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Nottue fonda

Nottue fonda

– l’editoriale di Piero Bria –
Difficile fare una brutta figura e ripetersi a distanza di una decina di giorni. A Cosenza ci si è riusciti. La causa: le nottue.

Cosa sono le nottue? Su internet si trovano molte informazioni su questi piccoli insetti. Ne riportiamo una a caso tra le tante. “Con il termine comune nottua, si indicano in giardino le larve di alcuni lepidotteri, che chiamiamo falene (ovvero farfalle notturne), che trascorrono i loro primi stadi vitali sul fogliame o tra le radici delle piante, di cui si nutrono; in effetti tali larve vengono deposte da farfalle appartenenti alla famiglia delle noctuidee, ma diversi generi di questa famiglia sono dannosi per le coltivazioni, sia nell’orto, sia nel giardino, sia in campo agricolo. Per fare alcuni esempi le larve Heliothis armigera (chiamata anche helicoverpa armigera) si nutrono di foglie, fiori e frutti, di orticole, piante ornamentali, tabacco, mais; Mamestra brassicae ama divorare il fogliame delle brassicacee; Agrotis segetam (e altre specie) prediligono invece le radici, e in genere si annidano quindi nel terreno, ai piedi delle piante. Il danno è in genere ingente, ma correlato al numero di larve (bruchi) sulle piante; gli adulti svernano nel terreno, e ne fuoriescono solo a primavera inoltrata, solo in estate divengono un problema, dopo che hanno deposto la prima cova di uova. Un singolo adulto di nottua può produrre centinaia di uova, e in una stagione le deporrà tre volte; quindi è importante controllare e contenere il numero di questi insetti prima che abbiano deposto le uova, o non appena l’hanno fatto, prima che divengono eccessivamente numerose. In genere, in agricoltura, si vigila la diffusione delle nottue, utilizzando delle trappole a feromoni, per catturare gli adulti; se il numero di adulti diviene eccessivo, si trattano le piante, per evitare che le future larve si sviluppino”.

Ci sembrava opportuno informare tifosi, semplici appassionati e coloro i quali sono in ansia per il manto erboso dello stadio San Vito Marulla. Restiamo fiduciosi con la speranza che, contro il Livorno, le nottue possano dare tregua.

Tanti sacrifici buttati al vento a causa di questi fastidiosi insetti che, a quanto pare, sembra abbiano “aggredito” anche le sedie delle panchine del Marulla. A tal punto da trasformale da splendidi e comodi seggiolini a classiche sedie da sagra paesana. A parte gli scherzi il Cosenza si è un po’ complicato la vita. Fuori e sul campo. Lo 0-3 col Verona fa male. Più del 2-0 rimediato a Cittadella. Perché mentre Braglia starà cercando rimedio per farsi trovare pronto col Livorno, la società ha vissuto in maniera traumatica il passaggio dalla Lega Pro alla serie B. E non ci si organizza dalla sera alla mattina come è avvenuto negli anni passati. Quando ti avvicini al calcio che conta servono figure capaci di darti valore, professionalità e concretezza. Un po’ come avviene in una squadra di calcio. Altrimenti non sentireste dire in giro “quel giocatore è di categoria”. Ad ognuno il suo. E al Cosenza serve acquistare un abito da professionista perché, improvvisando, si rischia solo di fare brutta figura.

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