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Dal Sanvito al Marulla

Dal Sanvito al Marulla

– l’editoriale di Piero Bria
La visione di Occhiuto sugli impianti sportivi cittadini. Un progetto per riqualificare non solo lo stadio ma tutta l’area sportiva fino a via Popilia. Quale sarà il ruolo della società rossoblù?

Cosenza calcio ci sei? Se ci sei batti un colpo. Il nuovo stadio per molti continua ad essere un’utopia, ma dopo la conferenza stampa di ieri del sindaco Occhiutto, la domanda viene spontanea: quale sarà il ruolo del Cosenza calcio?

Siamo d’accordo con l’avvocato Marco Cerritelli quando dice che l’idea è ambiziosa. Soprattutto se pensiamo che, ad oggi, siamo ancora nella fase di pre-fattibilità.

Ma ci vogliamo soffermare su un’altra frase dell’avvocato: «Evidenzio che il Comune di Cosenza non si spoglia di nulla, ma concederà il diritto di superficie per un periodo adeguato e lo farà alle migliori condizioni di mercato».

Interessante sarebbe capire che ruolo avrà il Cosenza. Perché quell’area – storicamente – nasce, cresce e si evolve in funzione della squadra di calcio della città. Inoltre, lo studio di fattibilità dovrà definire il più possibile quanto sia fattibile l’opera sia da un punto di vista morfologico-idrogeologico sia da un punto di vista economico-finanziario.

Mesi fa si parlò di ammodernare il Marulla e l’area limitrofa. Ieri, quasi tra lo stupore generale, si è arrivati a parlare di riqualificazione di un’intera area che arriva dallo stadio Marulla a Via Popilia.

Megalomania o grande voglia di creare qualcosa di unico?

Sulla carta – visto che al momento non si sta parlando di altro – l’idea non è solo ambiziosa e interessante. E’ anche logica.

Cosenza ha una vera e propria cittadella dello sport, che inizia con il bocciodromo mai nato e prosegue, appunto, fino ai campi di calcio di via Popilia. In mezzo ci sono tante e tali strutture sportive da far volare l’immaginazione fino alle Universiadi, ai giochi del Mediterraneo e a quanti altri eventi sportivi internazionali si voglia immaginare.

Proviamo ad elencarli, cercando di non saltare nulla: 1) bocciodromo; 2) pista kart; 3) camposcuola CONI; 4) Stadio San Vito-Marulla + campo Del Morgine; 5) stadio Macrì + complesso Real Cosenza; 6) campi da calcio “Pietro Mancini”; 7) Piscina Comunale coperta e olimpionica scoperta; 8) campi da tennis; 9) pattinodromo; 10) Palazzetto dello sport  “Ferraro”; 11) campo di calcio Popilbianco; 12) campo di calcio Pro Cosenza; 13) Stadio “E. Morrone”; 14) Campi da tennis+calcetto.

Se tutto questo vi sembra poco, aggiungeteci un campo da calcio in comune di Castrolibero e altri due campi da calcio e quattro da calcetto sulla sponda rendese del Campagnano. Queste ultime strutture sono sul territorio di altre amministrazioni comunali, è vero, ma siamo sicuri che in caso di riqualificazione cosentina, anche i comuni di Rende e Castrolibero potrebbero essere stimolati a migliorarne lo stato.

Ma torniamo sulla sponda destra del Campagnano e al quesito iniziale: in un progetto di recupero di così ampio respiro, quale sarà il ruolo del Cosenza Calcio?

Non è una domanda retorica, la nostra. Nel senso che non c’è già una risposta. Noi, almeno, non ne siamo a conoscenza. Ma vorremmo che chi di dovere si ponga seriamente il quesito.

Presidente Guarascio, si chieda: e noi?

A nostro avviso, la società di calcio non può, ma soprattutto non deve restare fuori da questo progetto, sempre che il sindaco Occhiuto riesca a trovare i fondi per realizzarlo.

Il primo motivo è puramente difensivo: non avendo più a che fare con l’Amministrazione comunale, infatti, la società sarà costretta ad interloquire con un’altra società di gestione che, certamente, alzerà il prezzo da pagare per l’utilizzo dell’impianto. Non vogliamo pensare a cosa potrebbe accadere in presenza di un contenzioso tra le due società, ma è facilmente intuibile.

Per il Cosenza Calcio, inoltre, la possibilità di entrare direttamente nella gestione potrebbe aprire anche nuove frontiere economiche e, di conseguenza, aumentare le possibilità di competere in un ambiente che è sempre più dipendente dalla forza finanziaria che si riesce ad esprimere.

Comunque la si voglia pensare, una cosa è certa: il Cosenza Calcio ha una grande opportunità per fare un grande salto in avanti. Rimanere fermi non significa evitare di correre rischi, ma vivere in un’illusione destinata ad infrangersi di fronte ai cambiamenti futuri.

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