Politica

Matteo Salvini: «Agricoltura e turismo risorse calabresi, la Lega c’è»

Matteo Salvini parla di fronte alla platea della Coldiretti a Rende. «La Lega sarà il primo partito in Calabria. La 'ndrangheta è una merda».

Matteo Salvini a Rende parla di agricoltura e turismo. Due settori sui quali la Lega intende puntare, qualora il centrodestra dovesse vincere le prossime elezioni regionali. «Mentre gli altri parleranno di posti, io da segretario di partito della Lega chiederò al presidente della Regione Calabria, che sarà sicuramente una donna» chiaro riferimento a Jole Santelli «gli assessorati all’Agricoltura e Turismo». Secondo il leader della Lega «sono due ambiti fondamentali per lo sviluppo di una regione come quella calabrese». Salvini oggi ha partecipato all’assemblea della Coldiretti, con il presidente regionale Franco Aceto, ex candidato a sindaco del Pd nel comune di Montalto Uffugo, e il presidente nazionale di Coldiretti, Ettore Prandini.

L’appello di Aceto al prossimo governo regionale

Franco Aceto è stato duro con il governo Oliverio. «La Regione Calabria è ultima in tutti i settori, non abbiamo fatto un centimetro di passo in avanti. Lo testimoniano l’ultimo rapporto Svimez e i finanziamenti per lo sviluppo rurale che ci sono da 20 anni. Nessuno si accorge di un miglioramento dei settori che dovrebbero trainare questa regione, come l’agricoltura e il turismo. Basta delegare il futuro agli incompetenti, perché nelle ultime tre legislature non è stato fatto nulla. Lo dicono i numeri, soprattutto quello riferiti alla partenza di migliaia di giovani che ogni anno lasciano la Calabria, sperando di non tornarci più».

«Una volta, l’emigrazione portava ricchezza alla nostra regione. Parlo del mio caso: sono nato in Canada ma la mia famiglia è ritornata in questa terra per investire. E’ successo a tanti altri che lavoravano fuori, ma mandavano i soldi in Calabria. E’ arrivato il momento di dire basta agli incompetenti. Se la rivoluzione ci deve essere, deve partire dalle nostre coscienze. Il passato non va dimenticato. Noi siamo un’organizzazione sindacale e sappiamo chi premiare. Ma ripeto, sconti non ne dobbiamo fare a nessuno».

Le parole di Matteo Salvini (dopo il pranzo a Mendicino)

Salvini confida ai presenti in sala che prima di arrivare a Rende, i suoi compagni di viaggio lo hanno portato a pranzo a Mendicino. «Ringrazio coloro i quali sono qui, nonostante sia un giorno lavorativo e forse non hanno neanche mangiato». E qui parte il menù: «Mi hanno servito fusilli al ferretto con costine di maiale, polpette, stinco di maiale, formaggi, ‘nduja, cipolla e poi sono scappato altrimenti ero ancora lì» dice Salvini tra le risate generali della folla targata Coldiretti. «Erano tutti prodotti locali e di questo ne sono fiero».

Entrando nel merito dell’intervento, durato poco più di 15 minuti, Matteo Salvini ha puntato il dito contro coloro i quali dicono in giro che «”farò, farò, farò”» e allora «chiedetegli perché ancora non l’ha fatto. Questa è la prima volta che la Lega si presenta in Calabria e sono sicuro che sarà il primo partito della Regione. Dobbiamo cambiare il corso delle cose. Oggi ad esempio ho parlato con una mia coetanea calabrese che mi raccontava come quattro volte all’anno è costretta a prendere l’aereo in direzione Milano per fare delle terapie che qui in Calabria non vengono garantire. E’ davvero un’assurdità, perché i calabresi pagano le tasse come del resto tanti milioni di italiani. Non è normale che ci siano 40mila calabresi che decidono di andare al Nord per farsi curare».

Per Salvini «la ‘ndrangheta è una merda»

Secondo Matteo Salvini, i calabresi sono responsabili di aver letto negli anni passati i politici corrotti e ladri «ma la ‘ndrangheta è una merda sia a Reggio Emilia che a Reggio Calabria, passando per Milano. Da ministro dell’Interno ho visitato Palmi, Platì, San Luca, dove lo Stato ha confiscato i beni ai mafiosi. Dobbiamo proseguire su questa strada». Poi Salvini è tornato sui tanti “no” detti per la lista della Lega: «Abbiamo scelto il meglio, rispetto ad altre situazioni che per noi erano negative». Infine, un passaggio sul processo “Gregoretti”. «Era un mio dovere difendere i confini italiani. E sono fiero di rischiare il carcere per aver bloccato per quattro giorni 41 immigrati irregolari. Processeranno tutti gli italiani».

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Antonio Alizzi

Giornalista professionista dal 13 giugno del 2012. Dal 2002 al 2006 ho lavorato con "La Provincia Cosentina", curando le pagine del calcio dilettantistico. Nel 2006 passo al quotidiano regionale "Calabria Ora", successivamente "L'Ora della Calabria", in servizio presso la redazione sportiva. Mi sono occupato del Cosenza calcio e delle notizie di calciomercato. Nel 2014, inizio l'avventura professionale con il quotidiano nazionale "Cronache del Garantista", scrivendo di cronaca giudiziaria. Ora collaboro con Cosenza Channel e due riviste nazionali.

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