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Gli applausi del Marulla al compagno Lucarelli: «Che emozione» [VIDEO]

Gli applausi del Marulla al <em>compagno</em> Lucarelli: «Che emozione» [VIDEO]

L’ex bomber del Cosenza è stato simbolicamente abbracciato dai suoi vecchi tifosi che prima del fischio d’inizio gli hanno manifestato stima e riconoscenza per i suoi trascorsi.

Applausi e cori per Cristiano Lucarelli, il grande ex della partita. E’ da quando ha messo piede a Cosenza venerdì sera che si presta volentieri a selfie con i tifosi e strette di mano con i vecchi amici. Uno di questi, lo storico giardiniere del San Vito Pasquale Grandinetti, lo ha incrociato prima della partita e si è andati via di amarcord. Così come con il team manager dei lupi Kevin Marulla: suo padre Gigi svelò ad un bomber in erba come bucare i portieri avversari. Lucarelli, vista la carriera, ha fatto tesoro di quegli insegnamenti.

Il suo ingresso in campo è stato accompagnato da un lungo applauso che lo ha simbolicamente scortato fino alla panchina dove ha preso posto per seguire la gara. Si è trattato di un tuffo indietro di vent’anni, a quando un ragazzino preso in comproprietà dal Perugia e col sogno di giocare un giorno nella sua Livorno, esplose con la maglia del Cosenza realizzando 15 gol in B. Nel primo tempo la Curva Bergamini ha srotolato uno striscione per lui: “Ciao Mister Lucarelli”. E giù altri applausi.

Rivederlo fa effetto. Anche se da avversario e in sala stampa. Cosenza lo osanna e Lucarelli ringrazia e ricorda sempre con affetto la tifoseria rossoblu. Questo il commento a fine gara del tecnico del Messina che ringrazia anche la nostra collega Carmen Esther Artusi per l’intervista che venerdì ha spopolato sul web e in città. «Sono rimasto contento e sorpreso. La gente di Cosenza è fantastica. Dopo 20 anni vedere un cambio generazionale e il saluto della gente fa venire i brividi. E’ stata tramandata un’immagine, una stagione. Ricordo ancora la trasferta di Bologna, settore pieno di cosentini, feci due gol e sembrava che il sogno della serie A potesse realizzarci. C’erano tanti giovani di belle speranze. Un ambiente fantastico. Squadra e tifosi riuscirono a fare qualcosa di straordinario. Anche se oggi per noi è una giornata amara sono contento per come sono stato accolto”. Poi sulla gara. “Avevamo preso bene le misure. Siamo stati noi a calciare di più verso la porta ma c’è mancata la concretezza del Cosenza. Il calcio non ammette ingenuità e dobbiamo svegliarci. Serve un intervento più sostanzialmente sul mercato. Ci servono giocatori di personalità visto che abbiamo giocatori che sono bravi ragazzi. E in questa categoria non vai da nessuna parte se non hai gente esperta e di temperamento. Mi sono preso una brutta gatta da pelare ma credo nella gavetta e conosco le problematiche intorno al calcio. Io credo di poter maturare con questa esperienza. Se uno è bravo si vede in questi momenti. Poi tireremo le somme. Spero di essere un aspirante bravo allenatore. Allenare il Cosenza? Mai dire mai».

 

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