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Perina: «Cosenza, è stata dura. Ma voglio continuare così»

Perina: «Cosenza, è stata dura. Ma voglio continuare così»

Pietro Perina ha ripreso il posto da titolare nel Cosenza e se lo tiene stretto: «Ti alleni duramente, i compagni ti incitano ma poi arriva il sabato e non giochi: è stato brutto. Con la Samb ho sbagliato e chiesto scusa».

Dopo un anno Perina è tornato agli onori delle cronache e di questo si è interessato anche il portale gianlucadimarzio.com. A novembre 2017, infatti, il portiere era prossimo alla cessione dopo essere stato messo da parte a margine di un avvio di stagione negativo. «Non stavo facendo benissimo e allora a gennaio ho deciso di andare via per poter giocare», racconta il portiere classe 1992.

A lasciargli il posto, in una sorta di clamorosa sliding doors, il portiere Saracco. E Perina non ha sprecato la chance concessagli da Braglia a Crotone. «Un’emozione indescrivibile: esordire e poi portare a casa una partita così delicata. La vittoria più bella, che è arrivata dopo un momento così così. Sono stati mesi difficilissimi: ti alleni duramente, i compagni ti incitano ma poi arriva il sabato e non giochi. Brutto. Però con la forza di volontà, il lavoro, la dedizione sono stato capace di sfruttare il mio momento quando è arrivato. Spero di continuare così».

Sambenedettese-Cosenza, per Perina serata no

Con la maglia della Sambenedettese, società a cui era finito in prestito per sei mesi, ai quarti ritrovò il suo Cosenza da avversario. «Diciamolo pure, avrei voluto vincere io con la Samb. Poi il destino è andato dalla loro parte e va bene così. Il calcio è anche questo». Difficile non sentire un match così particolare. «Durante la partita ho fatto una cosa che non dovevo fare, mancando di educazione. D’Orazio del Cosenza era a terra infortunato, io l’ho preso di peso e l’ho trascinato fuori dal campo. Ho sbagliato, poi ho chiesto subito scusa ma capisco se nell’ambiente il gesto non è piaciuto».

L’episodio non ha impedito a Perina di tornare alla base, seppur con qualche strascico. «Spero che ora sia tutto alle spalle, anche se alcuni, credo, per questo fatto ce l’hanno ancora con me. Ma a Cosenza mi trovo benissimo, è il quarto anno che sono qui. Grande società, allenatore, tifosi. Era da tanto che la squadra non stava così in alto, vedere questa felicità sul volto della gente è una cosa bellissima. Ci spingono e ci accompagnano anche durante gli allenamenti, dal lunedì al sabato. E anche quando i risultati faticano ad arrivare l’aria non diventa pesante: critiche sì, ma mai con spirito cattivo».

Perina di nuovo protagonista

Dopo il Crotone, il Padova. Un’altra vittoria e Perina era di nuovo in campo. «Ce la giocheremo fino alla fine, vogliamo arrivare il prima possibile alla salvezza. Sappiamo che è difficile però noi ci proveremo e abbiamo i mezzi per riuscirci, cercando di far affezionare ancora più tifosi alla squadra. Il mio obiettivo personale poi è quello di giocare più partite possibile, ma questo dipende dall’allenatore. Io penso solo a dare il 100% in allenamento».

Perina il saggio, anche fuori dal campo. «Finito di allenarmi faccio il papà. Amo stare con la mia famiglia, cerco di far stare bene mia moglie e mia figlia piccola». Di sicuro, fra qualche anno avrà una bella storia da raccontarle. Quella di un portiere che, parando le difficoltà, si è ripreso il Cosenza. Fino alla Serie B.

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