venerdì,Agosto 19 2022

Si dimette l’unico medico non obiettore. «All’Annunziata non si può più abortire»

Il dottore Francesco Cariati non è più operativo presso il nosocomio di Cosenza. La denuncia di Fem. In.: «Impossibile oggi procedere all'interruzione volontaria di gravidanza»

Si dimette l’unico medico non obiettore. «All’Annunziata non si può più abortire»

Il reparto di Ginecologia dell’ospedale di Cosenza ha in servizio da ieri soltanto medici obiettori di coscienza. L’interruzione volontaria di gravidanza, pertanto, all’Annunziata non sarebbe più tecnicamente possibile, almeno fin quando non prenderà servizio qualcuno che sostituisca anche nelle scelte ideologiche il dimissionario Francesco Cariati. 

A far presente la situazione è il Collettivo Fem. In. che, senza girare intorno all’argomento, spiega che «l’aborto non è più un diritto nella nostra città». «È incredibile – aggiungono in un post – quanto in fretta possano negarci la libertà di autodeterminarci, quanto in una manciata di ore possano precludere l’aborto a chi non può andare fuori provincia o fuori regione per accedere al servizio».

Le femministe cosentine chiedono spiegazioni al commissario dell’AO Gianfranco Filippelli, anche alla luce del fatto che, nonostante la circolare del 2020 lo imponga, ancora diversi consultori non garantiscono la somministrazione della pillola RU486. Si tratta della pillola che induce l’aborto spontaneo del feto entro le prime otto settimane dal concepimento. È inserita nei protocolli dell’Annunziata, ma non in quelli dell’Asp di Cosenza.

Il cortocircuito è evidente e la vacatio rischia di privare le donne di un loro diritto. Dell’argomento si è discusso di recente anche a Palazzo dei Bruzi in commissione Salute dove il consigliere del Pd, Francesco Graziadio, ha chiesto lumi su questa situazione. Con le dimissioni del dottor Cariati c’è un’ulteriore ed impellente questione da affrontare all’Annunziata. E, come le altre, non è certo procrastinabile.