giovedì,Dicembre 2 2021

Cosenza, «Sono malato di cuore ma per fare gli esami devo aspettare sei mesi»

La storia Aldo è quella dei tanti calabresi. Chi deve sottoporsi a visite specialistiche ha due strade: rivolgersi ai privati o aspettare

Cosenza, «Sono malato di cuore ma per fare gli esami devo aspettare sei mesi»

La storia di Aldo, un uomo di Cosenza, è quella di tantissime persone che vivono in Calabria e sono costrette ad attendere lunghi mesi prima di potersi sottoporre a una visita specialistica in ospedale. Oggi Aldo ha voluto rivolgersi direttamente al neo governatore Roberto Occhiuto scrivendo una lettera. Sono le parole di un uomo comune, non di un politico, non di un imprenditore famoso, non di un presidente di qualche associazione. Lui è Aldo e potremmo essere noi.

«Ritorni a maggio 2022»

Poco tempo fa il suo cuore ha iniziato a dare segni di cedimento. Il suo cardiologo, dopo la visita, gli ha consigliato di effettuare ulteriori esami: un ecocolordopplergrafia cardiaca e un test cardiovascolare da sforzo con cicloErgom. «Il dottore mi ha anche prescritto una visita oculistica del fondo oculare e una serie di esami di laboratorio. Mi reco, quindi, ai Cup per prenotare gli esami richiesti dallo specialista, con il seguente esito: la prima data utile per l’ecodoppler è il 2 maggio 2022 ad Acri, peraltro presso lo stesso specialista che l’ha prescritto. Mentre la prima data utile per il test cardiovascolare è il 24 maggio 2022».

«Una famiglia con poche possibilità deve rivolgersi ai privati?»

Insomma il signor Aldo dovrà aspettare molti mesi, prima di capire se il suo cuore ha un problema e che cura dovrà mettere in atto. Lui si rivolge direttamente a Occhiuto: «Le chiedo se quello che le ho riferito sia una cosa logica o una vergogna invece. Certamente la colpa non è sua che è appena arrivato, ma la salute dei calabresi non può essere oggetto di ricatto, per cui o si hanno i soldi, e allora ci si reca dai privati o ci si deve rassegnare a tempi di attesa insostenibili anche quando siamo in presenza di urgenze. Io non mi rassegno, quando posso alzo la voce per denunciare queste storture invitando tutti coloro che si trovano nelle stesse situazioni a coalizzarsi per far giungere ai responsabili questo grido di dolore».