lunedì,Gennaio 17 2022

Cleto, anche turbativa d’asta: la relazione della Guardia di Finanza

Secondo le Fiamme Gialle, il Comune sarebbe stato agevolato da alcuni funzionari del ministero dell'Interno

Cleto, anche turbativa d’asta: la relazione della Guardia di Finanza

Le indagini condotte dalla Guardia di Finanza di Amantea avrebbero individuato, oltre al reato di corruzione, anche quello di turbativa d’asta. Secondo le Fiamme Gialle, sarebbero emerse condotte illecite «sotto il profilo delle modalità di scelta dei soggetti ai quali affidare incarichi di progettazione tecnica da parte del Comune di Cleto in merito ai lucrosi finanziamenti stanziati dal ministero dell’Interno».

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Per la procura di Paola, che coordina le indagini sul comune di Cleto, «gli affidamenti sono stati frutto di accordi corruttivi illeciti tra l’ex sindaco di Cleto, Giuseppe Longo e gli altri indagati (Bianchi, Bonacci, Presta e Mazza), i quali, pertanto, si sono rivelati in grado, da un lato, di stipulare patti corruttivi con l’amministrazione comunale finalizzata all’assegnazione degli incarichi di progettazione, dall’altro lato, di interloquire con funzionari del ministero dell’Interno deputati all’erogazione dei finanziamenti in favore del Comune dai quali ricevono informazioni privilegiate con riferimento ai medesimi finanziamenti».

Dagli accertamenti investigativi, inoltre, la Finanza ritiene che il Comune di Cleto sia stato agevolato nell’ottenimento dei finanziamenti dal Ministero dell’Interno “per il tramite dei “mediatori” Sandro Bonacci e Cosimo Bianchi, grazie a notizie riservate fornite verosimilmente da funzionari ministeriali”. Nel corso delle perquisizioni, la procura di Paola ha autorizzato il sequestro di qualsiasi dispositivo informatico in uso agli indagati.