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Falsi lavori all’Anas di Cosenza, dirigente condannato a 4 anni

Falsi lavori all’Anas di Cosenza, dirigente condannato a 4 anni

Il processo di primo grado sul presunto scandalo dell’Anas di Cosenza registra soltanto una condanna.

Tante le assoluzioni, quasi tutte riconducibili al reato di corruzione, mentre secondo il tribunale di Cosenza in composizione collegiale Salvatore Calabrese, capo del Nucleo Anas di Cosenza è colpevole di aver falsificato l’affidamento dei lavori attraverso la formazione di atti di affidamento di lavori integralmente contraffatti, apponendo su tali atti l’impronta, anch’essa contraffatta, di pubblica certificazione del protocollo dell’Anas e infine richiedendo il versamento di somme di denaro siccome necessarie per la formalità delle pratiche (marche da bollo, diritti e registrazione degli atti), inducendo in errore i titolari delle ditte “Sole e Clementine”, “F. M. S.” e Costruzioni 3000. Fatti risalenti al 2009 ma contestati nell’aprile del 2011.

A processo erano finiti anche Marcello Franco Bartella, capo centro Anas di Cosenza, Stefano Cinelli, direttore dei lavori Anas, e Saturnino Magurno, titolare dell’omonima ditta. 

Salvatore Calabrese (difeso dall’avvocato Katia Gentile) è stato condannato a 4 anni di reclusione, i giudici hanno dichiarato anche la falsità delle lettere di affidamento dei lavori in favore di Imprese Costruzioni 3000, “Sole e Clementine” e “F. M. S. costruzioni snc” e lo hanno condannato a risarcire i danni e rifondere le spese processali in favore delle costituite parte civili, rappresentate in giudizio dall’avvocato Francesco Tenuta.

Assolti invece Bartella, lo stesso Calabrese per un altro capo d’accusa, Cinelli, e Magurno.

Il collegio difensivo è composto anche dagli avvocati Nicola Carratelli e Celeste Parisella. (a. a.)

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