Società & Ambiente

Dimora De Matera, l’idea carica di pathos di Giacomo Mancini

Giacomo Mancini: «L’ospite che sceglie la Dimora de Matera ha la possibilità di immergersi nella storia offerta dal Palazzo e dal contesto. E poi di godere di ogni tipo di confort».

Le luxury suite che sorgono nel cuore di Cosenza Vecchia, nel meraviglioso centro storico della città, sono una chiara scelta di campo. La scelta identitaria effettuata da Giacomo Mancini poggia su etica e pathos. E’ proprio il nipote dello storico sindaco della terra dei Bruzi a spiegare nel dettaglio la sua idea e il perché della particolare location. La Dimora De Matera è un progetto di riscoperta del territorio e di valorizzazione dello stesso.

Da dove nasce l’idea di Dimora De Matera?

«Sono partito da una considerazione di Hermann Hesse, il grande letterato tedesco, secondo il quale ‘per scoprire il senso più profondo di un luogo, è necessario dormire in una casa di quel luogo, non in un hotel internazionale’. E così ho deciso di aprire le porte del palazzo di famiglia. Accogliendo i viaggiatori e ospitando gli appassionati di cultura».

Che storie vi è dietro questo meravigliosa location sita nel centro storico di Cosenza? 

«Il Palazzo de Matera è uno degli edifici nobiliari più affascinanti del centro storico di Cosenza. Risale al 1520 e porta la firma dell’architetto Giovanni Francesco Mormando, molto apprezzato a Napoli e nel Regno delle Due Sicilie, incaricato dal patrizio Geronimo de Matera che volle dare alla sua nobile famiglia, trasferitasi a Cosenza dalla Lusitania, una dimora prestigiosa».

Qual è il suo rapporto con il centro storico bruzio? 

«E’ un rapporto viscerale. A Cosenza ho sempre vissuto nel centro storico e in questo Palazzo. Da ragazzino insieme a mio nonno Da adulto insieme ai miei figli. Ecco perché mi viene facile considerare Cosenza come giacimento culturale. Ogni luogo racconta una storia rilevante. Arte, scienza, cultura, spettacolo. Ma anche odori, sapori, profumi, essenze».

Cosa caratterizza Dimora De Matera? 

«L’ospite che sceglie la Dimora de Matera ha la possibilità di immergersi nella storia offerta dal Palazzo e dal contesto. E poi di godere di ogni tipo di confort, dalle tre suite, alla terrazza panoramica, alle prelibatezze della cucina tipica cosentina e calabrese».

Cosa l’ha spinta ad investire nella sua città e divenire un imprenditore che punta sul turismo?

«Ho sempre ritenuto che il fine ultimo dell’impegno politico sia quello di migliorare la propria terra e farvi nascere nuove opportunità per chi la vive. Maturando ho compreso che si può perseguire questo obbiettivo anche da fuori le istituzioni. Anche per questo da tempo ho investito nel centro storico di Cosenza».

Crede che sia davvero possibile, nella nostra regione, risollevare un territorio attraverso la riscoperta dei luoghi e azioni di marketing territoriale? 

«La Calabria è una terra unica. Siamo la terra di Pitagora, il più grande matematico dell’umanità; di Bernardino Telesio, l’ideatore del pensiero moderno; di Tommaso Campanella, il primo grande utopista. E poi bellezza naturali uniche. Mari, monti borghi. Cibi e vini. Occorre che ognuno di noi figli di questa terra ci inizi a credere un po’ di più».

Insomma un Giacomo Mancini che ha le idee chiare, come d’altronde è sempre stato nella storia della sua vita. Riscoprire l’identità e la bellezza del centro storico cosentino tramite la Dimora De Matera: l’obiettivo è questo. Presto ne sentiremo parlare.

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