domenica,Maggio 22 2022

Processo Bergamini, ricostruite le ultime ore di vita dell’ex mediano del Cosenza

Terza udienza in Corte d'Assise di Cosenza. Gli investigatori hanno riferito di una telefonata ricevuta da Denis in stanza e del viaggio con lsabella Internò fino a Roseto Capo Spulico

Processo Bergamini, ricostruite le ultime ore di vita dell’ex mediano del Cosenza

Prosegue a ritmo battente il processo Bergamini. Oggi terza udienza, la seconda consecutiva dopo quella di ieri, dove la procura di Castrovillari, rappresentata in udienza dal pubblico ministero Luca Primicerio, ha continuato ad escutere gli operatori di polizia giudiziaria, Ornella Quintieri e Pasquale Pugliese, in servizio presso l’ufficio inquirente della città del Pollino.

Caso Bergamini, il racconto degli investigatori: le ultime ore prima di morire

Durante l’esame, gli investigatori hanno ricostruito le ultime ore di vita dell’ex calciatore del Cosenza, Donato Bergamini che, secondo le dichiarazioni raccolte nel corso della terza indagine, negli ultimi allenamenti prima del decesso, sembrava sereno e determinato a incitare i compagni nella “rifinitura” prima del match di campionato che si sarebbe svolto al “San Vito” di Cosenza il 19 novembre 1989. «Donato qualche giorno prima aveva anche preso lo stipendio mensile da otto milioni di lire. Padovano – ha aggiunto la Quintieri – ha riferito di un episodio curioso: Denis aveva visto una civetta morta, i compagni gli dissero di non prenderla perché portava sfortuna, ma fece di testa di sua» ha spiegato l’ispettrice capo di polizia.

Leggi anche ⬇️

«Denis Bergamini aveva ricevuto una telefonata in camera»

«L’allenamento quel giorno terminò intorno alle ore 11.30» riferendosi al 18 novembre, data in cui Donato muore a Roseto Capo Spulico. «Le persone ascoltate hanno evidenziato che Donato aveva fretta di andare via ed infatti chiese a un compagno di squadra di spostare velocemente la sua auto, parcheggiata davanti alla Maserati bianca».

Poi, «la squadra si recò come di consueto al bar Mery di Rende per un aperitivo (in questa fase Francesco “Ciccio” Marino incontrò Isabella Internò dopo diverso tempo) e tornò in ritiro al Motel Agip verso le 13.30 per il pranzo. Era consuetudine fare una passeggiata ed entrare nelle camere prima delle 15. Bergamini era in stanza con Padovano che a un certo punto lo vide strano. Aveva cambiato umore dopo aver ricevuto una telefonata: disse “sì” e annuì”» ha sottolineato l’investigatrice.

Michele Padovano e Denis Bergamini in una foto dell’epoca

Donato Bergamini chiamò dalla cabina telefonica

Anche il fisioterapista Maltese – sulla scorta di quanto dichiarato dalla Quintieri – avrebbe visto Bergamini di pessimo umore. Dopodiché i calciatori uscirono per andare al cinema Garden. Prima, però, Denis fa una telefonata dalla cabina (perché in realtà il sistema della struttura alberghiera non permetteva di fare chiamate in uscita dirette dalla stanza, ndr), spendendo 200 lire. Al cinema di Rende, invece, non rimane fino alla fine. Esce dalla sala e va a prendere Isabella Internò. Li vede una testimone che saluta entrambi».

Il posto di blocco a Roseto Capo Spulico

Inizia alle 16.15 del 18 novembre del 1989 il viaggio verso la costa jonica cosentina, dove arriveranno verso le 17.30, orario in cui il maresciallo Barbuscio li blocca lungo la statale 106. «Denis si fermò all’alt, ma gli operatori lo fecero passare in fretta perché in realtà cercavano una Opel. Nelle ore precedenti c’era stata una rapina. Bergamini in questa occasione tentò di dare la patente a Barbuscio, ma quest’ultimo lo sollecitò a ripartire. Nelle annotazioni di servizio riferirà che a bordo della Maserati c’erano Denis e una ragazza, poi identificata in Isabella Internò sul luogo della tragedia». Proseguendo nel tragitto, Bergamini spegne il motore della sua macchina nella famosa piazzola. Da qui si riprenderà il 30 novembre 2021.