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Olimpiadi 2024, la Raggi chiama fuori Roma. Il Coni su tutte le furie

Olimpiadi 2024, la Raggi chiama fuori Roma. Il Coni su tutte le furie

Il sindaco grillino ufficializza il suo “no” ai Giochi Olimpici nella Capitale. Il presidente Malagò attende 37 minuti: «Meritavo più rispetto». Los Angeles, Parigi e Budapest sognano…

Virginia Raggi dice no alle Olimpiadi del 2024 per Roma. «E’ da irresponsabili dire sì a queste Olimpiadi – dice il primo cittadino di Roma Capitale – Stiamo pagando ancora i debiti di quelle del 1960. Non abbiamo mai cambiato idea, non ipotechiamo il futuro di Roma. Ci chiedono di fare altri debiti per i romani: noi non ce la sentiamo. Per questo diciamo no alle Olimpiadi del mattone”. Così i Cinque Stelle mettono un punto fermo sulla vicenda che tuttavia ha provocato tensione e rabbia nel numero uno del Coni Giovanni Malagò: «Meritavamo più rispetto, ho sentito tante falsità figlie della demagogia e del populismo: ora Comune e Giunta si assumeranno le responsabilità delle loro scelte». I due si sarebbero dovuti incontrare a Palazzo Senatorio. Ma lei lo lascia lungamente “in anticamera”. E, alla fine, Malagò, stufo di «37 minuti di attesa», sbotta e se ne va senza averla vista. «Ho avuto un contrattempo e avevo qualche minuto di ritardo, mentre entravo nel palazzo il presidente Malagò ha preferito andare via», la spiegazione di Raggi. In serata si saprà che il ritardo della sindaca è stato dettato da un pranzo al ristorante. Domani per i due ci sarà un’altra occasione per vedersi: la presentazione del logo Italia Euro 2020 al Coni. Ricucire però appare difficile. Intanto, il Movimento Cinque Stelle, scosso di recente da polemiche e fibrillazioni interne, si ricompatta attorno alla sindaca. In tanti, i parlamentari, rivendicano vittoriosi il “no” ufficiale pronunciato della Raggi. Grillo la sente al telefono e si congratula con lei: “Brava Virginia, ti ho seguito in conferenza stampa, avanti così”. Renzi non parla. Ma Delrio, che pure oggi con Raggi ha presentato il progetto del Grande Raccordo Anulare delle biciclette, è netto: «La città perde un’opportunità». E apre lo spiraglio al referendum auspicando «che si possano consultare i cittadini». Ora restano in corsa Parigi, Los Angeles e Budapest. «”Abbiamo un’avversaria in meno”», titola il Los Angeles Times. E la sindaca di Parigi, Anne Hidalgo, invita i candidati alle presidenziali di Francia a manifestare il loro sostegno per la candidatura della capitale francese. Per loro il sogno continua.

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