Tutte 728×90
Tutte 728×90

Montalto, amianto ed elettrosmog irrompono nella campagna elettorale

Montalto, amianto ed elettrosmog irrompono nella campagna elettorale

Il candidato a sindaco Teresa Lirangi si confronta con esperti e attivisti delle associazioni calabresi che si occupano di ambiente.

Un incontro su ambiente e territorio, con i riflettori puntati su due problematiche che riguardano da vicino la salute dei cittadini: amianto ed elettrosmog. Occasione per parlarne uno degli incontri che stanno puntellando la campagna elettorale per le prossime amministrative a Montalto Uffugo.

Al tavolo, assieme alla candidata a sindaco Teresa Lirangi e al moderatore, il giornalista Francesco Mannarino, i rappresentanti di diverse realtà che si occupano di problematiche ambientali del territorio: Giuseppe Infusini, coordinatore provinciale dell’Ona (Osservatorio Nazionale Amianto) Cosenza; Emanuele Lupo, presidente dell’associazione “Insieme per la salute”; Beniamino Campilongo, fisico; Francesco Falcone, presidente di Legambiente Calabria.

Amianto

Capannoni industriali e abitazioni private: con 49.266 metri quadrati di coperture su 18.168 residenti (una media di 2,7 mq per abitante) il problema dell’amianto chiama alle proprie responsabilità i futuri amministratori del Comune. I dati, così come sono emersi dal telerilevamento del 2016 della Regione Calabria, vengono esposti da Giuseppe Infusini, che non manca di richiamare gli errori commessi fino a questo momento: «Durante lo scorso anno abbiamo attivato qui a Montalto lo sportello amianto per sei mesi, nell’ambito di un progetto dell’Ona, per informare i cittadini e aiutarli nella compilazione della scheda di autonotifica per poter procedere al censimento che tutti i Comuni, per legge, dovrebbero fare. Ebbene, ci è pervenuta una solo autonotifica. Eppure, il problema qui c’è. A Sant’Antonello e Taverna, per esempio, abbiamo anche rilevato delle morti sospette».

Montalto, amianto ed elettrosmog irrompono nella campagna elettorale
Il pubblico ieri sera al ristorante “Flamengo”, a Taverna di Montalto Uffugo

Elettrosmog

Ma non è solo il problema amianto a minacciare la salute dei cittadini di Montalto Uffugo. La questione dell’elettrodotto attraversa, irrisolta, dieci anni di vita amministrativa, tra promesse vane e lunghi silenzi. A denunciarlo con foga è Emanuele Lupo, in prima linea nella battaglia contro l’inquinamento da elettrosmog: «Vi invito ad andare nelle frazioni di Pianette e Lucchetta a sentire con le vostre orecchie il rumore che producono quei cavi. Credo che Teresa Lirangi, se sarà sindaco, dovrà delegare qualcuno alla questione elettrodotto. Confidiamo in lei perché le posizioni degli altri candidati sono già chiare, per il semplice fatto che ci sono già stati e non hanno fatto niente».

È Beniamino Campilongo a spiegare in maniera più tecnica la problematica dell’elettrosmog. Problematica, dice, sulle cui conseguenze ci sono ancora studi in corso. «Quello che sappiamo – aggiunge – è che basterebbe interrare i cavi per azzerare le emissioni dei campi elettromagnetici. In ogni caso, credo che subito dopo le elezioni si dovranno fare i rilievi del caso e valutare la pericolosità del sito».

Il registro tumori

Francesco Falcone aggiunge un altro tassello alla discussione, quello dell’assenza del registro tumori in Calabria. «Nella nostra regione manca questo strumento che è fondamentale per stabilire connessioni tra le malattie che colpiscono la popolazione e i problemi ambientali del territorio». Sottolinea, Falcone, quello che un sindaco può fare per invertire la rotta, almeno nel proprio comune: dal Piano comunale amianto alla corretta informazione ai cittadini. «Il male del nostro territorio è che non si dà mai seguito alle promesse. Si inseguono sempre le emergenze e poi, quando le emergenze passano, ci si dimentica dei problemi».

Montalto, amianto ed elettrosmog irrompono nella campagna elettorale

Vecchie e nuove sfide

A concludere la discussione è la candidata a sindaco Teresa Lirangi, che domenica 26 sfiderà alle urne l’uscente Pietro Caracciolo e il consigliere provinciale Ugo Gravina. «Voglio farmi portavoce di chi non ha voce», esordisce, snocciolando i punti del suo programma elettorale. «Un programma di cose fattibili», sottolinea, dall’impresa all’agricoltura fino a trasporti e opere pubbliche. Soffermandosi, poi, sui temi della serata. Partendo dall’amianto: «Se in sei mesi c’è stata una sola autonotifica è perché i cittadini non sono stati informati. Neppure io sapevo nulla, nonostante fossi consigliere comunale».

E poi l’elettrodotto: «Non ho colpe perché non c’ero quando è stato fatto, ma essendo candidata a sindaco mi prendo le mie responsabilità e garantisco che me ne occuperò in prima persona, senza delegare a nessuno ma sicuramente con una squadra a supportarmi». Niente più silenzi sui problemi ambientali, promette. «Solo alla morte non c’è rimedio, a tutto il resto le soluzioni le troveremo perché le soluzioni ci sono». (Mariassunta Veneziano)

Related posts