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Manna: “Petrini costretto ad accusarmi”. Ecco le dichiarazioni shock del sindaco di Rende

Marcello Manna non ci sta ad essere invischiato in un caso giudiziario che, dal suo punto di vista, ha un mandante. Secondo il sindaco di Rende, noto penalista, c’è una regia ben precisa che lo ha trascinato in procura a Salerno, dove attualmente si trova indagato per corruzione in atti giudiziari aggravata dal metodo mafioso.

Manna: “Petrini costretto ad accusarmi”. Ecco le dichiarazioni shock del sindaco di Rende

Marcello Manna non ci sta ad essere invischiato in un caso giudiziario che, dal suo punto di vista, ha un mandante. Secondo il sindaco di Rende, noto penalista, c’è una regia ben precisa che lo ha trascinato in procura a Salerno, dove attualmente si trova indagato per corruzione in atti giudiziari aggravata dal metodo mafioso. In sostanza, la Dda di Salerno ritiene che si sia messo d’accordo con l’ex giudice Marco Petrini per aggiustare la sentenza del processo per la morte di Luca Bruni, favorendo l’imputato Francesco Patitucci, suo assistito, condannato in primo grado a 30 anni di carcere e assolto in appello dalla Corte d’Assise d’Appello di Catanzaro.

Manna, in esclusiva a Cosenza Channel, ripercorre la vicenda e fa accuse ben precise, riguardanti l’operato del procuratore aggiunto di Salerno, Luca Masini, titolare dell’inchiesta “Genesi”. “Quando la stampa scrive il mio nome, io non sono a conoscenza di niente. Si è trattata di una fuga di notizie che specificatamente riprendeva un fotogramma di un video, nel quale si vedeva che Petrini parlava con me. Nei mesi a seguire ho ricevuto l’avviso di garanzia e richiesta di incidente probatorio. In questa occasione – afferma l’avvocato alla nostra testata – la procura non aveva depositato tutti gli atti, cosa che noi abbiamo eccepito, in quanto una parte dei documenti era rimasta omissata. Tra l’altro in udienza il pm aveva dichiarato che un verbale del 29 febbraio non sarebbe stato mai depositato, cosa che la giurisprudenza gli consente, ma rimane comunque un’anomalia”. Entrando nel dettaglio, Manna rivela che il 31 gennaio scorso “Petrini confessa tanti fatti e uno di questi mi vede coinvolto, senza essere mai menzionato direttamente. Riguarda il processo Patitucci, fatto tutto da dimostrare da parte della procura. Prima si fa riferimento a un prestito di denaro, poi viene tirato in mezzo un altro avvocato e infine, su domanda dell’accusa, Petrini ripete tante volte che io in questa situazione non c’entro. Quando il pm invece, oltre a sollecitare Petrini, riconduce la discussione sul video, riporta nel verbale che contrariamente a quanto dichiarato prima da Petrini, Manna è coinvolto nel fatto giudiziario. In sostanza l’ex giudice viene indotto a dire il mio nome”. Sul secondo caso giudiziario che riguarda Manna e Petrini, ovvero quello dell’imprenditore di Montalto Uffugo, Antonio Ioele, l’avvocato precisa che “a metà giugno Petrini sospese il dissequestro e la restituzione dei beni”.

Ciò che inquieta Manna è che “il pm Masini ha una sua verità e ritengo che ciò che è accaduto sia gravissimo e informerò di questa vicenda prima il procuratore capo di Salerno, Giuseppe Borrelli e poi mi recherò in procura a Napoli per sporgere denuncia”. La procura napoletana infatti è competente per i magistrati che operano nella procura di Salerno. “Penso che dietro questa storia ci sia un mandante, forse si percepisce chi possa essere e cosa pretenda da questa vicenda, ovvero condizionare il mio operato politico. Io mi ritengo parte offesa in questo procedimento, poiché le cose di cui sono accusato sono state già smentite documentalmente”.

Lo stato dell’arte oggi evidenzia come Manna sia finito nel tritacarne della giustizia italiana, com’è capitato in precedenza a Mario Occhiuto e Mario Oliverio. “Hanno bloccato la loro carriera politica e i processi in corso di svolgimento non stanno confermando le accuse. Sono convinto di essere un parafulmine di situazioni ben più gravi di questa vicenda giudiziaria, ma prima o poi tutto verrà a galla”. Infine, il famoso video tra lui e Petrini. “Per mia fortuna c’è anche l’audio ma nessuno ne ha parlato. In questo video parliamo di una sentenza della Corte Costituzionale che affermava come si dovesse salvaguardare il principio dell’oralità, riascoltando i pentiti in aula, circa il processo Patitucci. Vuole sapere cosa succede? Consegno una cartella dello studio Manna piena di documenti a Petrini e parliamo di fissare l’udienza nel primo giorno utile dopo l’astensione degli avvocati. Sarei stato un pazzo quindi a mettere dentro quella cartella una busta con i soldi. Sono convinto, inoltre, che Petrini sia stato costretto a dire queste cose su di me. Senza parlare del giudice Cosentino che Petrini prima tira in mezzo e poi ammette che non c’entra nulla. Oggi sto denunciando questa nebbia che qualcuno pensa di potermi calare per volontà politica. Non ho dubbi che Borrelli di questa cosa sia all’oscuro di tutto”.

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