lunedì,Febbraio 6 2023

Suem 118, sul Tirreno cosentino i volontari diventano indispensabili

L'imminente razionalizzazione del servizio dà centralità alle associazioni: la testimonianza degli operatori della Misericordia di Amantea

Suem 118, sul Tirreno cosentino i volontari diventano indispensabili

Con molta probabilità, a partire dal prossimo anno, il servizio 118 dovrebbe passare al numero unico del 112, e sul Tirreno cosentino – da Tortora a Campora – si potrebbe assistere ad una riorganizzazione per cui soltanto due saranno i veicoli, tra l’altro auto mediche, a disposizione dell’azienda sanitaria provinciale, per coprire l’intera fascia costiera.

In vista della razionalizzazione che dovrebbe prendere avvio da Gennaio 2023, il servizio 118 dell’Asp di Cosenza non può più prescindere dal supporto delle associazioni di volontariato che, dotate dei mezzi necessari, saranno chiamate ad implementare i servizi sinora offerti, prestazioni – come nel caso della “Misericordia” di Amantea – che hanno recentemente tamponato anche la fase acuta dell’emergenza sanitaria dovuta al covid-19.

«Noi possiamo ricevere una chiamata da Tortora – ha detto l’operatore volontario Salvatore Vommaro – come possiamo riceverla da Fagnano Catello o da Aiello Calabro, e siamo in supporto delle PET (Postazioni Emergenza Territoriale, ndr) che, purtroppo, nell’ultimo periodo stanno avendo diversi problemi, sia a livello di organico che di mezzi, soprattutto le ambulanze».

Nata nel 2009 da un’intuizione di due soci, l’associazione che oggigiorno conta un parco mezzi di 18 veicoli (tra auto mediche, minivan attrezzati e autombulanze), è presieduta da Roberto Launi, coordinatore di ognuna delle attività poste in essere nel campo sanitario. Dal 2018 convenzionata con l’Asp anche per ciò che riguarda il supporto al 118, l’associazione è dotata pure di una “volanza fissa” (vale a dire un servizio di soccorso immediato) a Belvedere Marittimo, disponibile H24. «Siamo un servizio costante – prosegue Vommaro – che oltre al 118 contempla anche il trasporto dei pazienti dializzati, ai quali, escludendo la domenica, forniamo assistenza mattina e pomeriggio, accompagnandoli presso i presidi territoriali nei quali svolgono le loro cure».