sabato,Marzo 2 2024

ESCLUSIVA | Artese: «Comune di Rende cristallino, Manna tornerà presto»

Il vice sindaco facente funzione affronta tutti i temi caldi: dalla nomina ratificata di fretta e furia, alla situazione del fratello. Rivendica la trasparenza dell'amministrazione, rinsalda la giunta, risponde all'opposizione e si rimette al giudizio della commissione di garanzia del Pd

ESCLUSIVA | Artese: «Comune di Rende cristallino, Manna tornerà presto»

Annamaria Artese, in un’intervista esclusiva rilasciata al nostro network, fotografa la situazione al Comune di Rende. Giovedì è stata ratificata la sua nomina a vice sindaco facente funzione non appena divenuta pubblica l’operazione della Dda di Catanzaro in cui sono stati implicati il primo cittadino Marcello Manna, l’assessore ai Lavori Pubblici Pino Munno ed anche il fratello Ariosto Artese.

Artese, partiamo dalla sua nomina a vice-sindaco. Sottoscritta da qualche mese, è stata ratificata giovedì scorso con tempistiche che hanno fatto discutere e insorgere l’opposizione.
«La ritengo una strumentalizzazione fuori luogo. È una nomina, la mia, fatta ad aprile. Chiesi al sindaco di non andare avanti perché ero impegnata nel congresso di circolo del Pd e non volevo mettere tanta carne al fuoco. Era quindi un discorso aperto, ma andato fuori urgenza perché c’erano altre priorità. La mattina della notizia sono corsa in comune ed ho inteso avere un colloquio con il segretario generale per dare pubblicità all’atto. Tengo a precisare che era firmato digitalmente ed andava solo protocollato. In quel momento mi sembrava l’azione più responsabile da compiere».

Lei è, inevitabilmente, nell’occhio del ciclone: sindaco, collega di giunta e fratello coinvolti nell’ultima operazione della Dda di Catanzaro. Avverte più il peso del comune da amministrare, finito nel mirino della magistratura, o degli affetti che dovranno chiarire le proprie posizioni con gli inquirenti?
«La priorità è mandare andare avanti la macchina. Siamo offesi, come amministrazione comunale, da ciò che viene detto. Dobbiamo evitare di gravare e pesare sui cittadini che non c’entrano nulla con queste vicende. Devono ricevere i servizi che meritano e che siamo in dovere di assicurare».

Si è fatta un’idea dell’accusa, pesante e grave, contestata a suo fratello?
«Ho letto le carte. Non mi va molto di parlare di mio fratello perché in questo momento ricopro un ruolo istituzionale. Accuse gravi? Io ho letto tutt’altro, ma comunque c’è una magistratura, in cui ho fiducia, che lo stabilirà».

Munno ha rassegnato le dimissioni, il sindaco Manna no. Chi ha fatto bene, l’uno o l’altro?
«Sono scelte personali. È chiaro, però, che dimettersi da assessore è più facile che farlo da sindaco. Difficile era decidere di restare».

Lei è segretaria del circolo Pd di Rende, tale carica non è compatibile con quella di sindaco secondo l’articolo 13 del regolamento congressuale. Ha intenzione di rimettere tale carica o, almeno, di discuterne con Irto e Pecoraro? 
«Sono a conoscenza di questa norma, ma svolgerò le funzioni di sindaco per pochissimo tempo. C’è ad ogni modo una commissione di garanzia in seno al Partito Democratico presieduta dall’avvocato Perugini. Ciò che mi dirà di fare il partito, eseguirò. Per me non è una grossa preoccupazione, anzi abbandonare qualche poltrona in questo momento non sarebbe un male».

Dal Movimento Cinque Stelle si chiede la Commissione d’accesso per il Comune di Rende. Cosa risponde e, in tutta onestà, ritiene sia un’eventualità che possa verificarsi?
«In tutta onestà non ne ho idea. Noi siamo qui, gli atti sono qui e sono trasparenti. La commissione d’accesso penso sia fuori luogo, ma non sono io a decidere».

Da sindaco facente funzioni eredita il caos. Se il Tribunale del Riesame non rimetterà in libertà Manna le toccherà amministrare come minimo per diversi mesi. Ha già in mente come garantire continuità?
«Il sindaco Manna ha creato una squadra di assessori e consiglieri molto compatta. Ho toccato con mano quanto siano arrabbiati e dispiaciuti. Come dice Manna siamo tutti vice sindaco. Le deleghe di Munno? Lascio tutto invariato, restano in capo a me e alla giunta».

I rumor più insistenti la vedevano come candidata del centrosinistra, appoggiata e indicata anche da Manna, alle prossime elezioni di Rende. Ritiene che questa situazione possa compromettere qualcosa per la sua carriera politica?
«Non è una mia preoccupazione e non lo era prima perché abbiamo davanti ancora due anni di amministrazione».

Manna non è nuovo a procedimenti giudiziari. È accanimento?
«A riguardo ha sempre parlato il sindaco. Ho una mia idea e la tengo per me, non commento».

Il giorno dell’operazione, che reazioni emotive ha avuto?
«Mi sono vestita e sono corsa a lavorare: questa è la mia reazione. Non c’era tempo per l’emotività. L’operazione sembrava “Apocalipse Now”, ci ha scosso come ha scosso l’intera città. Dopo un attimo di smarrimento, tuttavia ci siamo rimessi sotto».

Ha riflettuto sui possibili scenari?
«Sono certa che rimarrò qui per pochissimo tempo. Sono concentrata ad arrivare a fine mese con il “Settembre rendese”, con l’inizio delle scuole, con l’Oktober Fest e con le elezioni. La lunga gittata non è contemplata».


Artese, sono arrivati messaggi di solidarietà, ma anche tanti attacchi.
«C’è un momento in cui bisogna tacere e qualcuno ha dimostrato di avere perso questa occasione, come ad esempio l’opposizione del Comune di Rende. Avrebbe potuto dimostrare alla città che l’interesse principale fosse solo il mandato degli elettori, invece ha manifestato altro. Se il comunicato di solidarietà fosse stato diffuso all’unanimità, i rendesi sarebbero stati tranquillizzati. Chiedere le dimissioni di un sindaco in pieno Pnrr, invece, è quanto di più sciagurato possibile».