo il secondo posto cercando di continuare su questa strada. Chi vince il campionato? Credo che sarà un duello tra le due squadre di Rossano: la Rossanese che sta volando ed il Città di Rossano che ha la rosa migliore di tutte”.

Sul futuro De Sanzo ha le idee chiare: “Mi piacerebbe poter allenare in un settore giovanile importante. Se tanti ragazzi come me quando avevo 20 anni, fossero stati seguiti magari da un settore giovanile di un certo livello, magari avrebbero potuto dare di più. Credo che sia fondamentale la formazione nel calcio moderno”.

Infine un pensiero per due sue ex squadre, quelle che hanno segnato la sua carriera maggiormente: Castrovillari e Paganese. “Ovviamente faccio il tifo per entrambe. Il Castrovillari purtroppo sta pagando caro il cambio di categoria dall’Eccellenza alla Serie D e, tornando al discorso precedente, la mancanza di una base propria dalla quale partire. Credo che la loro sia una delle pochissime società a non avere calciatori formati in casa. Spero però che possano riprendersi e centrare la salvezza, anche se non sarà facile. La Paganese invece – conclude De Sanzo – ha un ottimo allenatore come Grassadonia ed una buona squadra. Sono partiti in ritardo e, proprio per questo, stanno già facendo tantissimo. Credo che non dovrebbero avere problemi a centrare la permanenza”. (Alessandro Storino)

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