giovedì,Dicembre 2 2021

La nuova sede del liceo Telesio ospiterà il più grande museo zoologico d’Italia

Grazie alla donazione di Giuseppe Scalercio, che comprende anche un giaguaro e un raro ornitorinco, lo spazio delle Canossiane si trasformerà in un'area di studio mai vista prima

La nuova sede del liceo Telesio ospiterà il più grande museo zoologico d’Italia

Al Liceo Classico ‘Telesio’ di Cosenza, presso la nuova sede del complesso monumentale delle Canossiane, grazie anche alla generosità della famiglia Scalercio e dell’Università della Calabria, col dipartimento DIBEST diretto da Giuseppe Passarino, verrà allestito un Museo Zoologico tra i più grandi d’Italia, e sicuramente il più grande per una scuola, con oltre 600 animali.

La passione per gli animali della famiglia Scalercio

La famiglia Scalercio di Cosenza donerà la imponente collezione di animali appartenuti al signor Giuseppe, padre di Gemma e Sandro e marito della signora Maria Francesca Spina. Sandro Scalercio, evidentemente commosso, ha dichiarato alla stampa: «Mio padre era un uomo di passioni; suonava la fisarmonica da autodidatta e gli piaceva la natura. Era un operaio al Consorzio di bonifica si alzava alle 5 di mattina e rientrava alle 18 e il suo poco tempo libero lo dedicava alla tassidermia e a questa collezione di animali e uccelli imbalsamati che era l’unico modo per poterli osservare ogni giorno. Sarebbe stato davvero felice – ha concluso – di sapere che la sua arte diventerà percorso di conoscenza per i giovani e meno giovani che la potranno ammirare nel futuro Museo calato nel nostro magnifico Centro storico».

Il prof Sperone (Unical): «Sarà il fiore all’occhiello della regione»

Felice per l’iniziativa Emilio Sperone, docente di zoologia all’UNICAL, che sarà responsabile scientifico del progetto, coadiuvato nel suo lavoro da Francesco Leonetti e Gianni Giglio: «Il museo zoologico del Liceo Classico Telesio rappresenterà il fiore all’occhiello della regione, in quanto ad oggi non esiste nessun museo scolastico strutturato e visitabile – ha dichiarato Sperone -. La collezione di reperti che ospita e che acquisirà sarà unica per quantità e rarità. L’idea è quella di dare “vita” a queste collezioni, sia attraverso vetrine che esporranno i reperti storici della scuola risalenti ai primi del 900, sia attraverso moderni diorami che illustreranno i principali ecosistemi calabresi ed ospiteranno la più recente collezione “Scalercio”.»

Il dirigente Iaconianni: «Il centro delle Canossiane diventerà un nucleo di eccellenze»

Evidentemente entusiasta il dirigente del Liceo, ing. Antonio Iaconianni, che ha affermato: «Sono orgoglioso per questo nuovo tassello, veramente straordinario, che aggiungiamo alla nostra scuola. La sede delle Canossiane, nel giro di poco tempo, diventerà un centro di eccellenza, non solo strutturale, ma anche per quanto vi andremo a realizzare. È il Progetto Telesio – ha continuato il Preside – che ogni giorno di più prende forma per come lo abbiamo da sempre immaginato. Un grazie di cuore alla famiglia Scalercio ed all’Unical, nelle persone dei professori Passarino e Sperone, oltre ad un doveroso grazie alla nostra docente Erminia Gravante che sta lavorando all’iniziativa da tempo.

È un’idea unica per una scuola, almeno in queste dimensioni: tantissimi animali, diorami, addirittura un giaguaro ed un rarissimo ornitorinco (se ne segnalano pochissimi in Italia, si contano su una mano) nonché una sintesi mirabile utile per la storia museale, poiché fonderemo una collezione antica del Liceo e la collezione Scalercio decisamente più moderna e quindi con tecniche di tassidermia più moderne.

Tutto finalizzato alla formazione dei giovani ed utile per tutti gli studenti che da ogni parte del Paese e particolarmente della nostra regione, vorranno venire a visitare il nostro Museo. Il Telesio – ha concluso Iaconianni – oggi più che mai, anche grazie a questa nuova sede, sarà sempre più la scuola delle opportunità, opportunità per una crescita ed una formazione che possano garantire il migliore futuro ai nostri giovani, alla nostra società e quindi a noi tutti!»