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Asp, Guccione: «Assurdo sottrarre soldi ai cittadini per pagare le more»

Asp, Guccione: «Assurdo sottrarre soldi ai cittadini per pagare le more»

Il coordinatore de La Grande Cosenza ha incontrato il dg Achille Gentile: «E’ emersa la necessità che in Pronto Soccorso non arrivino codici bianchi e verdi, che sono l’82% degli accessi».

«Dall’incontro con il direttore generale dell’Asp di Cosenza, dottor Raffaele Mauro, e da quello precedente con il direttore generale dell’AO, dottor Achille Gentile, è emersa la necessità che in Pronto soccorso non arrivino codici bianchi e verdi, che rappresentano l’82% degli accessi. I codici bianchi e verdi non devono essere gestiti in Pronto soccorso ma dalla rete sanitaria territoriale (Casa della salute, Unità complesse di cure primarie, Centri di aggregazione funzionale territoriale) in tutta la provincia di Cosenza. E serve una maggiore integrazione fra gli ospedali Spoke e l’Hub dell’Annunziata. Abbiamo incontrato i due direttori generali alla luce dell’ordine del giorno che abbiamo presentato e che sarà discusso lunedì 24 ottobre in consiglio comunale sulla situazione dell’ospedale dell’Annunziata e della sanità in provincia di Cosenza». E’ quanto afferma Carlo Guccione, consigliere comunale e coordinatore della coalizione La Grande Cosenza.

«Ma il dato che ci preoccupa maggiormente – continua Carlo Guccione – è quello espresso dal dg dell’Asp, dottor Raffaele Mauro: risultano pignorati presso il tesoriere dell’Asp circa 150 milioni di euro e risulta in essere un contenzioso di oltre 100 milioni di euro. Pignoramenti e contenziosi rappresentano il 25 % del Bilancio dell’Asp».

«È un fenomeno preoccupante. C’è bisogno di fare chiarezza su come si arrivati fino a questo punto. È arrivato il momento – sottolinea Carlo Guccione – di capire se sono stati effettuati doppi pagamenti e se l’Asp è stata rappresentata adeguatamente nelle sedi legali competenti. Da subito bisogna mettere in atto tutte le misure necessarie per rafforzare l’ufficio legale dell’Asp attraverso l’implementazione di forza lavoro specializzata, di personale amministrativo e di nuovi avvocati in grado di seguire i procedimenti e contrastare il fenomeno. E’ impensabile e assurdo che con i soldi destinati alla salute dei cittadini calabresi si paghino milioni di interessi di mora e spese legali».

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