mercoledì,Maggio 22 2024

Morte Berlusconi, il rapporto di Silvio con la Calabria

Legatissimo a Jole Santelli, venne l'ultima volta nella nostra regione proprio per lei. Forte anche il rapporto con Roberto e Mario Occhiuto

Morte Berlusconi, il rapporto di Silvio con la Calabria

«Silvio Berlusconi per sempre», così il governatore della Calabria Roberto Occhiuto ha commentato sui suoi canali social la morte dell’ex premier e leader di Forza Italia. Sia il presidente della Regione che suo fratello Mario, ex sindaco di Cosenza e oggi senatore azzurro a Palazzo Madama, gli erano molto legati. Lo era più di tutte la compianta Jole Santelli.

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Fatto sta che con la morte di SIlvio Berlusconi finisce per sempre la cosiddetta Seconda Repubblica di cui il Cavaliere è stato uno dei principali protagonisti. Fece un partito dal nulla e riuscì a vincere le elezioni promettendo agli italiani un nuovo miracolo economico. A partire dai posti di lavoro che annunciò da Bruno Vespa nel famoso contratto con gli italiani.

La Calabria si innamorò subito del progetto di Forza Italia a cui da sempre ha contribuito a garantire ampio consenso. Ancora oggi la nostra è la regione dove gli Azzurri continuano a mantenere un consenso solido anche per la presenza del presidente della giunta regionale, Roberto Occhiuto.

Silvio Berlusconi, la Calabria e Jole Santelli

L’ultima volta che Berlusconi venne in Calabria, però, fu per incoronare un altro presidente della Regione, Jole Santelli. Era il 24 gennaio 2020 e il Cavaliere se ne uscì con una dichiarazione delle sue «Jole Santelli é una signora che conosco da 25 anni. Non me l’ha mai data, però l’ho avuta con me non solo come parlamentare all’interno dei miei gruppi, ma anche come sottosegretario alla Giustizia quando ero Presidente del Consiglio», disse durante un comizio a Tropea avendo a fianco la stessa Santelli, candidata del centrodestra alla presidenza della Regione Calabria.

«Jole – ha aggiunto Berlusconi – ha una capacità straordinaria nell’individuare i problemi e le loro soluzioni. Ma ha anche quella, ed è la cosa più importante, di indicare le cose da farsi e scegliere le persone in grado di metterle in atto».

Anche nella tappa successiva a Lamezia Terme, Berlusconi non si risparmia e conferma quanto già detto a Tropea: «In 26 anni non me l’ha mai data. Adesso sarebbe stata perfetta perché, senza voce com’é, non avrebbe potuto andare in giro a raccontarlo». Risate, qualche imbarazzo, i soliti indici puntati di chi lo accusa da sempre di sessismo. Ma Berlusconi è così guascone e irriverente, con una sua precisa visione del mondo che trasferì prima nelle sue televisioni e poi in politica.

La laurea honoris causa all’Unical

Il rapporto fra il tycoon milanese e la Calabria però è ancora più lontano nel tempo. Il 27 novembre del 1991 la facoltà di Ingegneria dell’Unical conferì al Cavaliere, non ancora entrato in politica, la laurea honoris causa in Ingegneria gestionale. Una scelta molto sofferta dal consiglio di facoltà che si spaccò su quella indicazione. Ma alla fine prevalse la prospettiva di una collaborazione fra l’ateneo e la Fininvest che avrebbe reso ancora più moderna l’Unical.

Berlusconi poi scelse ancora una volta la Calabria per tenere per la prima volta un Consiglio dei Ministri fuori da Palazzo Chigi. Era il 30 gennaio del 2010 e a Reggio il clima era molto caldo. C’era stato l’attentato alla Procura generale, l’auto con esplosivo ed armi trovata il giorno della visita del Presidente della Repubblica, missive con proiettili inviate a magistrati della Dda.

«Cari amici calabresi, la riunione a Reggio Calabria del consiglio dei ministri, la prima nella storia d’Italia è un’altra promessa mantenuta». Inizia così il messaggio del premier Silvio Berlusconi ai calabresi. «Il governo con questo gesto ribadisce che anche in Calabria lo stato c’è e fa lo stato nel modo più efficace per il contrasto della criminalità organizzata». Nell’occasione venne varata per decreto legge l’Agenzia per la gestione dei beni sequestrati alla criminalità organizzata e una serie di iniziative contro l’immigrazione.

Berlusconi poi mandò un videomessaggio ai calabresi, insieme all’attuale Governatore della Calabria, Roberto Occhiuto «Approfitto per mandare il mio più affettuoso saluto a tutti i cittadini della Calabria, che hanno mostrato di sapere fare le cose insieme, di sentirsi uniti e di avere anche la prospettiva di conquistare, forti come sono, tutta la Sicilia prossimamente con il Ponte sullo Stretto di Messina».

La nuova fase di Forza Italia dopo la sua morte

Adesso si apre una fase inedita per il partito che ormai da mesi, secondo i più accorsati retroscenisti, è retto da due donne: la figlia Marina e Marta Fascina. Dopo l’annuncio “ufficiale” della fine della relazione tra Silvio Berlusconi e Francesca Pascale durata 12 anni, la nuova fiamma del leader di Forza Italia è proprio questa ragazza trentenne.

Originaria di Melito Porto Salvo (provincia di Reggio Calabria), la Fascina è cresciuta a Napoli, si è laureata in Lettere alla Sapienza, ed è deputata azzurra. Nella cittadina calabrese ha trascorso infanzia e adolescenza, vivendo con la famiglia nella frazione di “Annà”, nella stessa casa in cui aveva vissuto il nonno paterno, maresciallo dei carabinieri, che aveva diretto la locale stazione per nove anni, a cavallo tra gli anni ’50 e ’60. Ancora una volta, quindi, il destino di Forza Italia passa per la Calabria.

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