sabato,Maggio 25 2024

Rende, i commissari revocano il Psc approvato in 15 minuti dall’amministrazione Manna

Con una delibera della commissione straordinaria si cancella l’atto approvato dal Consiglio comunale il 30 maggio 2023. La triade commissariale: «E' interesse del Comune di Rende fornire alla cittadinanza una proposta di PSC e REU esaustiva, chiara, equa e sostenibile»

Rende, i commissari revocano il Psc approvato in 15 minuti dall’amministrazione Manna

La decisione è di quelle drastiche. I commissari prefettizi di Rende hanno revocato il Psc approvato come ultimo atto dall’amministrazione di Marcello Manna nel maggio del 2023. Vale a dire poco prima dello scioglimento del Comune per presunte infiltrazioni mafiose. Per loro «è interesse del comune di Rende fornire alla cittadinanza una proposta di PSC e REU esaustiva, chiara, equa e sostenibile in modo tale da garantire che l’esercizio delle anzidette fasi di verifica si svolgano con la massima effettività, secondo i principi di partecipazione informata ed in modo coerente rispetto ai contenuti ed alle finalità che le norme di legge assegnano rispettivamente alla fase di adozione del PSC ed a quella successiva di verifica».

Leggi anche ⬇️

I più attenti ricorderanno che, una volta insediata, la commissione straordinaria composta da Santi Giuffrè, Rosa Correale e Michele Albertini, ne dispose la sospensione avuta notizia delle circostanze afferenti all’approvazione. «Approvazione avvenuta – si leggeva nel dispositivo – con una modifica dell’ordine del giorno, disposta in corso di seduta prima ancora che buona parte dei consiglieri comunali sopraggiungessero presso la sala consiliare».

Non solo questo, perché i tre scrissero anche che la decisione fu presa al netto «del clamore mediatico suscitato dalla vicenda, nonché dell’esposto formulato al Prefetto di Cosenza dai consiglieri comunali di opposizione, recatisi lo stesso giorno presso la prefettura per rappresentare il proprio disappunto». A quel punto la triade commissariale incaricò un collegio dei propri sovraordinati/tecnici a una valutazione peculiare del Piano Strutturale Comunale e del Regolamento Edilizio Urbanistico adottato.

I professionisti indicati dall’Unical a gennaio hanno inoltrato un documento di “Valutazione del rispetto e della conformità dell’adottando PSC di Rende alle superiori norme regolatorie regionali di pianificazione territoriale”. Nel loro lavoro hanno esaminato la deliberazione consiliare di adozione del PSC di Rende e gli atti ad essa allegati sotto un duplice profilo. Innanzitutto procedimentale, riguardante quindi l’iter che ha condotto alla deliberazione consiliare del 30 maggio 2023. Poi hanno fatto le pulci al documento anche dal punto di vista tecnico-sostanziale, in particolare con riferimento alla concreta applicazione dei principi di pianificazione territoriale previsti dalle norme di legge.

La scorsa settimana, per l’esattezza il 9 maggio, il Collegio dei tecnici/sovraordinati ha quindi depositato le proprie considerazioni e osservazioni in merito alla valutazione dell’adottato PSC di Rende e del Regolamento Edilizio Urbanistico, sulla scorta degli elaborati pubblicati sul sito internet del comune nella sezione PSC-REU definitivo e sul Geoportale Comunale.

La valutazione svolta del PSC di Rende

Nella delibera della commissione straordinaria del Comune di Rende si legge che «la valutazione svolta

  • con riferimento al primo dei profili esaminati ha ritenuto che non si evidenzia “nessun particolare fattore di criticità che possa indurre a ritenere il percorso di formazione dello strumento urbanistico non rispettoso e non conforme alle superiori norme regolatorie regionali di pianificazione territoriale”
  • con riferimento invece all’aspetto più propriamente tecnico-sostanziale, ha evidenziato alcune criticità del PSC tra cui la necessità di “informazioni più dettagliate sulle potenzialità edificatorie del PSC”, oltre a evidenziare “un’azione di densificazione che riguarda buona parte del tessuto consolidato anche con un significativo passaggio a nuove zonizzazioni con incremento di indici di edificabilità”».

Viene altresì rilevato che il Collegio dei tecnici/sovraordinati, a seguito anche di ulteriori approfondimenti sulle osservazioni evidenziate dai professionisti UNICAL incaricati, ha segnalato alla Commissione Straordinaria criticità di varia natura con riferimento a errori, refusi e carenze, nonché scelte progettuali che meriterebbero una generale azione di rettifica, approfondimento e revisione.

In particolare «si rilevano errori nel REU che esporrebbero il comune a contenziosi in considerazione degli effetti delle norme di salvaguardia a seguito dell’adozione». Oltre a questo, i commissari sostengono che «come anche evidenziato dalla UNICAL, che nel proprio documento di verifica asserisce “…è facile immaginare che la Regione, nel corso della sua attività di verifica, richiederà informazioni più dettagliate sulle potenzialità edificatorie del PSC …“, si rileva la carenza negli elaborati del Piano della dimostrazione analitica delle volumetrie di progetto e dei relativi standard urbanistici, che rende poco “controllabile” il PSC da parte dei cittadini e da tutti gli stakeholder».

Inoltre «si rilevano scelte progettuali impattanti sotto il profilo urbanistico che, come puntualmente annotato nella valutazione della UNICAL, comportano “un’azione di densificazione che riguarda buona parte del tessuto consolidato e che, con buona approssimazione“». Il riferimento è alle zone di Quattromiglia e viale Principe dove «si passa dalla previsione di realizzazione di attrezzature sanitarie, commerciali ecc alla programmazione, anche qui, di realizzare centinaia di alloggi».

«Tale scelta progettuale – hanno scritto Giuffrè, Correale e Albertini – meriterebbe un serio approfondimento con riferimento, in particolare, alla contemporanea conferma nel PSC delle previsioni dei PAU scaduti nelle zone di espansione (senza modifiche dei relativi indici di edificabilità) con ulteriore discriminazione e danno per i proprietari di dette aree (che, di fatto, rimarrebbero poco attraenti e convenienti per gli investimenti privati)».

Il commento dell’opposizione alla giunta Manna

Appresa la notizia, la Federazione riformista di Rende, AttivaRende, Idm Rende, InnovaRende  e il Circolo Carlo Rosselli hanno diramato una nota che pubblichiamo integralmente. «Da più tempo abbiamo segnalato alla pubblica opinione e alle competenti Autorità le numerose illegittimità, di procedura e di merito, che viziano il PSC adottato dal Consiglio Comunale di Rende il 30.05.2023.  Ad ogni buon fine, riteniamo utile ricordare le censure più volte sollevate: 

  • 1. L’incarico di redazione del Progetto di PSC all’arch. Daniela Francini andava revocato, in quanto i proff. Piccinato, Cerasoli, Passarelli e l’ing. Buoncristiano, che componevano il gruppo di professionisti che ha partecipato e vinto l’evidenza pubblica per l’affidamento dell’incarico, hanno presentato le proprie dimissioni durante la fase di redazione del Piano. È evidente che i curricula degli accademici dimissionari sono stati determinanti per il successo del raggruppamento temporaneo Francini. Successivamente, ma pochi mesi prima dell’adozione del PSC, la Giunta Manna ha integrato con alcuni professionisti il gruppo Francini, senza porre in essere alcuna evidenza pubblica. È del tutto evidente che un provvedimento di revoca all’arch. Daniela Francini avrebbe avuto come conseguenza la novazione dell’intero procedimento per la redazione del PSC; la revoca è tuttora da valutare con conseguente annullamento del PSC adottato;
  • Le modalità con cui è stato adottato il PSC nella seduta consiliare del 30 maggio u.s. Infatti, la discussione sul punto è durata solo sei minuti, senza una relazione, in mancanza del parere della competente commissione consiliare e senza che il Presidente del Consiglio Comunale abbia invitato i Consiglieri Comunali, eventualmente in condizioni di incompatibilità, ad allontanarsi dall’aula;
  • Avere trasformato tutte le aree poste ad ovest del Viale Principe ed in prossimità delle Piscine Comunali, destinate a verde F1 e F3 dal PRG del 2001, in aree residenziali, nel nuovo PSC, con indice fondiario pari a 3,5 mc/mq. Questa norma del PSC viola l’impegno del Comune di Rende ad osservare il principio di “consumo di suolo zero” del territorio, dal momento che tale principio viene violato anche da un aumento consistente del carico volumetrico che, in questo caso, passa da 1 mc/mq a 3,5 mc/mq. Inoltre, detta previsione del PSC allontana dal centro della città la realizzazione di nuovi servizi per la popolazione, servizi ai quali, appunto, erano destinate le predette aree F1 e F3;
  • Nei comparti urbanistici ove insiste la città realizzata, le aree non edificate residue sono state tutte munite di un indice fondiario di 2,5 mc/mq, indiscriminatamente;
  • Tutti i PAU previsti dal PRG del 2001 e regolarmente approvati seguendo le procedure di legge, sono scaduti. Il PSC Francini si limita a prendere atto che i PAU sono scaduti e che nelle aree di pertinenza si può intervenire seguendo la normativa nazionale, ove ne ricorrano le condizioni. È del tutto evidente che una carenza cosi macroscopica, pur non volendo pensar male, avrebbe spinto la nuova edificazione verso le aree di completamento. Si fa notare la delicatezza di questa evidente considerazione;
  • Il PSC Francini avrebbe eliminato da due a tre milioni di mc previsti dal PRG del 2001. Ciò è quanto afferma esplicitamente, in una serie di pubbliche dichiarazioni, la stessa arch. Francini. La volumetria soppressa sarebbe servita per compensare gli enormi aumenti volumetrici nelle aree urbanizzabili segnalate nei punti che precedono, ciò al fine di ottenere un saldo zero dell’impegno volumetrico nella città. A quante e quali aree è stato sottratto il volume per determinare una soppressione dai due ai tre milioni di mc? Non è questa la sede per ripetere che si toglie ai poveri per dare ai ricchi, ma essendo del tutto oscure le motivazioni che hanno determinato la predetta soppressione di volume, c’è da aspettarsi, ove il piano riprendesse la sua efficacia, la presentazione di centinaia di osservazioni;
  • Lo strumento urbanistico del 2001 aveva destinato l’area su cui insiste lo Stadio “M. Lorenzon” a zona B con un indice fondiario di 2,5 mc/mq. Questa impostazione rispondeva alla necessità di trasferire in altra zona la struttura sportiva, per consentire una rimodulazione urbanistica del quartiere di Commenda, per potenziare servizi e residenzialità. Inoltre, e non è questione di poco conto, il patrimonio dell’Ente, in termini d valore, veniva ad arricchirsi per circa dieci milioni di euro. Volendo sorvolare sui motivi, peraltro contenuti in atti amministrativi, il PSC Francini ha fatto ridiventare l’area del Lorenzon F1, con evidente danno per il Comune di Rende.

Tanto affinchè i cittadini titolari di interessi legittimi assumano le iniziative ritenute più opportune e le Autorità competenti i provvedimenti di competenza. Oggi apprendiamo che con delibera n.15 i signori commissari, in accoglimento di molte delle nostre doglianze, hanno revocato la delibera di consiglio comunale con la quale veniva approvato il PSC. Esprimiamo compiacimento per tale decisione \in quanto conferma la serietà della nostra azione politica». 

Articoli correlati