lunedì,Giugno 27 2022

Allenamenti, medici dei club in rivolta. Il no silenzioso mina la ripresa

Riprendono gli allenamenti di squadra? Sì, no, forse. Innanzitutto va fatta una precisazione. Il parere non ostativo (che non è un via libera convinto…) è stato dato solo alla Serie A oppure indistintamente? Perché la differenza sarebbe sostanziale e la cosa non è molto limpida. In Serie B alcune società (come ad esempio il Cosenza

Allenamenti, medici dei club in rivolta. Il no silenzioso mina la ripresa

Riprendono gli allenamenti di squadra? Sì, no, forse. Innanzitutto va fatta una precisazione. Il parere non ostativo (che non è un via libera convinto…) è stato dato solo alla Serie A oppure indistintamente? Perché la differenza sarebbe sostanziale e la cosa non è molto limpida. In Serie B alcune società (come ad esempio il Cosenza per restare nel giardino di casa) sono ferme. Giusto qualche allenamento al parco, nulla più. Predisporre in un amen sanificazioni e percorsi privilegiati per gli atletigarantire tamponi ogni 4 giorni e test sierologici a rotazione, rifare da zero gli esami di idoneità sportiva e un’altra serie di passaggi è francamente impossibile. Di sicuro all’ombra della Sila lo è entro il 18, dove tuttavia Guarascio farebbe bene a non perdere il solito tempo e richiamare gli stranieri. Giusto per non farsi trovare ancora una volta impreparato. Metti che si riprenda davvero, non sarebbe il caso di soffermarsi a calcolare quanti giorni di allenamento vanno pagati e quanti no…

La questione medici

La palla è passata in mano alla Figc. E’ avvelenata, come gentile regalo del Governo con cui si è litigato negli ultimi tre mesi a giorni alterni. Il Comitato Tecnico Scientifico non solo ha evidenziato le lacune a cui però è passato sopra, ma investito i dottori delle squadre di una responsabilità enorme. Spropositata. «Il Cts sottolinea che, per avere efficacia, le misure di quarantena volontaria devono essere rispettate in modo stringente sotto la responsabilità̀ del medico sociale e del medico competente». Sì, certo. Come se fosse normale (sempre restando nel giardino di casa) che Nino Avventuriera si assumesse rischi anche penali se un calciatore del Cosenza la facesse fuori dal vaso. I medici di Serie A sono sul piede di guerra, scontato che trascineranno nella battaglia anche i colleghi del piano di sotto

La questione Inail

Da non sottovalutare neppure l’indicazione data dall’Inail. Ha evidenziato di pretendere dalla Figc un’ulteriore copertura assicurativa. Un’integrazione, per farla breve. Questo perché ritiene che contrarre il Covid-19 in allenamento o in partita sia equiparabile ad un infortunio sul lavoro. La Federazione, pertanto, lavora anche su un ennesimo fronte. Il ritorno allo spettacolo dei 90’ è lontano, lontanissimo: la verità è questa. La partita di tennis tra Figc e Governo continua, prima o poi si andrà al tie-break ed entrambi si avvicineranno alla rete salutandosi. La domanda non è quando. Ma a che condizioni (economiche)?

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