giovedì,Dicembre 2 2021

Zerocalcare tra Netflix e punk. Disegnò per i Lumpen la copertina del disco

Nel 2016 la cover de "Il nostro giorno verrà" fu opera sua. Mattia e Silverio Tucci: «Lo sentiamo ancora, ci ha omaggiato con delle caricature. In futuro chissà...»

Zerocalcare tra Netflix e punk. Disegnò per i Lumpen la copertina del disco

Raccontare le periferie (romane) con una matita e sbancare su Netflix con una serie d’animazione ad esse ispirate. Manca poco e Michele Rech diventerà lo pseudonimo di Zerocalcare e non il contrario di come invece è adesso. È il personaggio del momento, uno che sa descrivere l’ordinario che di solito la gente non vuole vedere. Anni fa, però, c’era chi già lo conosceva e ne apprezzava l’arte distribuita spesso a titolo di cortesia. La mano che disegnò un volantino e la copertina del secondo disco dei Lumpen, storico gruppo OI! di Cosenza, fu la sua. Lo fece per stima, per affinità ideologica e perché, semplicemente, gli piaceva la musica Street Punk che la band bruzia diffonde ininterrottamente da quasi cinque lustri.  

“Strappare lungo i bordi” ha messo dietro “Squid Games” e “Narcos” perché usa un filo narrativo creativo e non sensazionalistico. Il viaggio in treno, con cui la trama propone i suoi spunti, potrebbe benissimo essere un convoglio diretto a Genova durante il Social Forum del 2001. Potrebbe altresì correre lungo vecchie rotaie per raggiungere un concerto della Banda Bassotti o, appunto, dei Lumpen. «Abbiamo conosciuto Zerocalcare nel 2005 – raccontano Mattia e Silverio Tucci, i componenti più anziani della band -. Ascoltava la nostra musica e condivideva ciò che raccontavamo nei testi. E’ una persona umile e piacevole».

Zerocalcare e i Lumpen di Cosenza

All’epoca 22enne, Michele Rech era solito frequentare serate punk nella capitale e sfruttava la sua vena artistica mettendosi a disposizione di chi poi saliva sul palco. Avvenne lo stesso con i Lumpen che furono omaggiati da Zerocalcare, ancora poco noto al grande pubblico, in due occasioni distinte e separate. «La prima volta fu nel 2007 – continuano i gemelli Tucci -. Era pronta una nostra tournée in Europa per il disco “In ogni caso nessun rimorso”, ma ci servivano dei flyer e dei volantini con cui pubblicizzare le tappe. Ci scambiammo un paio di mail e non servì altro. Suonammo in Germania, Svizzera, Francia e vivemmo una serata stupenda anche a Praga. Chi venne a sentirci, per forza di cose avrà avuto per le mani un suo tratteggio».

Il bis nel 2015 quando i Lumpen pubblicarono “Il nostro giorno verrà”. L’album conteneva uno degli inni del Cosenza Calcio, “Sloop John B”, diffuso oggi ad ogni partita casalinga grazie al fonico Angelo Sposato che, sei anni fa, mise a disposizione i suoi studi per la registrazione così da non dover fare lasciare loro la Calabria. Zerocalcare invece si occupò di confezionare la copertina sfruttando quello che è diventato il suo inconfondibile stile. «La sorpresa fu doppia – aggiungono con orgoglio -. Oltre a gradire estremamente il suo lavoro, ci regalò quattro caricature: una per ogni componente del gruppo. Non potevamo che completare l’opera posizionando quei musicisti stilizzati, che eravamo noi, sul retro del cd. Glielo spedimmo in anteprima per ricambiare la gentilezza».

Il punk su Netflix

L’amore per chitarra elettrica, basso e batteria è più che mai vivo in “Strappare lungo i bordi”. La colonna sonora è stata curata da “Gli Ultimi” con l’aggiunta dello storico brano “Libero” dei Klaxon. Si tratta di un tuffo negli anni ’90 con uno sguardo al nuovo millennio. I Lumpen, che a breve usciranno con il loro quarto disco ed hanno firmato per 100 date nel prossimo anno, non escludono di portare Zerocalcare a Cosenza. «Lo sentiamo con una certa frequenza e prima della pandemia avevamo abbozzato l’idea di presentare il nostro LP contestualmente ad una sua mostra. Sarebbe l’occasione giusta – chiudono Silverio e Mattia Tucci – per rivedere tanti amici e vivere una notte sul palco insieme ad altre band Punk Oi!».