lunedì,Agosto 15 2022

San Sago, la Regione sospende la riapertura dell’impianto e chiede nuovi approfondimenti

Il presidente Occhiuto: «Se ci sono verifiche da fare per dissipare dubbi o incertezze, queste vanno effettuate con il massimo rigore e con grande attenzione. Non si scherza con la salute dei cittadini, e l’ambiente va salvaguardato con ogni mezzo da possibili contaminazioni o processi inquinanti»

San Sago, la Regione sospende la riapertura dell’impianto e chiede nuovi approfondimenti

Sospesa la riapertura dell’impianto di rifiuti di San Sago. «Si sarebbe dovuta tenere ieri la prima conferenza dei servizi propedeutica alla riapertura dell’impianto per l’eliminazione di rifiuti pericolosi e non di San Sago, nel Comune di Tortora, in provincia di Cosenza. La struttura – che si trova proprio al confine tra la Calabria e la Basilicata – ha, in teoria, tutte le autorizzazioni in regola, ma ci sono ancora aspetti da chiarire e, legittimamente, i sindaci del territorio, calabresi e lucani, chiedono ulteriori approfondimenti». È quanto dichiara, in una nota, il presidente della Regione Roberto Occhiuto.

«Se ci sono nuove verifiche da fare per dissipare dubbi o incertezze, queste vanno effettuate con il massimo rigore e con grande attenzione. Non si scherza con la salute dei cittadini, e l’ambiente va salvaguardato con ogni mezzo da possibili contaminazioni o processi inquinanti – prosegue il governatore –. Per queste ragioni ho dato mandato ai miei uffici di rimandare ogni decisione in merito alla riapertura di questo impianto. Il direttore generale del dipartimento Ambiente e tutela del territorio della Cittadella ha, dunque, sospeso la Conferenza dei servizi, chiedendo un approfondimento ulteriore e un parere all’avvocatura regionale.

Solo dopo questi passaggi formali decideremo il da farsi».

«Dispiace, invece, che la Regione Basilicata – conclude Occhiuto – non abbia condiviso con noi questo percorso e abbia deciso di disertare la Conferenza dei servizi, dando così implicitamente l’ok alla riapertura della struttura di San Sago senza pretendere nuove verifiche».