Cosenza Calcio

Garritano non si trattiene: «Un ululato di gioia». E fa festa in video con Cosenza

Luca Garritano è tifoso, sfegatato, del Cosenza. Dopo una stagione con la maglia dei Lupi sulle spalle è tornato al Chievo Verona. Il particolare non è di poco conto, perché se i rossoblù non disputeranno i playout è anche merito suo. I suoi vecchi compagni avevano già mandato in archivio la partita contro l’ostica Juve Stabia. I campani si sono battuti come conveniva al match e sono anche stati sfortunati. Alzata bandiera bianca, però, l’attenzione era tutta rivolta al Bentegodi.

Garritano e l’ululato lontano 1000 km

«Quando segna il Chievo?» si chiedevano i fan rossoblù intorno alle 23. Le lancette scorrevano e uno spareggio con il Perugia era ormai l’ipotesi più accreditata. Poi è spuntato lui, Luca Garritano da Via degli Stadi. Spizzicata sul secondo palo e sinistro vincente. Gol. A casa sua, a Cosenza, sono impazziti in un attimo. Per i bar e locali della città non ne parliamo proprio. Il commentatore di DAZN, al Marulla, era incredulo. «Attenzione a quello che sta succedendo sugli altri campi, esulta tutta la tribuna stampa» ha detto in diretta circondato da giornalisti che urlavano come se fossero in curva sud.

Cuore rossoblù, buon sangue non mente

Stamattina Luca non ha resistito e si è sbilanciato sui social «Un “ululato” di gioia”» ha scritto su Facebook, mettendo tra virgolette il verso del Lupo per darvi risalto. Ieri sera Angelo Corsi lo ha video-chiamato e dato in pasto alle migliaia di fan che si sono accalcati fuori dal Marulla. Apoteosi e un meritato tributo a chi, come di sovente avviene, non è stato propheta in patria. Garritano, però, ha il Cosenza nel sangue e soprattutto nell’albero genealogico. Un cugino, Manolo Mosciaro, è il secondo capocannoniere di sempre della storia del club. Un altro, Luca Pagliuso, è l’ex proprietario del Cosenza 1914. Lui, in sostanza, è sempre stato un predestinato. Aveva 15 anni e vestiva la maglia biancazzurra del Real Cosenza quando l’osservatore dell’Inter Enzo Tridico lo annotò sul taccuino durante un campus. Il suo vecchio allenatore Bebè De Maddis, gli fece l’occhiolino: il momento era arrivato. Il modo di dare del tu al pallone era particolare, speciale. Trasferirsi a Milano, un pezzo di mondo distante anni luce dagli affollati rioni meridionali, non fu però indolore e le amicizie coltivate da ragazzino rimasero intatte. Ieri notte era con loro, via web, ma c’era.

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Antonio Clausi

Iscritto all’Ordine dei Giornalisti dal 2010 ha lavorato fin dal 2007 presso le redazioni de “La Provincia Cosentina”, di “Calabria Ora”, di “Cronache del Garantista” di cui coordinava i servizi per la Calabria, e del “Quotidiano del Sud”. Dal 2008, inoltre, collabora attivamente con CosenzaChannel.it. Spesso ospite di talk-show televisivi e radiofonici, ha come hobby i 33 giri e la musica.

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