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Caos test sierologici, il commissario Zuccatelli scrive alla Santelli

Il commissario dell'Asp di Cosenza, Giuseppe Zuccatelli "condanna" quei laboratori di Cosenza che stanno eseguendo i test sierologici.

Qualche laboratorio pubblicizza il servizio su Facebook già da qualche giorno, qualcun altro aspetta una fantomatica “autorizzazione ufficiale” prima di avviare il passaparola e inaugurare i macchinari. Parliamo dei test sierologici e del caos che, in queste ultime settimane, si è generato intorno a uno screening che è ancora non certificato come sicuro al 100%. Dopo un giro di telefonate andato a vuoto, qualche laboratorio di Cosenza e di Rende risponde alla domanda: effettuate test anti-Covid? «Ancora non abbiamo ricevuto alcuna comunicazione da parte dell’Asp, senza quella non cominciamo, speriamo arrivi, non vogliamo agire da abusivi. Noi qui abbiamo pronto il macchinario migliore che c’è sul mercato, ne hanno parlato anche su Canale 5». E sulla bontà del risultato, il titolare del laboratorio non sembra avere dubbi. Per 35 euro, assicura, l’affidabilità è del 99,9%, responso in poche ore, come una normale analisi del sangue. 

Altro laboratorio, altri prezzi. Siamo a Cosenza, qui per sapere se nel sangue sono rimaste tracce dell’infezione da Covid-19 bisogna sborsare 50 euro. «Fate attenzione – ci avverte un signore dall’altro capo del telefono – ci sono quelli che vi fanno fare la striscia, quella non serve a niente». La striscia, è un altro tipo di test che si effettua tramite la saliva trattata con dei reagenti. In un altro laboratorio, parlano sempre della striscia e di colleghi che già la vendono a caro prezzo. Quando chiediamo del test sierologico rispondono come gli altri: «Aspettiamo che l’Asp dia l’ok», dopodiché basteranno, si fa per dire, 40 euro e qualche ora di pazienza. «Chi sta eseguendo questi test senza autorizzazione lo fa illegalmente» dice un operatore.

Ma è davvero così?

Non proprio. Al momento non esiste una norma che obblighi il laboratorio privato a effettuare i test solo dietro autorizzazione. Il commissario dell’Asp di Cosenza, Giuseppe Zuccatelli, promette battaglia su questo fronte. «Sto per scrivere una lettera ufficiale ai vertici della Regione, questa situazione è incresciosa e deve finire subito». Altro che autorizzazione, il commissario teme che in molti possano speculare approfittando del momento di emergenza.

«Ai laboratori privati non deve essere permesso di fare questi test, che intervengano subito il dg Belcastro e il presidente Santelli». Secondo il commissario, la vacatio normativa sugli screening sierologici, rischia di creare un far west. «Non si possono vendere test che costano in realtà 10 euro anche a 60 euro. Ma è anche una questione di attendibilità, meglio dirlo a chiare lettere: non si può parlare di risultati sicuri al 100%, neanche al 99%. Deve essere l’Istituto superiore della Sanità a indicare le percentuali di attendibilità e al momento non esistono elementi che provino che i risultati di questi test diano la certezza di avere o meno contratto il virus».

Alessia Principe

Alessia Principe è una giornalista professionista. Nata a Cosenza, si è laureata in Giurisprudenza all’Università degli studi di Messina. Durante gli studi, ha iniziato a lavorare come cronista per il quotidiano Edizione della Sera, occupandosi di cronaca. Subito dopo la laurea è diventata parte della redazione del quotidiano regionale Calabria Ora occupandosi delle pagine di spettacoli e cultura. Con la nomina di Piero Sansonetti come direttore de L’Ora della Calabria, ha ricoperto il ruolo di responsabile del settore Spettacoli e Cultura dell'inserto “Macondo”. Nel 2014, è stata responsabile per la Calabria delle pagine di Cultura del quotidiano Il Garantista. Nel 2016 la sua mostra video-fotografica “Stati Uniti della Sila”, è stata esposta a Palazzo Arnone, prima personale realizzata interamente con smartphone a essere ospitata da una galleria nazionale in Italia. Nel 2018 ha pubblicato “Tre volte”, il suo primo romanzo per i tipi di Bookabook. Scrive di cinema per il blog dell’Huffington Post e racconti per riviste letterarie. Ha partecipato alla stesura della sceneggiatura del documentario “Il sogno di Jacob” ispirato alla vita di Nik Spatari e alla nascita del Musaba.

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