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AMMINISTRATIVE 2016 | Occhiuto a muso duro: «Guccione portaborse di Nicola Adamo»

AMMINISTRATIVE 2016 | Occhiuto a muso duro: «Guccione portaborse di Nicola Adamo»

Piazza Kennedy affollata come non mai per il comizio elettorale del sindaco uscente che per la prima volta in questa campagna elettorale attacca frontalmente il candidato dell’Alleanza civica progressista

L’ex sindaco di Cosenza, e nuovamente candidatosi alla carica di primo cittadino, infiamma piazza Kennedy. Oltre mille persone hanno partecipato al comizio elettorale organizzato in una delle piazze storiche di Cosenza, nel corso del quale l’architetto cosentino ha attaccato a muso duro uno dei suoi avversari: Carlo Guccione. L’attuale consigliere regionale è stato definito dal sindaco uscente come «il portaborse di Nicola Adamo. Dovete sapere cari amici che lui è entrato alla Regione Calabria senza un concorso e appunto da portaborse, mentre i nostri figli sono costretti a sudare e fare tanti sacrifici per ottenere delle gratificazioni professionali e personali». Neanche Roberto Occhiuto si è risparmiato e rispetto al fratello «che da piccolo era il buono della famiglia» ha usato toni ancora più pesanti nei confronti dei politici del Pd: «Dobbiamo difenderci dalle accuse di Enza Bruno Bossio e Nicola Adamo già coinvolti in varie inchieste» ma anche assolti e prosciolti nei rispettivi processi, mentre ha inteso manifestare la sua solidarietà verso l’ex capo di gabinetto Carmine Potestio, indagato dalla Procura di Cosenza insieme ad altre cinque persone: «Paga la vicinanza a Mario, non c’entra assolutamente nulla in questa faccenda». Sul palco, oltre all’ex portavoce Iole Perito, c’erano anche Jole Santelli e Fausto Orsomarso.

BAGNO DI FOLLA. Il colpo d’occhio è notevole. Occhiuto parla da leader e non da sindaco, un limite che lo aveva penalizzato nell’arte oratoria. Oggi pomeriggio ha fatto il salto di qualità quando – prendendo in pugno il microfono – ha iniziato a raccontare la storia di Guccione. La risposta del pubblico può essere paragonata al tifo da stadio dopo un gol della squadra del cuore. Ma prima di criticare aspramente i comportamenti dell’esponente del Pd, Occhiuto spiega la differenza tra la bellezza e la bruttezza. «Questo posto racconta la nostra idea città: il bello è buono e il bello si vede qui nello stare insieme. Una città non solidale non è una città bella, una città che non fa una raccolta dei rifiuti non è una bella città, ma questa sera voglio parlare anche della bruttezza». Ed ecco tutta la verve politica di Occhiuto. «Non ho mai parlato in questi anni dei miei avversari anche perché io non ce l’ho con nessuno, ho sempre lavorato per costruire: i miei valori sono da sempre la bellezza, l’amore e la solidarietà. Non sono riuscito sempre a raggiungere questi risultati, ma ho sempre seguito questi insegnamenti anche quando sono capitati dei fallimenti». La bruttezza invece «è la falsità, il rancore, la cattiveria, la mancanza di etica e la doppia morale». Cosenza «è una città straordinaria che i cosentini avevano dimenticato. Oggi possiamo visitare il Castello Svevo e abbiamo ripulito i fiumi: quasi mille persone abitavano lì che tra l’altro inquinavano il Crati. Abbiamo lavorato e costruito ma in questi anni sono stato ricattato, minacciato e denunciato». Poi va sul personale, aprendo il confronto con Guccione: «Lavoro da quando sono ragazzo, ho studiato e mi sono laureato a 23 anni, a 29 anni avevo oltre 300 dipendenti. Ho fatto il presidente degli architetti, sono stato nel Consiglio nazionale dei Beni Culturali, sono stato nel Comitato paesaggistico, ho insegnato all’Università. Ho avuto delle fabbriche, ho fatto attività editoriali e tante altre cose. Vedete, questo sono io e Guccione invece chi è? E’ il portaborse di Nicola Adamo, indagati insieme nello scandalo nazionale per Rimborsopoli. Siccome aveva questo bel curriculum, il presidente della Regione lo ha nominato assessore al Lavoro perché era molto bravo e dopo pochi mesi è stato defenestrato perché avrebbe fatto la “cresta” sui fondi pubblici», riferendosi a Guccione. «La Grande Cosenza è un’idea di città seppellita e fallita. Oggi c’è l’idea della riqualificazione della città, recuperando gli spazi abbandonati. E poi diciamo la verità: parlano di metropolitana ma non sanno neanche di cosa si tratta perché solo un treno può collegare Cosenza a Catanzaro, tra l’altro sarebbe un fallimento in partenza». E ancora: «Cosenza non è la città perfetta, ma è migliorata negli ultimi anni. Ha una vocazione marcatamente commerciale ma con le opere che completeremo entro un anno sarà visitata da altri e numerosi turisti che potranno ammirare piazza Bilotti che vi assicuro sarà bellissima». Poi gli aspetti delle politiche sociali: dalle cooperative ai disabili, quest’ultimi presenti sotto il palco con uno striscione a favore dell’ex sindaco. «Le cooperative sociali in passato non lavoravano, erano in mano ai caporali», mentre oggi «non ci sono manifesti nella mia città, avete visto chi li mette? Non hanno alcun rispetto delle regole e del verde». Nei cinque anni passati Occhiuto dice di aver aumentato i contributi del fitto casa e assegnato decine di alloggi sulla base di requisiti oggettivi. Tuttavia, i problemi sono anche altri e riguardano la sfera personale. La relazione del commissario straordinario Carbone chiude per il momento la questione di incandidabilità ma non esclude che in futuro, a seguito di ulteriori verifiche presso gli organi competenti, possano emergere altri comportamenti omissivi relativi ai debiti contratti da Occhiuto cittadino privato con alcune società e in particolare con Equitalia. (a. a.)

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