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La relazione di Carbone e i debiti di Occhiuto: ecco cosa c’è da sapere

Il commissario straordinario risponde all’interpellanza inviata dal Viminale e chiarisce che «allo stato non sussistono contenzioni tra il Comune e il candidato sindaco» ma in realtà emerge chiaramente che il Comune medesimo ha tenuto comportamenti omissivi nella vicenda in questione

Dalla relazione del commissario straordinario prefettizio Angelo Carbone sui debiti personali di Mario Occhiuto che – secondo gli avversari politici – sarebbero stati pagati dal Comune di Cosenza emergono due cose. C’erano due procedure contro il sindaco e notificate al Comune e lo stesso era obbligato a fare la dichiarazione: nel procedimento di Equitalia Sud S.pa. per la somma complessiva di 1 milione e 770mila euro e nel procedimento della società FIMMI s.r.l per la somma di 40mila euro. Nella parte finale invece il commissario scrive: «Allo stato non sussistono contenzioni tra il Comune e il candidato sindaco di cui all’interpellanza derivanti dalle vicende sopra indicate ne è possibile prevedere futuri contenziosi per la complessità di queste procedere e potendo intervenire, in qualsiasi momento, il pagamento spontaneo del debitore esecutato». E inoltre mette nero su bianco dichiarando che «il Comune ha provveduto ad oggi al pagamento in favore di Porsche Financial Services Italia S. p. A. trattenendo il quinto dell’indennità e del trattamento di fine mandato» dell’ex sindaco Occhiuto.

OCCHIUTO “CHIAMA” OCCHIUTO. Cosa intende il commissario per dichiarazione del Comune terzo? Chi per il Comune doveva dichiarare che Mario Occhiuto in qualità di privato cittadino era Mario Occhiuto in qualità di sindaco di Cosenza e quindi percettore delle somme a titolo di indennità della carica di primo cittadino e percettore delle somme relative al trattamento di fine rapporto. Ciò – secondo la relazione del commissario – non è avvenuto. Questo comporta una potenziale incandidabilità alla carica di sindaco se – per come tutti i cittadini sanno – lui era sindaco e quindi percettore della prima e della seconda indennità e non avendolo dichiarato il giudice ai sensi dell’articolo 548 del codice di procedura civile ha fissato l’udienza per il 13 giugno del 2017 davanti a sé per la dichiarazione del terzo, ossia il Comune di Cosenza nell’istanza di pignoramento presentata da Equitalia. A quell’udienza il Comune di Cosenza dovrà dichiarare che Mario Occhiuto era il sindaco di Cosenza e il giudice qualora richiesto dal creditore potrebbe condannare il Comune medesimo a risarcire il creditore medesimo che non ha avuto accantonate le somme dovute. In particolare, il quinto dell’indennità di sindaco dalla data della prima notifica del pignoramento e le somme dovute a titolo di trattamento di fine rapporto. In tal caso, qualora tali somme sono state già liquidate a Mario Occhiuto, il Comune sarà costretto a chiedere tali somme e quindi si concretizzerà l’ipotesi di incandidabilità. Chiaramente nell’ultima parte il commissario governativo sebbene in stretto burocratese fa intendere che gli uffici comunali hanno attuato comportamenti omissivi in merito alle dichiarazioni di terzo, precisando altresì di aver inviato gli atti alle competenti autorità. Il commissario non esplicita le autorità interessate ma potrebbero essere certamente la Corte dei Conti per danno erariale sottesa alla omessa dichiarazione, ma potrebbe intravedersi anche un’ipotesi di reato penale a carico dei soggetti interessati, incluso il primo cittadino qualora le somme siano state effettivamente consegnate.

OCCHIUTO FESTEGGIA. Intanto Mario Occhiuto su Facebook prende il lato positivo della relazione e chiede agli elettori cosentini di farlo vincere al primo turno: «Clamoroso autogol dei miei avversari. Per settimane mi hanno accusato di essere incompatibile e di avere approfittato del Comune. Dalla risposta del commissario si evince al contrario in modo inequivocabile:
1) che il comune non ha pagato debiti personali; 2) che non ci sono contenziosi e quindi incompatibilità. 
Vi confesso che sono davvero stanco di tutto questo fango lanciato da chi non sa condurre una campagna elettorale in un modo civile. Per favore fatemi vincere al primo turno». (a. a.)

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Redazione Cosenza Channel

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