mercoledì,Novembre 30 2022

Covid, Crisanti lancia l’allarme: «Omicron 2 è contagiosissima»

Il microbiologo dell'Università di Padova: «Sintomi seri in fragili e non vaccinati. Cina insegna che politica zero casi con questo virus non esiste»

Covid, Crisanti lancia l’allarme: «Omicron 2 è contagiosissima»

Si chiama Omicron BA.2 o più comunemente Omicron 2 ed è la versione del virus Sars-CoV-2 più contagiosa di sempre. Le sue origini non sono ancora chiare. Sappiamo che è la “sorella” di Omicron, individuata per la prima volta in Sud Africa e che ora è maggioritaria in Italia. “Omicron 2 è contagiosissima”. E’ l’allarme che il professor Andrea Crisanti fa scattare sulla nuova sottovariante, sotto i riflettori per sintomi che provoca, durata dell’infezione e dell’incubazione. “E basta guardare quello che sta succedendo in Cina per capire che il contenimento delle infezioni e della trasmissione del virus con questa sottovariante, la BA.2, non si può fare. La politica zero Covid non esiste, è impraticabile”, dice il direttore del Dipartimento di medicina molecolare dell’università di Padova. “Anche la Cina”, che sta fronteggiando un’impennata dei contagi nonostante il rigore con cui interviene con restrizioni, lockdown e test di massa ai primi focolai, “prima o poi dovrà abbandonare la politica zero Covid” con questa sottovariante di Sars-CoV-2 che corre.

“Siamo di fronte a un virus che ha un indice di contagio R0 di 12 – osserva Crisanti – Portare questo valore a 10” con misure e restrizioni “non cambia nulla”. Quanto alla gravità della malattia, “se una persona non è vaccinata o è fragile, Omicron 2 dà malattia severa. Ecco perché è cruciale proteggere i fragili, perché oggi le vittime del virus sono in particolare loro”.

“Siamo di fronte alla quinta ondata di Covid? Non lo so. Ma io avrei liberalizzato tutto e subito a partire da fine gennaio. Non avrei aspettato, perché aspettare è stato controproducente”., aggiunge. “Credo che anche i ricoveri aumenteranno nei prossimi giorni – osserva – Ma la sottovariante Omicron 2”, che sta crescendo velocemente in Italia e nel mondo, “non lascia scelta: bisogna proteggere i fragili, non c’è nient’altro da fare. Non si può fare nulla con questi livelli di trasmissione, non funziona nessuna misura parziale. Quindi proseguiamo con le riaperture”.

“Fermarle – fa notare – non serve contro un virus che ha un indice di contagio così alto. Se mi piace la ‘roadmap’ che dovrebbe portare al nostro ‘freedom day’? Aspettare non aiuta e non ha aiutato”, riflette l’esperto: “Aspettando è successo che le persone che si infettano adesso di fatto sono più vulnerabili, perché è passato più tempo dalla vaccinazione e dall’ultima volta che si sono infettati. Non sto dicendo che avremmo dovuto seguire la linea della Gran Bretagna. Avremmo dovuto trovare una via italiana per aprire tutto e proteggere i vulnerabili. L’alternativa ce l’abbiamo ed è questa”.

Omicron 2 contagia come morbillo: un positivo ne infetta 18

La variante “Omicron 2 o meglio Ba.2. ha un livello di contagiosità molto simile al morbillo, quindi una persona non vaccinata ne può infettare 18. E’ presumibile che sia il 20% più contagiosa rispetto alla precedente, questo è anche visibile dalla velocità con cui ha dato una spallata a Omicron, nell’ultima survey dell’Iss Omicron 2 è al 44%”. Lo spiega all’Adnkronos Salute Mauro Pistello, direttore Unità di Virologia Azienda ospedaliera universitaria di Pisa e vicepresidente della Società italiana di microbiologia, facendo il punto della situazione epidemiologica. Questa accelerazione di Omicron 2 “potrebbe dipendere da vari motivi”, osserva il virologo. “Stiamo vedendo nei tamponi effettuati alti livelli di carica virale – avverte – vuol dire che il virus sta replicando molto e questo è dovuto sia alla sua costruzione sia al fatto che si posiziona nelle vie aree superiori che gli permettono di essere particolarmente aggressivo. In più, in questo momento c’è un calo di attenzione e assistiamo anche a una quota di soggetti con una maggiore suscettibilità”.

Nei reparti Covid inoltre “si stanno vedendo soggetti, anche vaccinati, con doppia infezione, Omicron 1 e 2, nel Regno Unito sono stati segnalati 100 casi di questo tipo. Se le doppie infezioni corrono e se cala la protezione, si possono creare le condizioni per lo sviluppo di varianti ricombinati”.

Con queste premesse la situazione potrebbe precipitare? “Per ora non vediamo una maggiore gravità delle infezioni con Omicron 2, ma facciamo riferimento a popolazioni vaccinate – risponde Pistello – Se però tra qualche mese dovesse scendere la protezione della terza dose, potrebbe essere un problema”, avverte.

fonte: Adnkronos

Articoli correlati