mercoledì,Maggio 18 2022

Il bollettino di guerra dell’Ospedale di Cetraro: chiuso anche il reparto di Urologia

La denuncia di Aieta: «Se ci avessero ascoltati più di un anno fa, invece di spendere 251mila euro per un serpentone che ripara dalla pioggia, avremmo avuto il Padiglione C pronto ad ospitare 50 posti letto Covid»

Il bollettino di guerra dell’Ospedale di Cetraro: chiuso anche il reparto di Urologia

«Chiusa anche l’Urologia! È un bollettino di guerra, una situazione drammatica. Se ci avessero ascoltati più di un anno fa, invece di spendere 251mila euro per un serpentone che ripara dalla pioggia, avremmo avuto il Padiglione C pronto ad ospitare 50 posti letto Covid. Un disastro annunciato. E invece di indignarsi verso chi ci tratta come un popolo con l’anello al naso, chiedono a me di tacere». È un Giuseppe Aieta senza freni quello che denuncia l’ennesimo colpo basso alla sanità tirrenica.

Una lenta agonia

Dal 2019, anno funesto che segnò la morte di Santina Adamo, la donna morta a seguito del parto per una emorragia uterina, l’ospedale di Cetraro ha subito un lento e graduale smantellamento, anche a causa dell’arrivo della pandemia. Dopo la chiusura del punto nascita, datata 5 agosto 2019, il blocco dei ricoveri ordinari in Medicina, la sospensione delle attività delle sale operatorie, l’estensione dei posti letto Covid nel reparto di Ginecologia, che ora di fatto opera in regime ambulatoriale, stavolta (ma non è la prima) tocca al reparto di Urologia, i cui infermieri e oss saranno impiegati in quei reparti che cureranno i pazienti colpiti da nuovo coronavirus. Anche questo ulteriore disservizio è legato all’emergenza Covid, che se da un lato sta creando tanti problemi e disagi ai cittadini, dall’altro sta rimpinguando le casse della sanità. Com’è noto, i ricoveri legati alla pandemia, sono finanziati con un fiume di denaro.

Si fa prima a dire cosa resta aperto

Si fa prima, a questo punto, a dire cosa funziona ancora nell’ospedale Gino Iannelli, che dopo la chiusura dell’ospedale di Praia, riconvertito in casa della salute, ma solo sulle carte, era l’unico punto di riferimento per i potenziali pazienti della costa altotirrenica. Al momento, nel presidio sanitario cetrarese, funzionano il reparto di Radiologia, la Cardiologia, la Pediatria, la Gastroenterologia, la Psichiatria e il Pronto Soccorso, con enorme sforzo del personale sanitario che è in numero esiguo. Contrariamente a quanto disposto, invece, il reparto di Rianimazione, anche quello destinato alle emergenze legate al Covid con una delibera del commissario La Regina, continua ad ospitare i pazienti ordinari in regime di terapia sub intensiva. Ma ancora per poco.