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L’intervista. Zuccatelli lascia l’Asp: «Dalla Calabria non me ne vado»

Il commissario Giuseppe Zuccatelli, dimessosi dall'Asp di Cosenza, resta al timone di Mater Domini e Pugliese Ciaccio. La nostra intervista.

Giuseppe Zuccatelli, lascia ma non molla. La poltrona da stasera vuota è quella dell’Asp di Cosenza. Eppure non è un addio a sorpresa, anche perché la targhetta nel suo ufficio diceva: commissario ad interim. Un interim molto lungo, anticipato da una scarica di bufere, durato quattro mesi e pepato da una pandemia. Oggi le dimissioni. «Resto in Calabria, ho dovuto tutelare gli atti assunti fino ad oggi che rischiavano di essere dichiarati illegittimi, tutto qui. Ho voluto proteggere delle persone che altrimenti ci sarebbero andate di mezzo».

Quindi non sono prove tecniche di un trasloco definitivo?

«Macché, io ero commissario ad interim, non s’è mai visto visto un interim di quattro mesi».

Be’, c’è stata anche una bella emergenza sanitaria in mezzo.

«Non c’entra niente la pandemia. In Calabria ci sono venti malati in tutta la regione, le Rianimazioni sono mezze vuote. Il problema è che quando il manico non c’è, le cose non girano».

Qualcuno ha preso tempo, perché?

«Non lo so lo. Il mio incarico doveva durare quindici giorni al massimo, non di più. Non si può lasciare qualcuno ad interim per così tanto tempo, l’interim serve a dare il tempo tecnico di nominare un nuovo commissario».

E invece...

«E invece il buon Sapia e i 5 Stelle hanno pensato bene di fare un’interrogazione parlamentare».

Si è dimesso per difendere il suo operato insomma.

«Ho tutelato gli atti assunti fino ad oggi».

Ma non è né un addio né un arrivederci.

«Resto al Pugliese-Ciaccio e al Mater Domini. C’è un solo modo per farmi lasciare questi due incarichi: la Santelli deve fare le nomine dei direttori generali, così andrebbero a cadere tutti i commissari straordinari».

E chi prenderà il suo posto?

«Non ne ho la più pallida idea».

In questi quattro mesi molte sue decisioni sono state piuttosto chiacchierate.

«Non mi pento di nulla, ho fatto molte cose e trovato un mare di brava gente e professionisti che avevano voglia di fare bene. Io ho preso l’incarico il 19 febbraio, il giorno dopo a Codogno è esploso il primo caso di contagio. È stata una fase delicata e difficile. Ora il rischio che venisse annullato tutto il mio lavoro era troppo alto. Qualche giorno fa ho fatto un atto che riguarda molti precari, ho temuto che temporeggiare oltremodo avrebbe potuto causare danni ad altre persone e non è giusto».

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Alessia Principe

Alessia Principe è una giornalista professionista. Nata a Cosenza, si è laureata in Giurisprudenza all’Università degli studi di Messina. Durante gli studi, ha iniziato a lavorare come cronista per il quotidiano Edizione della Sera, occupandosi di cronaca. Subito dopo la laurea è diventata parte della redazione del quotidiano regionale Calabria Ora occupandosi delle pagine di spettacoli e cultura. Con la nomina di Piero Sansonetti come direttore de L’Ora della Calabria, ha ricoperto il ruolo di responsabile del settore Spettacoli e Cultura dell'inserto “Macondo”. Nel 2014, è stata responsabile per la Calabria delle pagine di Cultura del quotidiano Il Garantista. Nel 2016 la sua mostra video-fotografica “Stati Uniti della Sila”, è stata esposta a Palazzo Arnone, prima personale realizzata interamente con smartphone a essere ospitata da una galleria nazionale in Italia. Nel 2018 ha pubblicato “Tre volte”, il suo primo romanzo per i tipi di Bookabook. Scrive di cinema per il blog dell’Huffington Post e racconti per riviste letterarie. Ha partecipato alla stesura della sceneggiatura del documentario “Il sogno di Jacob” ispirato alla vita di Nik Spatari e alla nascita del Musaba.

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