mercoledì,Settembre 28 2022

Se il coronavirus diventa Pandemia: cosa vuol dire e cosa cambia

Solo il 25 febbraio scorso, ma sembrano passati cento anni, Tedros Adhanom Ghebreyesus, direttore dell’Organizzazione Mondiale della Sanità aveva detto a proposito del Covid-19, che era prematuro parlare di “pandemia”. Purtroppo il virus ha iniziato a correre dall’Asia all’Europa, infettando mezzo mondo. E dunque adesso il nuovo Coronavirus è una pandemia, e farà compagnia all’Hiv, alla peste

Se il coronavirus diventa Pandemia: cosa vuol dire e cosa cambia

Solo il 25 febbraio scorso, ma sembrano passati cento anni, Tedros Adhanom Ghebreyesus, direttore dell’Organizzazione Mondiale della Sanità aveva detto a proposito del Covid-19, che era prematuro parlare di “pandemia”. Purtroppo il virus ha iniziato a correre dall’Asia all’Europa, infettando mezzo mondo. E dunque adesso il nuovo Coronavirus è una pandemia, e farà compagnia all’Hiv, alla peste nera, all’H1n1 (influenza suina), alla Spagnola, alla Sars.

Qual è la differenza tra epidemia e pandemia?

Senza essere pedanti, la differenza tra i due concetti è già nell’origine delle parole stesse, di derivazione grecaEpidemia, dà un’indicazione precisa in merito al luogo, quindi segna una zona circoscritta in cui avviene un contagio; pandemia, invece, allarga di molto il bacino di riferimento riferendolo a “tutto il popolo” che diventa potenzialmente a rischio. Quindi non c’è più una zona esente da rischi ma ogni area del pianeta potrebbe diventare un focolaio. 

Chiarita questa differenza base, cerchiamo di capire in che modo le cose cambieranno ora che l’Organizzazione mondiale della Sanità (Oms) ha sancito il passaggio da epidemia a pandemia, e soprattutto che ripercussioni ci saranno sulla popolazione in caso questo si verifichi. Intanto bisogna chiarire che la definizione di pandemia non è legata alla mortalità della malattia o al suo aggravarsi, ma solo a un dato di diffusione di una patologia che si trasmette in modo troppo veloce rispetto alla media attesa, e rispetto alla quale l’uomo non ha ancora una protezione immunitaria.

L’Oms era molto cauta nel bollare un’epidemia come pandemia. Per molte ragioni, soprattutto sociali, legate a conseguenze emotive, economiche, politiche. Insomma una decisione del genere non è stata presa a cuor leggero.

Le fasi della pandemia

Esistono 6 fasi pandemiche. Leggiamo dal sito del Centro nazionale di epidemiologia dell’Istituto superiore di Sanità:

Fase 1. Periodo intrapandemico. 

  • Non vengono scoperti nuovi sottotipi di virus influenzali. Un sottotipo di virus di influenza che provoca l’ infezione nell’uomo potrebbe essere presente anche negli animali. Il rischio è basso. 
  • Contromisure: Rafforzare il livello di preparazione e risposta all’influenza pandemica a tutti i livelli (mondiale, continentale, nazionale e regionale). 

Fase 2. Non vengono scoperti nuovi sottotipi di virus influenzali.

  • C’è però il rischio sostanziale che un virus influenzale diffuso negli animali si trasmetta all’uomo. 
  • Contromisure: Ridurre al minimo il rischio di trasmissione all’uomo. In caso di passaggio dell’infezione all’uomo, rilevare e documentare il più rapidamente possibile la trasmissione 

Fase 3. Periodo di allerta pandemica.

  • Infezioni nell’uomo da parte di un nuovo sottotipo di virus, ma non c’è ancora trasmissione diretta della malattia da persona a persona (al massimo solo sporadici casi provocati da un contatto molto ravvicinato). 
  • Contromisure: Assicurare una rapida tipizzazione del nuovo virus e garantire immediate capacità di rilevamento, notifica e risposta già a partire dai primi casi registrati. 

Fase 4. Piccoli cluster epidemici.

  • Limitata trasmissione del virus da uomo a uomo. La diffusione è localizzata perchè il virus non si è ancora adattato bene alla specie umana. 
  • Contromisure: contenere i focolai epidemici e rallentare il più possibile la diffusione della malattia per guadagnare tempo e implementare così le contromisure, compreso lo sviluppo di un vaccino. 

Fase 5. Grandi cluster epidemici.

  • La trasmissione da persona a persona è ancora localizzata: il virus inizia ad adattarsi meglio alla specie umana (rischio pandemico sostanziale).
  • Contromisure: aumentare al massimo gli sforzi per contenere e rallentare la diffusione della malattia con l’obiettivo di scongiurare una pandemia e guadagnare tempo per attuare tutte le possibili contromisure. 

Fase 6. Periodo Pandemico

  • Il virus si trasmette in tutta la popolazione. 
  • Contromisure:minimizzare l’impatto della pandemia.

Che cosa succederà?

Dichiarata la pandemia l’Oms si mette in azione. Il primo atto è l’invio di suoi operatori nei luoghi colpiti dal virus, sollecitando i Paesi all’adozione misure precise come ad esempio il blocco di alcune attività o dei trasporti anche via terra per tentare di arginare il contagio. Non si tratta di consigli ma di ordini e il mancato rispetto delle disposizioni imposte dall’Oms è come contravvenire a delle norme internazionali, e implica l’applicazione di sanzioni contro il Paese in questione.

Nel dettaglio l’Oms andrà a pianificare e coordinare risorse aggiuntive in caso di possibili ondate future, effettuerà la sorveglianza per individure eventuali picchi del virus, valutando l’efficacia delle misure utilizzate revisionando i piani approntati, e ripristinando i servizi essenziali. 

Articoli correlati